Plasma 2017: raccolti quasi 830mila chili. Aumento dell’1,8% rispetto al 2016

Numeri in crescita per il plasma messo a disposizione delle industrie per la produzione di farmaci fondamentali per una serie di patologie, dall’emofilia ad alcune immunodeficienze. Grazie ai donatori di sangue ed emocomponenti, nel corso del 2017 è stato possibile raccogliere quasi 830mila chili di plasma, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016, superiore a quanto previsto dal Programma Nazionale Plasma e Medicinali Plasmaderivati e prescritto dal Programma annuale di Autosufficienza.

Lo affermano i dati diffusi dal Centro Nazionale SangueIstituto Superiore di Sanità, secondo cui rispetto a un obiettivo prefissato dal programma di circa 816.000 kg, sono stati invece raccolti, nell’anno appena terminato, 11.000 kg in più.

Tutte le Regioni, spiega il Cns, hanno raggiunto almeno l’80% della raccolta prevista dal piano, che delinea le quantità necessarie a raggiungere importanti livelli di autosufficienza nel quinquennio 2016-2020. In termini assoluti è la Lombardia quella che ha conferito più plasma, quasi 154mila chilogrammi, seguita dall’Emilia-Romagna. Se si considerano invece i quantitativi rapportati alla popolazione Marche e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni che registrano le raccolte più significative, oltre 20 chili ogni mille abitanti.

“I medicinali plasmaderivati sono specialità farmaceutiche che rivestono un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche – spiega il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno -. A livello internazionale si assiste ad un incremento del loro utilizzo, motivato principalmente dall’invecchiamento della popolazione, dall’identificazione di nuove indicazioni terapeutiche e dall’aumento delle diagnosi e dei nuovi bisogni espressi da Paesi con economie emergenti. È un importante successo per tutta la rete trasfusionale centrare e addirittura superare gli obiettivi del Programma di Autosufficienza che è molto complesso, e non si limita a delineare le strategie per il semplice incremento della raccolta di plasma ma che persegue anche l’appropriatezza e l’uso razionale dei medicinali plasmaderivati”.

Il plasma, ricorda Liumbruno, non viene venduto alle industrie ma ceduto in conto-lavoro, rimanendo quindi sempre di proprietà delle Regioni. Grazie alla raccolta è stato possibile anche nel 2017 aiutare anche i pazienti di paesi stranieri, dall’Armenia all’Afghanistan, donando una parte delle eccedenze. “Il plasma – sottolinea il direttore del Cns -, è una risorsa frutto delle donazioni
volontarie, periodiche, responsabili, anonime e gratuite del sangue e dei suoi componenti di cui sono protagonisti oltre 1 milione e 700 mila donatori aderenti alle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue presenti nel Paese. Anche al senso di solidarietà di questi cittadini che contribuiscono all’evoluzione dell’efficienza della rete con la loro generosità va il nostro grazie”. Sul sito italiaplasma.it un’iniziativa promossa dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni nazionali di donatori volontari di sangue, è possibile trovare infografiche e dati sulla donazione di plasma.

 

(fonte: Centro Nazionale Sangue)

In Gazzetta Ufficiale il piano nazionale plasma

Il 12 gennaio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il “Programma nazionale plasma e medicinali plasmaderivati 2016-2020”. Con il Decreto del Ministero della Salute del 2 dicembre 2016 il Centro nazionale sangue ha predisposto un piano quinquennale al fine di incrementare la raccolta di plasma nei Servizi Trasfusionali e nelle Unità di Raccolta del sangue e degli emocomponenti, promuovendo un utilizzo razionale ed appropriato dei farmaci plasmaderivati ottenuti dallo stesso. A questo punto sarà compito di Regioni e Province autonome, attraverso il coordinamento e monitoraggio delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali, in sinergia con le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue, conseguire gli obiettivi previsti annualmente dal piano per garantire la continuità e l’adeguatezza della fornitura di questi prodotti, indispensabili per il trattamento di molte patologie croniche, in assenza di valide alternative farmacologiche.

Nella Gazzetta Ufficiale è stato anche pubblicato il decreto contenente le “Disposizioni sull’importazione e l’esportazione del sangue umano e dei suoi prodotti”.

L’utilizzo dei plasmaderivati

Il 12 maggio si terrà a Roma nell’aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità, in Viale Regina Elena 299, il convegno “L’utilizzo dei medicinali plasmaderivati in Italia”. L’evento si propone di analizzare le indicazioni per l’utilizzo e la domanda dei principali medicinali plasmaderivati in Italia, ai fini dell’identificazione di obiettivi per la programmazione nazionale e regionale ed il governo dell’appropriatezza. Durante l’evento, sarà presentato il rapporto ISTISAN relativo a “L’utilizzo di principali medicinali plasmaderivati in Italia. Anni 2011-2014”realizzato dal Centro nazionale sangue in collaborazione con il sopracitato Ufficio IV della Direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica del Ministero della Salute.
Il convegno è rivolto ai professionisti del sistema trasfusionale, professionisti dei servizi farmaceutici, membri delle società scientifiche, associazioni di donatori e pazienti, dipendenti delle Strutture Regionali di Coordinamento per le attività trasfusionali. Saranno ammessi un massimo di 22o partecipanti.

Il convegno, che vedrà gli interventi di autorevoli esperti, prenderà in esame le indicazioni e la domanda dei principali medicinali plasmaderivati, l’autosufficienza e sostenibilità del Sistema plasma e medicinali plasmaderivati e l’appropriatezza, sostenibilità e accessibilità degli stessi.

La domanda di iscrizione deve essere debitamente compilata, stampata, firmata e inviata via e-mail entro il 9 maggio p.v. all’indirizzo: segreteriagenerale.cns@iss.it. La partecipazione alla manifestazione è gratuita.

Programma 12 maggio 2016