Carenza sangue in molte Regioni d’Italia

Il Centro Nazionale Sangue segnala la diffusa carenza di sangue ed emocomponenti in diverse regioni italiane: Lazio, Puglia, Campania e Toscana. A tale criticità si aggiunge nello stesso tempo l’indisponibilità da parte delle Regioni solitamente eccedentarie a compensare oltre alla carenza presso le Regioni Lombardia e Piemonte. Si sollecita il prezioso contributo attivo e tempestivo delle associazioni dei donatori, per superare questo ulteriore momento di difficoltà.

Ottimi risultati per la sezione studentesca AFDS-Zanon Deganutti

Zanon-Deganutti

Ha compiuto 46 anni ma si sente sempre giovane e con la voglia di correre e di lavorare, la sezione studentesca AFDS Zanon-Deganutti di Udine. Anche l’attività di quest’anno ha visto la consueta presenza dell’autoemoteca 4 volte nei due istituti seguite dalle donazioni collettivi in ospedale, anche in altre occasioni particolari tipo 14 febbraio e l’8 marzo e anche durante i mesi estivi. Tutte iniziative nate dalle idee di un giovane e frizzante direttivo che, diretto dal “diversamente giovane” Carlo Pavan, ha dimostrato ancora una volta anche se non ce n’era bisogno, che i giovani donatori ci sono e donano e sanno anche organizzarsi al meglio per farlo. I dati provvisori alla fine dell’anno parlano di 489 donazioni effettuate da parte di 571 donatori iscritti alla sezione (472 quelli attivi per donazioni), con l’ingresso di ben 66 nuovi donatori nelle file della sezione. Le nuove restringenti ma indispensabili normative per il dono, continuano a mietere diverse “vittime” tra i ragazzi che vogliono donare. Ma questo non ferma la volontà di tutti questi ragazzi che comunque, se non possono donare, vogliono essere coinvolti nelle attività della sezione; i numeri non sono gli stessi degli scorsi anni e la voglia di fare volontariato anche in una associazione come questa, è sensibilmente calata, come lo è in tutte le associazioni simili. Si preferisce infatti dedicare più tempo al divertimento, allo sport, qualche volta addirittura allo studio, spesso alle cose vane e superflue, piuttosto che trovarsi assieme per organizzare le giornate di propaganda al dono o per fare assistenza nelle giornate di prelievi collettivi. Va però rimarcato il fatto che la voglia di donazione, specialmente tra i giovani diciottenni, continua fortunatamente a non mancare. Nei giorni scorsi sono state infatti organizzate le consegne dei tesserini ai nuovi iscritti (nella foto il gruppo dei nuovi donatori del Deganutti assieme alla Vicepreside professoressa Cotterli) , che come scritto, sono stati molti anche quest’anno. Segno che gli insegnamenti e i consigli forniti dai volontari che due volte l’anno passano nelle classi per la propaganda tra i maggiorenni, continuano comunque a produrre frutti positivi.
L’impegno del direttivo per il prossimo anno sarà quello di stimolare ancora una volta i ragazzi usciti da scuola che talvolta si dimenticano di continuare a donare. E le sollecitazioni arrivano attraverso i canali social più noti e famosi tra i giovani: Facebook e whatsapp, dove la sezione è presente con pagine e canali informativi dedicati. Attraverso di essi il contatto con gli aderenti è quasi continuo e a volte al limite dello spamming!!!! Però è utile e la risposta, come per un appello al dono mandato proprio negli ultimi giorni dell’anno, è sempre positiva. L’impegno per il 2018 sarà quello di tornare a raggiungere e superare le 500 donazioni, traguardo sempre passato negli ultimi 6 anni.

