Nel 2017 calati donatori di sangue, mai così pochi in 10 anni

Continua a calare nel 2017 il numero dei donatori di sangue in Italia, dopo aver già toccato il record negativo dal 2009 nell’anno precedente. Lo certificano i dati raccolti dal Centro Nazionale Sangue e presentati, insieme a una campagna di sensibilizzazione realizzata con il CIVIS, il Coordinamento delle Associazioni di volontari del dono del sangue, oggi a Roma nella sede del Senato in previsione del World Blood Donor Day, che l’OMS celebra il 14 giugno.
I numeri
Secondo le cifre presentate i donatori lo scorso anno sono stati poco più di un milione e 680mila, in calo di 8mila unità rispetto al 2016, di cui 304mila nuovi. Il calo continua dal 2012, anno ‘di picco’ con quasi un milio-ne e 740mila donatori registrati. Il 31% è donna, e la fascia di età in cui sono più numerosi è quella 46-55 anni, il 29% del totale, e quelli tra 36 e 45, il 26%. Il 13% ha tra 18 e 25 anni. Nel 2017 sono state effettuate oltre tre milioni di donazioni (3.006.726 per la precisione), trentamila in meno rispetto all’anno precedente. Attraverso le donazioni in aferesi è stato possibile invece raccogliere quasi 830mila chili di plasma, indispensabile per la produzione di una serie di farmaci salvavita, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016. Grazie al sistema san-gue italiano, che si basa totalmente sulla donazione volontaria e non remunerata, sono state effettuate oltre 637mila trasfusioni, per interventi chirurgici o terapie di malattie come la talassemia. Le trasfusioni di globuli rossi sono in leggero calo grazie anche alle tecniche di Patient Blood Management, fortemente supportate dal Ministero della salute, anche con provvedimenti normativi, che permettono di ottimizzare l’utilizzo delle unità di sangue e migliorare i risultati in termini di salute per i cittadini.
Per quanto riguarda il sangue, sottolinea il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, l’Italia è autosufficiente, grazie alla compensazione tra regioni. “Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione e che garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue anche durante i primi mesi dell’anno o quelli estivi e conseguire gli obiettivi di raccolta del pla-sma e del sangue contenuti nel programma nazionale di autosufficienza, che dalle Regioni è stato condiviso. Anche sulla raccolta del plasma, per cui non siamo autosufficienti, occorre uno sforzo organizzativo delle istituzioni regionali per garantire questa risorsa strategica. Lo sforzo organizzativo dovrebbe avere anche il fine di reperire le risorse necessarie ad ampliare gli orari e i giorni di apertura delle strutture trasfusionali, in modo da favorire con la massima flessibilità l’accesso dei donatori di plasma e sangue”.
La campagna
Quest’anno in occasione della giornata il CNS e il CIVIS, il coordinamento delle associazioni e federazioni dei donatori di sangue, che riunisce Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, hanno organizzato una campagna, che ri-prende quella dell’Oms, intitolata quindi ‘Be there for someone else’, diretta in maniera particolare alla sensibilizzazione dei giovani sul tema della donazione. L’iniziativa prevede una pagina web sul sito del Cns che verrà messa on line il 14 giugno che raccoglie video di testimonianza raccolti sia tra i pazienti che tra i donatori, iniziative specifiche e contributi di personaggi famosi del mondo dello spettacolo e dello sport. Il materiale verrà anche rilanciato sui diversi social network. Fa parte della campagna anche una conferenza internazionale sulla donazione di plasma prevista per il 15 giugno in collaborazione con Fiods, la federazione internazionale dei donatori di sangue.
“La donazione di sangue ed emocompononenti è un atto volontario, anonimo e responsabile: per questo in occasione del 14 giugno vogliamo innanzitutto dire grazie al milione e 680mila donatori che tendono il proprio braccio a favore di quanti necessitano di terapie trasfusionali – ricorda Aldo Ozino Caligaris, portavoce pro-tempore del Civis – Al tempo stesso, tuttavia, è necessario continuare nell’attività di sensibilizzazione delle nuove generazioni affinché sperimentino l’importanza di questo gesto etico e solidaristico a favore degli altri e di se stessi in quanto contribuisce a tenere sotto controllo il proprio stato di salute e a perseguire corretti stili di vita”
Lo spot
Su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento informazione e editoria verrà riprogrammato sulle reti RAI lo spot sulla donazione del sangue realizzato dal Dipartimento nel 2015 a firma con-giunta Presidenza del Consiglio e Ministero della Salute.
Due nuovi strumenti contro le carenze
Due iniziative appena introdotte potrebbero aiutare le Regioni a far fronte alle carenze “periodiche” che si verificano nei mesi estivi e in quelli di picco dell’influenza. Il Ministero della Salute ha inserito per la prima volta i donatori di sangue tra le categorie per cui è possibile offrire gratuitamente il vaccino antinfluenzale, e una raccomandazione del Centro Nazionale Sangue dà la possibilità a tutte le Regioni di non sospendere i donatori che provengono da aree dove è presente il virus West Nile ma di fare loro il test per scoprirne l’eventuale presenza.

