Prima giornata del Meeting Giovani FIDAS a Caltanissetta

AlessiaHa preso il via a Caltanissetta il XVIII Meeting nazionale Giovani FIDAS. Dopo i saluti del sindaco Giovanni Ruvolo, che ha sottolineato come la presenza dei giovani sia un regalo per il capoluogo nisseno, e del presidente FIDAS Caltanissetta Carmelo Giardina, la coordinatrice nazionale giovani Alessia Balzanello ha presentato il percorso di questi 3 giorni di incontri e lavori ai circa 90 giovani presenti, provenienti da tutta Italia.

Il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris ha presentato il percorso della Federazione dal 1959 ad oggi presentando gli elementi identitari e le prospettive future; Andrea Bortolon, consigliere nazionale con delega ai giovani, ha raccontato il cammino dei Giovani FIDAS dalla loro nascita ad oggi, mentre il dottor Giovanni Garozzo, responsabile UOC di Medicina Trasfusionale degli Ospedali Civili di Ragusa ha indicato i criteri di selezione del donatore di sangue, puntando l’attenzione su quegli elementi che possono maggiormente interessare i giovani donatori.

Gruppo2Chiara Ferrarelli ha poi presentato i risultati della ricerca “Giovani e volontariato del dono” condotta dalla FIDAS l’estate scorsa sotto la guida della professoressa Maria Paola Piccini dell’Università Pontificia Salesiana di Roma; infine ha concluso la giornata Marco Cannemi con la presentazione di smartDonor, la nuova applicazione a servizio della donazione del sangue.

Un meeting all’insegna dell’accoglienza

“Il meeting si conferma un appuntamento fondamentale per i giovani che all’interno delle proprie associazioni non solo donano il sangue ma si impegnano attivamente per portare avanti il volontariato del dono volontario, anonimo, gratuito e responsabile. Un bel messaggio che permette alla FIDAS di guardare al futuro con ottimismo” – ha sottolineato Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS.

Si è concluso questa mattina, con l’assemblea nazionale dei delegati il XVII Meeting nazionale Giovani della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue. Un appuntamento che ha saputo coniugare la formazione su tematiche specifiche relative al dono del sangue, al confronto tra le diverse esperienze presenti in Italia, fino all’incontro con la cittadinanza di Mondovì (CN) che quest’anno ha ospitato l’evento.

Il momento più importante è stato vissuto, infatti, nel pomeriggio di ieri con una grande festa: non solo donatori di sangue, ma donatori di tempo. I 100 giovani hanno preso parte alla festa del volontariato monregalese. In Piazza della Repubblica erano presenti gli stand delle diverse associazioni del territorio che hanno fornito informazioni ai presenti sui possibili ambiti di impegno sul campo, ma c’erano anche auto d’epoca, tanta musica e la possibilità di fare un giro in mongolfiera. Il tutto grazie alla collaborazione dell’AVAS FIDAS Monregalese con il Centro Servizi Volontariato Società Solidale.

E nel corso di tutto il pomeriggio i giovani volontari del dono hanno incontrato oltre 380 persone per studiare sul campo quanto avevano affrontato insieme nel corso del giorno precedente: la donazione del sangue, come strumento di accoglienza ed inclusione. Perché gli immigrati non sono un problema ma una risorsa.

Quanto conosci la realtà degli immigrati in Italia?” è stato chiesto ai passanti? Quanti sono in percentuale sulla popolazione italiana? Da quale continente proviene la comunità più numerosa? In che settore sono maggiormente impegnati? Qual è la loro età media? Ed infine, qual è la percentuale di immigrati sul totale dei donatori di sangue in Italia? Ovviamente non sono mancate le conferme che hanno evidenziato una conoscenza superficiale del fenomeno, ma anche tante sorprese e l’impegno da parte della maggior parte degli intervistati ad approfondire la conoscenza della realtà del sono e il desiderio di collaborare con l’associazione. E la giornata si è conclusa con la cena dei popoli, grazie all’attività dell’Associazione MondoQui: piatti tipici del Congo, della Romania, dell’Albania e della Russia hanno permesso di far gustare ai partecipanti quanti siano gli elementi che uniscono le diverse culture.

#MeMo2016
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