Allori per Marco Mazzi: l’ultramaratoneta di FIDAS Verona conquista l’Atene-Sparta-Atene

Marco Mazzi ASAImpresa riuscita: Marco Mazzi, ultramaratoneta e donatore di sangue di FIDAS Verona ha completato tutta l’Atene-Sparta-Atene. Una gara massacrante, lunga 490 km, iniziata sabato 18 novembre e portata a termine stamattina, poco prima delle ore 10 (italiane).
Il tempo: 99 ore 36 minuti e 27 secondi. Alla partenza erano in 28: di questi, 17 si sono ritirati o hanno sforato i tempi consentiti. Mazzi è stato l’undicesimo podista ad arrivare al traguardo e a conquistare i meritati allori.

Raggiunto al telefono, l’ultramaratoneta di Valeggio sul Mincio ha la voce roca e i piedi che gridano vendetta. Ma la felicità per essere arrivato al termine è tanta. «È stata una bellissima esperienza, ma non la rifarei – dice Mazzi, a caldo –. Da sabato a lunedì ha piovuto giorno e notte, bisognava gestire bene le forze: sono partito con grande ritmo, ma ho perso quattro posizioni solo stamattina, per fare gli ultimi 9 chilometri, quelli più sofferti».

Il momento più duro l’ha vissuto tra martedì e mercoledì: quando, nonostante la tanta strada già macinata, mente e fisico reggevano bene, però i piedi non permettevano di fare di più. Troppe le vesciche e il gonfiore.
Ma ci sono stati pure attimi magici. «Il ricordo più bello è legato alla terza notte di corsa, a 170 km dall’arrivo, quando iniziavo ad avere un principio di febbre – ricorda –. Sotto il cielo stellato sono salito sulla montagna in cui, secondo la leggenda, l’emerodromo Filippide ha incontrato Pan: questo aspetto epico mi ha dato lo slancio per continuare. Per me l’Asa non è stata solo un’impresa sportiva oltre ogni limite, ma un viaggio per portare un messaggio importante, quello del dono del sangue».

Un messaggio che Marco ha diffuso correndo da Atene fino a Sparta, tornando poi indietro, nella capitale. Qui, ai piedi dell’acropoli, stamattina ha sventolato la bandiera di Fidas Verona e gli organizzatori lo hanno premiato con una corona di alloro. L’arrivo ha fatto cancellare tutto: la fatica, le ore di sonno mancanti (al massimo si concedeva il lusso di dormire un’ora e mezza per notte, ndr), il freddo, la scarsa presenza di ristori, il traffico metropolitano.
Domani in tarda serata Mazzi rientrerà in Italia. Ad accoglierlo in patria ci saranno i suoi sostenitori: lo sponsor Unival di Valeggio, la sua famiglia e l’abbraccio simbolico dei dodicimila donatori di sangue di FIDAS Verona.

Ufficio stampa FIDAS Verona – Adriana Vallisari

FIDASLab, la carica dei 101

Da venerdì 24 a domenica 26 novembre i responsabili delle associazioni di donatori di sangue aderenti alla FIDAS si troveranno a Roma per l’annuale corso di formazione nazionale #FIDASLab. Quest’anno l’evento, divenuto da quasi un ventennio un appuntamento fisso, cambia veste per rispondere in modo più diretto alle esigenze delle associazioni.

“Abbiamo voluto offrire ai volontari che quotidianamente mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie energie un percorso sempre più professionalizzante – sottolinea Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS, – facendo delle scelte#FIDASLabnon sempre condivise, ma che a lungo termine speriamo si rivelino vincenti. Innanzitutto la scelta di limitare il numero dei partecipanti: saranno infatti 101 i responsabili associativi provenienti da 34 delle oltre 70 associazioni Federate FIDAS, al fine di poter offrire un ambiente formativo più favorevole all’approfondimento e alla condivisione. Inoltre abbiamo proposto un corso-laboratorio, volto all’apprendimento specifico di quelle competenze necessarie per affrontare le sfide di un volontariato qualificato”.Il corso prevede, infatti, una sessione comune che si alternerà ad una serie di incontri laboratoriali.  La prima parte sarà riservata alla fotografia, grazie al contributo di Tommaso Sardelli, docente di teorie e tecniche dell’immagine alla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, al fine di approfondire le modalità visive più efficaci per raccontare la donazione di sangue. Successivamente i partecipanti avranno l’opportunità di seguire uno tra i 5 laboratori relativi alle attività che svolgono all’interno delle proprie associazioni. Sarà quindi possibile approfondire la conoscenza dei social media, le tecniche per una promozione efficace, gli aspetti relativi alla chiamata del donatore, il mondo del people raising ed infine i compiti di un ufficio stampa.