Altri dati

Dal grafico si vede l’aumento negli anni dei donatori nelle fasce più avanti con l’età, mentre calano quelli giovani

I donatori regione per regione

(fonte Centro Nazionale Sangue)

Raccomandazione sull’impiego della vaccinazione antinfluenzale nei donatori di sangue per la stagione 2018-2019

La circolare sulla “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019”, recentemente emanata dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Ufficio 5, Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale, ha inserito i donatori di sangue tra le categorie alle quali la vaccinazione stagionale in oggetto è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente.
Pertanto, al fine di contribuire a prevenire la variazione infra-annuale della raccolta di plasma e sangue che incide in modo significativo sull’autosufficienza nazionale e, tipicamente, coincide con i primi mesi dell’anno e con la maggiore attività dei virus influenzali, il Centro Nazionale Sangue raccomanda agli Assessorati alla Salute delle Regioni e Province Autonome di identificare, ove non già presenti, percorsi assistenziali idonei a garantire l’offerta vaccinale anche ai donatori di sangue.
Il Centro Nazionale Sangue, inoltre, raccomanda alle Strutture di Coordinamento per le Attività Trasfusionali di favorire la capillare diffusione dell’informazione relativa all’estensione dell’offerta vaccinale alle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue che insistono sul territorio di competenza

Un piano integrato per la sorveglianza West Nile Virus – Stagione estivo-autunnale 2018

In relazione al rischio di trasmissione trasfusionale dell’infezione da West Nile Virus (WNV), il Centro Nazionale Sangue conferma, anche per il corrente anno, la strategia di adottare misure di prevenzione basate sui riscontri derivanti dall’adozione del “Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus  West  Nile  e Usutu”, annualmente emanato dal Ministero della Salute.

II piano, già ampiamente sperimentato dalle Regioni del bacino padano nelle precedenti stagioni, e progressivamente adottato anche da altre Regioni, è applicato da giugno ad ottobre, fatte salve diverse evidenze di circolazione virale prima o dopo l’intervallo temporale indicato.

II suddetto piano si basa sul riscontro della circolazione di West Nile Virus e sulla conseguente stima del rischio sanitario associato mediante la sistematica ricerca del patogeno in campioni di zanzare vettrici (net nostro Paese del genere Culex Pipiens e Culex Modestus), catturate attraverso trappole, e in uccelli selvatici oggetto di sorveglianza attiva e passiva. Questo sistema ha permesso, nella maggior parte dei casi, di attivare con tempestività le misure per la prevenzione della trasmissione trasfusionale attraverso gli emocomponenti labili raccolti da soggetti asintomatici potenzialmente viremici, anticipando la comparsa di casi umani di malattia da West Nile Virus.

II piano di sorveglianza integrata per la stagione 2018 stabilisce l’applicazione di criteri standardizzati per lo svolgimento delle attività di sorveglianza entomologica e veterinaria, per le modalità e la frequenza dei campionamenti e per le tempistiche relative alla disponibilità dei risultati delle indagini di laboratorio da parte degli Istituti Zooprofilattici di riferimento. Il piano è inoltre rafforzato dalla decisione congiunta delle Regioni del bacino padano di definire anticipatamente quali sono quelle trappole, posizionate in prossimità dei confini provinciali, che, in caso di positività per la ricerca del WNV, faranno scattare gli interventi di contenimento dei vettori anche nelle province che ricadano entro un buffer di 5 km. Allo stesso modo le positività delle suddette trappole determineranno I’introduzione delle misure per la prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV nelle province limitrofe all’area dove siano stati identificati pool di zanzare positive.