Da segnalare, infine, un dato incoraggiante: i giovani under 28 che parteciperanno al corso sono oltre 40, la percentuale più alta degli ultimi anni, a riprova del lavoro di sensibilizzazione e coinvolgimento delle nuove generazioni portato avanti da FIDAS. “I giovani si aspettano di essere protagonisti, ma spesso restano fuori dal mondo del volontariato anche perché le associazioni non sanno come coinvolgerli – conclude Alessia Balzanello, coordinatrice nazionale Giovani FIDAS. – Le associazioni dei donatori di sangue FIDAS sono consapevoli che sia necessario passare il testimone ai giovani, non solamente chiedendo loro di tendere il braccio a favore degli altri, ma dando loro lo spazio necessario nelle attività associative e comprendendone le necessità”.

 

 

West Nile Virus: aggiornamento misure di prevenzione in Romania – distretto di Neamt

westnilevirusA seguito della segnalazione sul sito dell’European Centre Disease and Control — ECDC di casi confermati di malattia da West Nile Virus nel distretto di Neamt (Romania), in ottemperanza alla circolare Prot. n. 1230.CNS.2017 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV – Stagione estivo-autunnale 2017”, il Centro Nazionale Sangue dispone, ai sensi del decreto ministeriale 2 Novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli ernocomponentr, l’applicazione su base nazionale del provvedimento di esclusione temporanea per 28 giorni dei donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle aree indicate.

Nell’area documenti dal CNS la comunicazione completa.

West Nile Virus: aggiornamenti per Croazia e Romania

westnilevirusIn seguito alla segnalazione sul sito dell’European Centre Disease and Control – ECDC di casi confermati di malattia da West Nile Virus nelle città di Zagabria, nella regione del Medimurje, nella regione di Osjeck e nella Baranja, nella regione si Sisack e della Moslavina (Croazia) e nel distretto di Iasi (Romania), il Centro Nazionale Sangue dispone su base nazionale la sospensione di 28 giorni per tutti i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle aree indicate.

Nell’area normativa, documenti dal CNS, la comunicazione completa in merito alla diffusione del West Nile Virus.

Chikungunya a Roma: è emergenza sangue per il Lazio

ZanzaraAlbopictusIn seguito alla segnalazione di casi umani confermati da infezione autoctona da virus Chikungunya in soggetti residenti nel Comune di Roma (ASL RM 2), per i quali l’inizio della sintomatologia è riferibile ai primi giorni del mese di settembre, in accordo con la Direzione generale Salute e Politiche Sociali della Regione Lazio, la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute (Uffici V e VII) e i competenti Dipartimenti dell’Istituto Superiore di Sanità, si declinano i provvedimenti da adottare per la prevenzione della trasmissione trasfusionale della predetta infezione mediante emocomponenti labili prodotti da donatori potenzialmente viremici asintomatici.

Provvedimenti da adottare nella Regione Lazio

  • In linea con i provvedimenti già adottati da altri paesi europei e con le indicazioni dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), in assenza di uno specifico test autorizzato per lo screening molecolare dei donatori di sangue ed emocomponenti ed in attesa che siano disponibili ulteriori dati epidemiologici che consentano una circostanziata valutazione del rischio trasfusionale, il Centro Nazionale Sangue dispone, di concerto con la Struttura di Coordinamento per le attività Trafusionali della Regione Lazio, la sospensione temporanea della raccolta di sangue ed emocomponenti, al momento limitatamente per i donatori di sangue residenti nel territorio della ASL RM 2 e conferma la medesima sospensione nel comune di Anzio.