Per la sorveglianza sierologica a campione negli equidi restano validi gli standard proposti dal Piano Nazionale veterinario in vigore. Considerato che gli equidi, analogamente all’uomo, sono ospiti terminali a fondo cieco dell’infezione da WNV, il riscontro di caso autoctono confermato (positività al test ELISA lgM e/o agli esami molecolari in equidi) costituirà il trigger per I’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV relativamente all’area provinciale interessata.

In considerazione della natura dell’infezione da West Nile Virus negli equidi e delle limitazioni legate alla sorveglianza in tale categoria di animali, si sottolinea come il riscontro di positività in esemplare di equide, in assenza di segnali dalla sorveglianza entomologica, possa rappresentare un alert di scarsa efficacia della stessa e possa rendere necessari interventi per il suo rafforzamento nelle aree interessate.

Per la sorveglianza ornitologica (avifauna sinantropica) restano validi gli standard proposti dal Piano Nazionale veterinario in vigore, pur prendendo atto delle oggettive difficoltà, rappresentate da alcune regioni, nel mantenerne I’efficienza.

Sulla base dei riscontri derivanti dalle misure di sorveglianza integrata, auspicabilmente adottate da tutte le regioni, si riportano, di seguito, le linee di intervento per la prevenzione della trasmissione trasfusionale del WNV per la stagione estivo-autunnale 2018.

  1. II riscontro della prima positività per West Nile Virus su pool di zanzare o su esemplare di avifauna costituisce il trigger per l’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV, consistenti nell’introduzione del test WNV NAT su singolo campione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate dat trigger e, su base nazionale, nell’appIicazione della sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata o, in alternativa, nello screening di tali donatori con test.
  2. Se la positività entomologica riguarda trappole posizionate in prossimità (entro i 5 km) dei confini provinciali, l’introduzione delle misure per la prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV, di livello locale e nazionale, riguarderà anche le province limitrofe all’area dove siano stati identificati pool di zanzare.
  3. Il riscontro di positività confermata del test ELISA IgM e/o del test molecolare per WNV in equidi, costituisce il trigger per l’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV, consistenti nell’introduzione del test WNV NAT su singolo campione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate dal trigger e, su base nazionale, nell’applicazione della sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata o, in alternativa, nello screening di tali donatori con test NAT.
  4. La notifica di un caso umano confermato di malattia neuro-invasiva da WNV (WNND) o di febbre da WNV (WNF), ove rilevata, rappresentano criterio trigger per l’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV, consistenti nell’introduzione del test WNV NAT su singolo campione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate dal trigger e, su base nazionale, nell’applicazione della sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata o, in alternativa, nello screening di tali donatori con test NAT.
  5. Relativamente alle aree di cui al punto 1), 3) e 4), ai fini dell’esportazione di unità di sangue cordonale ad uso personale presso banche estere, si raccomanda che l’autorizzazione sia rilasciata previa adeguata informazione della madre sulla necessità che il sangue cordonale sia sottoposto alla ricerca del WNV con tecnica NAT prima di qualsivoglia utilizzo per finalità cliniche.
  6. Il riscontro di iniziale reattività del test WNV NAT in donatori di sangue deve essere confermato nel più breve tempo possibile (non oltre 72 ore), anche attivando accordi organizzativi nell’ambito delle reti trasfusionali intra-regionale o interregionali. Le positività confermate devono essere notificate con la massima tempestività al Centro Nazionale Sangue (cns@iss.it) a cura della Struttura di Coordinamento per le Attività Trasfusionali (SRC) territorialmente competente.
  7. La conferma di positività allo screening NAT per il West Nile Virus dei donatori di sangue ed emocomponenti, deve essere comunicata dal Servizio Trasfusionale (ST) che la rileva, attraverso la Direzione sanitaria aziendale, ai Dipartimenti di Sanità pubblica competenti per territorio; i predetti Dipartimenti, a loro volta, daranno seguito alla notifica dei donatori positivi ai Dipartimenti di prevenzione e Sanità Pubblica regionali. La segnalazione dovrà essere effettuata utilizzando l’apposita scheda di raccolta dati disponibile nel “Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu”, annualmente emanato dal Ministero della Salute.
  8. Al fine di garantire la tempestiva introduzione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale del WNV, i Servizi regionali, responsabili del piano di sorveglianza integrata, comunicano alle SRC e, contestualmente, al Centro Nazionale Sangue le evidenze della circolazione virale e le conseguenti valutazioni del rischio sanitario. Le SRC, a loro volta, provvedono all’introduzione delle misure stabilite dalla presente circolare. Le SRC trasmettono, inoltre, con regolarità (cadenza mensile) il numero e i risultati dei controlli eseguiti sui donatori di sangue ed emocomponenti residenti nelle aree sottoposte alle misure di sorveglianza attiva (introduzione del test WNV NAT) o dove il test è stato introdotto in relazione alle disposizioni nazionali.

    Per quanto concerne le misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da WNV mediante le cellule staminali emopoietiche (CSE) periferiche, midollari e cordonali, in accordo con il Centro Nazionale Trapianti, si rimanda alle indicazioni da esso fornite in apposita circolare.Le SRC e le Strutture Regionali di Sanità Pubblica sono invitate a mantenere stretti rapporti di comunicazione in merito agli esiti delle misure di sorveglianza (entomologica, veterinaria e umana) della circolazione del WNV, al fine di consentire il conseguente aggiornamento in tempo reale delle misure di prevenzione.Si raccomanda di rappresentare ai ST e alle Unità di Raccolta del sangue operanti nei territori di competenza l’importanza di rafforzare le indagini anamnestiche relative alla presenza di sintomi simil­influenzali in atto e pregressi recenti o segnalati successivamente alla donazione, in tutti i donatori di sangue che afferiranno nel periodo dalla data di ricezione della presente nota fino al 31 ottobre 2018. Le date e le aree di sorveglianza potrebbero subire modifiche secondo l’andamento climatico e metereologico stagionale e nel caso in cui le evidenze epidemiologiche le rendessero necessarie.
    Al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti durante il periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di sangue, si raccomanda, inoltre, di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata. Si raccomanda, infine, una attenta pianificazione dei potenziali fabbisogni di diagnostici, anche con la collaborazione delle Aziende fornitrici, al fine di evitare possibili interruzioni delle misure di sorveglianza, soprattutto nelle aree affette.
    I laboratori di qualificazione biologica delle donazioni di sangue che effettuano il test WNV NAT sono tenuti a partecipare al Programma 2018 di Valutazione Esterna di Qualità WNV NAT testing, organizzato dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con il Centro Nazionale Controllo e Valutazione Farmaci (CNCF) dell’Istituto Superiore di Sanità.
    In considerazione della persistente circolazione del WNV negli USA e in Canada, si ricorda che ai donatori che vi abbiano soggiornato in qualunque momento dell’anno, deve essere applicato il criterio di sospensione per 28 giorni dal rientro.
    Per quanto riguarda gli altri Stati esteri, sarà cura dello scrivente Centro Nazionale comunicare tempestivamente ogni indicazione dell’European Centre for Disease Prevention and Contro! (ECDC), le cui attività di sorveglianza prenderanno avvio dal mese di giugno. L’ECDC mette a disposizione le informazioni relative alle mappe epidemiologiche del WNV sul proprio sito.
    I Responsabili delle SRC sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli ST operanti nelle Regioni/Province Autonome di rispettiva competenza, e alle banche di sangue cordonale ove presenti.
    Il Centro Nazionale provvederà ad aggiornare le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale. Referente per il Centro Nazionale Sangue è il Dott. Giuseppe Marano.

Esserci per qualcun altro. Il 15 giugno un convegno per la Giornata mondiale del donatore di sangue

Il 15 giugno 2018 a Roma presso l’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità si terrà il convegno “Esserci per qualcun altro. Dona il plasma. Condividi la vita”, organizzato dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con la FIODS – Federazione Internazionale delle Organizzazioni dei Donatori di Sangue. Obiettivo dell’evento è delineare un quadro aggiornato del contesto internazionale di riferimento in materia di circolazione e disponibilità di medicinali plasmaderivati, anche in relazione alle dinamiche emergenti nei grandi Paesi del continente asiatico e, in aggiunta, di fornire elementi di approfondimento sui requisiti per la donazione e raccolta del plasma in aferesi con una rassegna di alcune significative esperienze a livello nazionale. Nello spirito della celebrazione della Giornata mondiale del donatore di sangue, l’evento rappresenta, inoltre, un momento di condivisione fra il cittadino sano ed il paziente attraverso brevi testimonianze di donatori e di pazienti per i quali i prodotti del sangue hanno rappresentato e rappresentano una terapia salva-vita.
Il convegno è destinato al personale di Associazioni e Federazioni dei donatori volontari di sangue, Assessorati regionali alla salute e Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali, Medici e Operatori dei Servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta del sangue e degli emocomponenti, Associazioni e Federazioni dei donatori di organi, cellule e tessuti, Medici e Operatori coinvolti nella donazione  e trapianto di organi, cellule e tessuti, Associazioni e Federazioni di pazienti.