Nelle restanti ASL del Comune di Roma è consentita la raccolta di sangue ed emocomponenti da donatori ivi residenti; l’utilizzo clinico di tali emocomponenti potrà avvenire con applicazione di una quarantena di almeno 5 (cinque) giorni, al termine dei quali sia acquisita la dichiarazione di assenza di sintomatologia clinica riferibile all’infezione da virus Chikungunya da parte del donatore.

  • La sospensione della raccolta nel territorio della ASL RM 2 non si applica nel caso di donazione mediante aferesi di piastrine e/o plasma ad uso clinico, qualora sottoposti a procedura di riduzione dei patogeni mediante inattivazione virale, e in caso di donazione di solo plasma, se esso è destinato alla produzione industriale di medicinali plasmaderivati.
  • È consentita la raccolta di sangue ed emocomponenti da donatori non residenti nelle predette aree con anamnesi positiva per soggiorno, anche di poche ore, nelle medesime. L’utilizzo clinico di tali emocomponenti potrà avvenire con applicazione di una quarantena di almeno 5 (cinque) giorni, al termine dei quali sia acquisita la dichiarazione di assenza di sintomatologia clinica riferibile all’infezione da virus Chikungunya da parte del donatore. Tale disposizione, basata sull’assunzione di un minor livello di rischio di infezione asintomatica a carico dei soggetti non residenti nelle aree affette, si pone in deroga all’applicazione del criterio di sospensione temporanea previsto dalla normativa vigente e ripreso con la nota prot.2030 emanata dal Centro Nazionale Sangue l’8 settembre u.s., con l’intento di attenuare l’impatto della sospensione della raccolta, pur mantenendo sufficienti livelli di sicurezza trasfusionale.
  • Si rappresenta l’assoluta necessità di intensificare, in stretta collaborazione con le Federazioni e Associazioni dei donatori volontari di sangue, la raccolta negli altri comuni/aree della Regione Lazio non interessati da segnalazioni di casi autoctoni di infezione da virus Chikungunya, anche mediante la pianificazione del maggior numero possibile di sedute straordinarie di raccolta.
  • Si rappresenta inoltre la necessità di effettuare una valutazione delle scorte di sangue ed emocomponenti labili destinati all’uso clinico raccolti nel territorio della ASL RM 2 a far data dal 25 agosto 2017 (7 giorni antecedenti l’inizio della sintomatologia riferita al primo caso d’infezione autoctona segnalata nel comune di Roma), al fine di acquisire, prima dell’impiego clinico degli stessi, un’accurata valutazione anamnestica retrospettiva del donatore per assenza di sintomatologia clinica riferibile all’infezione da virus Chikungunya nei 5 giorni successivi alla donazione.
  • Si raccomanda ai Servizi Trasfusionali della Regione Lazio di ridurre le scorte ordinarie di emocomponenti nelle frigoemoteche a un quantitativo stimato necessario a coprire il fabbisogno trasfusionale di un giorno delle strutture sanitarie afferenti.

Provvedimenti da adottare a livello nazionale

  1. Rafforzare presso tutti i Servizi Trasfusionali e le Unità di Raccolta, l’indagine anamnestica di selezione, prevista dalla normativa vigente, accertando se il donatore ha soggiornato, anche per poche ore nel Comune di Roma a far data dal 25 agosto u.s. o nel comune di Anzio a far data dal 1 agosto u.s.
  2. Applicare per i donatori con anamnesi positiva per soggiorno, anche per poche ore nelle aree indicate, il provvedimento di sospensione temporanea dalla donazione di sangue ed emocomponenti per 28 giorni, seguito dalla riammissione alla donazione solo previa verifica dell’assenza di sintomatologia clinica riferibile alla patologia in questione nei suddetti 28 giorni