Modalità di iscrizione: La domanda di partecipazione deve essere debitamente compilata, stampata, firmata, digitalizzata ed inviata per e-mail alla Segreteria Organizzativa all’indirizzo segreteriagenerale.cns@iss.it entro il 13 giugno 2018. La partecipazione all’evento è gratuita. Le spese di viaggio e soggiorno sono a carico del partecipante.
Saranno ammessi un massimo di 150 partecipanti, selezionati secondo l’ordine di arrivo della domanda. L’ammissione all’evento sarà confermata ai richiedenti a mezzo e-mail. Previsto il servizio di traduzione simultanea.

Misure di prevenzione Dengue – Île de la Réunion (Francia)

Dengue RéunionA seguito della segnalazione sulla piattaforma Rapid Alert on Substaces oh human origin (SoHO) – Blood dell’aumento di casi confermati di infezione da virus Dengue (DENV) nell’Île de la Réunion (Francia), il Centro Nazionale Sangue raccomanda di:

  • rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nell’area interessata;
  • applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nell’area interessata (come da indicazioni contenute nella Guide of the preparation, use and quality assurance of Blood components 19° ed. EDQM);
  • sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).

I responsabili delle Strutture regionali di Coordinamento per le Attività Trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, nonché le banche di sangue cordonale ove presenti.

FIDAS sottoscrive la Carta del dono alla presenza del ministro Lorenzin

Sabato 24 febbraio, a Modena, alla presenza del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, del direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno e del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa, le associazioni del dono sottoscriveranno la Carta del Dono, un documento volto a promuovere e difendere il valore del dono biologico.
Il dono volontario libero e consapevole delle diverse parti del corpo ossia sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi deve essere promosso e tutelato, sia con politiche sanitarie adeguate sia con una corretta sensibilizzazione ed informazione. Per questo Istituzioni, Enti, Associazioni e Federazioni nazionali del Volontariato operanti nel settore hanno deciso di sottoscrivere un impegno esplicito e comune per sostenere una più forte e coordinata azione di tutela e promozione del dono biologico.
Insieme ai rappresentanti di FIDAS, Avis, Fratres e Croce Rossa Italiana, le associazioni e federazioni del dono del sangue riunite nel CIVIS, saranno presenti i rappresentanti di Admo, Aido, Adoces e Adisco.

“Sono particolarmente grato al Ministro della Salute per aver promosso e sostenuto questa iniziativa – sottolinea il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris – e soprattutto per aver predisposto la carta del dono che racchiude nei suoi principi il concetto di donazione di materiale biologico di origine umana destinato alla cura di altre persone. Il dono è un atto libero volontario e anonimo che sostiene i cittadini bisognosi e garantisce il buon funzionamento dei sistemi sanitari nazionale e regionali.  In questa carta sono riportati i valori che insieme condividiamo e che tutti quanti continueremo a diffondere con particolare attenzione nei confronti dei giovani affinché possano garantire la continuità del lavoro che stiamo predisponendo anche per loro”.

Sabato 24 alle 12 il presidente Ozino Caligaris presenterà l’evento nel programma Obiettivo Salute, condotto da Nicoletta Carbone, su Radio 24.

 

“Carta del dono”
Promuovere e difendere il valore del dono biologico

Princìpi
Il corpo è valore ed essenza della persona, come tale è parte della sua dignità, è oggetto di diritti fondamentali e richiede la tutela della comunità.
La tutela della persona è perciò anche difesa del benessere fisico e della integrità del corpo.
In questo quadro di princìpi fondamentali si colloca il dono volontario libero e consapevole delle diverse parti del corpo (dono biologico, d’ora in poi), e cioè sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi e nutrienti (latte), sia come espressione della volontà personale di tutela e promozione della salute, della vita umana e della sua dignità in tutte le sue fasi, sia come espressione della responsabilità e reciprocità sociale, che vede la persona e la comunità coinvolte in un comune destino Il dono biologico libero, volontario, consapevole e gratuito ha un proprio, elevato, intrinseco valore etico, personale e sociale, che si manifesta anche nella sua periodica espressione organizzata, quando possibile, e vede il giusto riconoscimento istituzionale anche nell’inserimento dei percorsi di donazione all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza del SSN.
Il valore primario del dono biologico così inteso, comporta la necessità di promuoverlo e di tutelarlo a tutto campo, sia con politiche sanitarie adeguate sia con una corretta sensibilizzazione ed informazione.
Verso questi obiettivi, tradizionalmente, si concentra non solo l’azione delle Istituzioni e dei professionisti del settore sanitario, ma anche l’impegno ricco e variegato della società civile che, attraverso il servizio volontario e costante delle Associazioni e Federazioni di cittadini, organizzate e competenti, sostengono la cultura del dono, la ricerca di nuovi donatori e l’aiuto ai pazienti riceventi. Questo impegno rappresenta una peculiarità e una ricchezza del nostro Paese.
Il dono biologico solleva anche problematiche di carattere etico, morale, sociale e culturale alle quali si può rispondere seguendo orientamenti anche molto diversi fra loro, alcuni dei quali, però, possono mettere a rischio la stessa appropriatezza del dono, per esempio quando la donazione non è la conseguenza innanzitutto di solide evidenze scientifiche, necessarie per stabilirne la validità e l’efficacia dal punto di vista clinico.
Impegni
In ragione di quanto sopra, le Istituzioni, gli Enti e le Associazioni e Federazioni nazionali del Volontariato operanti nel settore e sottoscriventi, ritengono utile formalizzare un impegno esplicito e comune per sostenere una più forte e coordinata azione di tutela e promozione del dono biologico, convenendo su quanto segue:
 il dono biologico, inteso come dono di parti del corpo umano, è libero, volontario, consapevole, responsabile, non remunerato, anonimo;
 va impedito ogni tentativo di commercializzazione del dono, sia che si presenti in forma esplicita sia in forma indiretta, anche mediante forme di rimborso non strettamente intese o tramite forme di scambio o assegnazione non trasparenti;
 vanno tutelate primariamente e con ogni mezzo possibile, senza discriminazioni, la libertà e i diritti di tutti i donatori e dei pazienti riceventi, anche potenziali, e delle loro famiglie;
 il dono necessita di un consenso liberamente formato, perciò consapevole e responsabile, contrastando ogni forma di coattività che nasca da qualsiasi tipo di condizionamento. In questo senso va intesa la necessità dell’anonimato reciproco di donatore e ricevente e delle rispettive famiglie;
 l’informazione deve essere corretta, completa e trasparente, e nell’interesse sia del donatore che del paziente ricevente. Va combattuta ogni forma ingannevole di informazione e comunicazione, fra cui quelle omissive di informazioni essenziali per la libera formazione della volontà personale;
 per una più forte e più efficace promozione del dono biologico è auspicabile intensificare il coordinamento delle azioni di informazione e sensibilizzazione, sotto la guida delle Istituzioni ed in collaborazione con i professionisti del settore sanitario e le Associazioni e Federazioni di Volontariato del settore. A tal fine, si conviene sulla necessità di integrare le tradizionali e variegate forme di comunicazione, specifiche per ogni tipologia di dono, con azioni comuni che abbiano lo scopo di rappresentare l’assoluto valore del dono, in tutti i suoi aspetti, di richiamare la società civile a condividere questa scelta per il bene di tutti e di ciascuno e di promuovere forme più integrate e collaborative di reclutamento dei donatori ad opera delle Associazioni e Federazioni del Volontariato.

 

Plasma 2017: raccolti quasi 830mila chili. Aumento dell’1,8% rispetto al 2016

Numeri in crescita per il plasma messo a disposizione delle industrie per la produzione di farmaci fondamentali per una serie di patologie, dall’emofilia ad alcune immunodeficienze. Grazie ai donatori di sangue ed emocomponenti, nel corso del 2017 è stato possibile raccogliere quasi 830mila chili di plasma, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016, superiore a quanto previsto dal Programma Nazionale Plasma e Medicinali Plasmaderivati e prescritto dal Programma annuale di Autosufficienza.

Lo affermano i dati diffusi dal Centro Nazionale SangueIstituto Superiore di Sanità, secondo cui rispetto a un obiettivo prefissato dal programma di circa 816.000 kg, sono stati invece raccolti, nell’anno appena terminato, 11.000 kg in più.