Al fine di supportare la Regione Lazio nella disponibilità di emocomponenti adeguata a garantire, nelle aree affette, i fabbisogni trasfusionali essenziali, ivi inclusa la continuità assistenziale dei pazienti soggetti a regime trasfusionale cronico, il Centro Nazionale Sangue invita tutti i Responsabili delle Strutture Regionali di Coordinamento:

  • ad intensificare, in stretta collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei donatori volontari di sangue, la raccolta di sangue ed emocomponenti anche mediante la pianificazione del maggior numero possibile di sedute straordinarie di raccolta da destinare alla copertura del temporaneo fabbisogno delle aree affette che risulterà di dimensioni molto rilevanti (circa 200-250 unità di globuli rossi al giorno);
  • ad attivare la compensazione interregionale secondo le indicazioni e i criteri stabiliti dal “Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale delle maxi-emergenze” di cui all’Intesa di Conferenza Stato-Regioni del 7 luglio 2016, in quanto le ricadute dell’evento epidemico in oggetto si configurano sul sistema sangue laziale alla stregua di una maxi-emergenza.

I provvedimenti indicati rimangono in vigore fino a nuova comunicazione del Centro Nazionale Sangue.

Nell’area normativa, Documenti dal CNS, la comunicazione completa.

CNS e CIVIS: da due mesi carenza sangue, servono donazioni in tutte le Regioni

I mesi di giugno e luglio sono stati caratterizzati da una carenza cronica di sangue in molte Regioni, che hanno messo a rischio terapie salvavita e interventi chirurgici programmati e in emergenza. Se non verranno accolti gli appelli a donare fatti costantemente dalle associazioni di volontari, anche nelle prossime settimane, generalmente già contraddistinte da un calo delle donazioni, la rete trasfusionale nazionale non sarà in grado di soddisfare i Livelli Essenziali di medicina trasfusionale. Lo rilevano i dati preliminari raccolti dal Centro Nazionale Sangue, secondo cui in alcuni giorni si sono superate le 1100 unità mancanti su tutto il territorio nazionale.

I dati vengono dal sistema informativo SISTRA, dove le Regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili. Il 4 luglio si è registrata la carenza maggiore, con richieste inserite per 1130 unità, ma in molti altri giorni si è superata quota mille; di contro, le eccedenze non hanno mai superato quota 160.

Lazio e Toscana sono le Regioni che hanno segnalato le maggiori criticità insieme a Sicilia e Sardegna che hanno un fabbisogno particolarmente elevato a causa della presenza di numerosi pazienti, soprattutto talassemici, bisognosi di sangue per le terapie. “A rischio – sottolinea il direttore del Centro Nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno – ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10% delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue. In questi ultimi mesi in diverse occasioni – continua Liumbruno – le Regioni con capacità di produzione maggiore non sono riuscite a rispettare gli accordi programmati all’inizio dell’anno per fornire sangue a quelle con carenze croniche. È importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta. Per questo all’appello ai donatori si aggiunge quello alle Regioni, affinché consentano alle Strutture Trasfusionali da loro dipendenti una maggiore flessibilità nei giorni e negli orari di apertura, anche dotandole delle necessarie risorse umane, in modo da consentire, anche nel periodo estivo, la donazione non solo nei giorni feriali e negli orari canonici del primo mattino”.

Le Associazioni e Federazioni nazionali dei donatori di sangue (AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES), in sinergia con i professionisti di settore, sollecitano i volontari secondo una programmazione condivisa a recarsi a donare per soddisfare le necessità dei pazienti. Le recenti situazioni di maxi-emergenza hanno dimostrato come i cittadini sappiano rispondere consapevolmente e responsabilmente agli appelli. Tuttavia è importante che i cittadini comprendano che la vera sfida del sistema è assicurare quotidianamente e in ogni periodo dell’anno le disponibilità di sangue ed emocomponenti che garantiscono gli oltre ottomila eventi trasfusionali ogni giorno effettuati nel Paese. I donatori e i pazienti non vanno in ferie.