Tutte le Regioni, spiega il Cns, hanno raggiunto almeno l’80% della raccolta prevista dal piano, che delinea le quantità necessarie a raggiungere importanti livelli di autosufficienza nel quinquennio 2016-2020. In termini assoluti è la Lombardia quella che ha conferito più plasma, quasi 154mila chilogrammi, seguita dall’Emilia-Romagna. Se si considerano invece i quantitativi rapportati alla popolazione Marche e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni che registrano le raccolte più significative, oltre 20 chili ogni mille abitanti.

“I medicinali plasmaderivati sono specialità farmaceutiche che rivestono un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche – spiega il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno -. A livello internazionale si assiste ad un incremento del loro utilizzo, motivato principalmente dall’invecchiamento della popolazione, dall’identificazione di nuove indicazioni terapeutiche e dall’aumento delle diagnosi e dei nuovi bisogni espressi da Paesi con economie emergenti. È un importante successo per tutta la rete trasfusionale centrare e addirittura superare gli obiettivi del Programma di Autosufficienza che è molto complesso, e non si limita a delineare le strategie per il semplice incremento della raccolta di plasma ma che persegue anche l’appropriatezza e l’uso razionale dei medicinali plasmaderivati”.

Il plasma, ricorda Liumbruno, non viene venduto alle industrie ma ceduto in conto-lavoro, rimanendo quindi sempre di proprietà delle Regioni. Grazie alla raccolta è stato possibile anche nel 2017 aiutare anche i pazienti di paesi stranieri, dall’Armenia all’Afghanistan, donando una parte delle eccedenze. “Il plasma – sottolinea il direttore del Cns -, è una risorsa frutto delle donazioni
volontarie, periodiche, responsabili, anonime e gratuite del sangue e dei suoi componenti di cui sono protagonisti oltre 1 milione e 700 mila donatori aderenti alle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue presenti nel Paese. Anche al senso di solidarietà di questi cittadini che contribuiscono all’evoluzione dell’efficienza della rete con la loro generosità va il nostro grazie”. Sul sito italiaplasma.it un’iniziativa promossa dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni nazionali di donatori volontari di sangue, è possibile trovare infografiche e dati sulla donazione di plasma.

 

(fonte: Centro Nazionale Sangue)

Sospensione misure di prevenzione malaria nel comune di Ginosa (TA)

A seguito della relazione del Dipartimento malattie infettive (DMI) dell’Istituto Superiore di Sanità, già trasmessa dal suddetto Dipartimento ai competenti uffici della Regione Puglia, contenente i rapporti finali dell’indagine genetica dei plasmodi malarici ottenuti dai quattro pazienti interessati e l’indagine relativa alla ricerca di potenziali vettori anofelini nel contesto di un cluster malarico registrato nella provincia di Taranto (comune di Ginosa), si rappresenta quanto segue.
Sulla base degli elementi forniti dalla suddetta relazione e di ulteriori informazioni ricevute dal predetto DMI, emerge che “i quattro pazienti hanno presentato una infezione malarica sostenuta da isolati di malaria (Plasmodium falciparum) geneticamente diversi tra loro”, escludendo “un contagio ematico diretto come modalità di trasmissione”. Inoltre, dall’indagine entomologica sulla presenza di potenziali vettori anofelini emerge l’esclusivo rinvenimento della specie Anopheles labranchiae, che, seppur “storicamente presente con una distribuzione discontinua lungo la costa di alcune regioni centromeridionali ed insulari”, non presenta “competenza vettoriale nella trasmissione di ceppi afrotropicali di P. falciparum”. Si rileva, inoltre, l’assenza di segnalazione di ulteriori casi d’infezione da Plasmodium falciparum, anche sospetti, nell’area geografica interessata.
Per quanto sopra, in accordo con Struttura Regionale di coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Puglia, si dispone la sospensione, con decorrenza immediata, delle misure di prevenzione, locali e nazionali, della trasmissione della malaria (infezione da Plasmodium falciparum) mediante la trasfusione di emocomponenti labili adottate per il comune di Ginosa (provincia di Taranto) con circolare Prot. n. 2369.CNS.2017 del 05 ottobre 2017.
Si precisa che i soggetti che risiedono nel comune di Ginosa oppure che hanno anamnesi positiva per soggiorno di almeno una notte nel predetto comune possono essere ammessi alla donazione di sangue ed emocomponenti senza la necessità dell’esecuzione di un test immunologico per la ricerca di anticorpi anti-malarici.