Chikungunya, al via raccolte straordinarie sangue in tutta Italia

In tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate e coordinate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma.

Le conseguenze sul Sistema Trasfusionale sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza sebbene, hanno sottolineato gli esperti, non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione. “L’impatto di queste misure è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia – sottolinea il CIVIS, Coordinamento delle predette Associazioni e Federazioni – e le Associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione”.

E’ importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai – spiega il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione, grazie anche al contributo fondamentale delle Associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà”.

VademecumChikungunyaAl momento, ricorda il Centro, lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Nessuna restrizione invece è prevista per le donazioni di plasma.

(fonte: Centro Nazionale Sangue)

Il sistema sangue italiano a confronto con il Ministro Lorenzin

Questa mattina i rappresentanti del Sistema sangue nazionale hanno incontrato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Erano presenti il direttore del Centro nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, il presidente nazionale AVIS e portavoce protempore CIVIS Vincenzo Saturni, il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris e il presidente nazionale Fratres Sergio Ballestracci.
IncontroLorenzin2Nel corso dell’incontro il Ministro ha rinnovato l’impegno per una collaborazione sempre più stretta sui temi strategici per il sistema sangue: l’autosufficienza, il coinvolgimento dei giovani cittadini, il sostegno alle associazioni di donatori e la riorganizzazione della rete trasfusionale nazionale. Il Ministro ed i Presidenti delle associazioni dei donatori hanno inoltre concordato sull’importanza di mantenere la Croce Rossa Italiana all’interno del sistema trasfusionale nazionale.

 

La donazione di sangue al Parlamento Europeo

IMG-20160614-WA0000Il 14 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Donatore 2016, presso il Parlamento Europeo a Bruxelles è stato organizzato un seminario dal titolo: “Voluntary Blood Donation and Transfusion Policies in Europe” (donazione di sangue volontaria e politiche trasfusionali in Europa). Importante e qualificato l’elenco dei relatori che si sono susseguiti nell’aula Loyola de Palacio. Ha introdotto i lavori l’On. Giovanni La Via, Presidente della Commissione del Parlamento Europeo per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare per poi lasciare la parola ai vari attori del sistema sangue europeo. Nelle tre sessioni di lavoro relatori di Slovenia, Belgio e Spagna hanno mappato le loro realtà indicando come si stanno muovendo le istituzioni delle rispettive nazioni.

Rys Andrzej, capo della Direzione Generale Salute e la Sicurezza alimentare della Commissione europea, ha presentato i dati più recenti sulla donazione di sangue nell’Unione. Sono complessivamente 14 milioni (pari al 3% del totale) gli europei che lo scorso anno hanno effettuato ben 20 milioni di donazioni, per un totale di 5 milioni di trasfusioni. Secondo i dati di Eurobarometro, il 35% ha compiuto questo gesto almeno una volta nella vita. Il 75% è spinto da una motivazione altruistica, mentre solo il 12% sarebbe disposto a ricevere un compenso monetario a fronte di questo gesto.

Alcuni spunti interessanti sono poi emersi da Kari Aranko, direttore scientifico dell’EBA (European Blood Alliance) che ha posto l’attenzione sul fatto che oggi l’Europa dipende ancora per il 30% di medicinali plasmaderivati dagli USA. Qualora dovessero intervenire crisi o altri fattori, è chiaro che gli Stati Uniti potrebbero dirottare le risorse sul fabbisogno nazionale con gravi criticità per chi importa. Ludo Muylle, della FAMHP (Agenzia del farmaco belga), ha affermato che i prodotti trasfusionali in Europa ora hanno un’altissima qualità e le trasfusioni sono estremamente sicure ma, purtroppo, da uno studio del 2015, risulta ancora bassa la percezione di qualità da parte della popolazione. L’intervento di Giancarlo Liumbruno (direttore del Centro Nazionale Sangue italiano) ha toccato luci e ombre del sistema Italia con chiarezza e competenza. Nel l’intervento di Domingo Luis Guerra Maneta, vicepresidente della FIODS (ente che raggruppa le Associazioni di donatori di sangue nel mondo) è stato presentato un dettagliato quadro della situazione europea e mondiale da cui è emerso come siano ancora molto disomogenei le modalità di donazione e i sistemi trasfusionali nel mondo. Maneta ha auspicato di raggiungere l’obiettivo di soddisfare le necessità trasfusionali nel mondo attraverso donatori volontari non remunerati entro il 2020. Ha chiuso i lavori il presidente nazionale Avis e coordinatore CIVIS Vincenzo Saturni ribadendo l’assoluta IMG-20160614-WA0002importanza del ruolo delle associazioni di volontariato e la loro partecipazione alle consultazioni dei livelli istituzionali e la necessità per cui la donazione debba rimanere volontaria, periodica, associata e non retribuita. Ha inoltre auspicato, con la sottoscrizione di un manifesto da parte dei presenti, la creazione di una connessione tra associazioni e Commissione Europea, una rete permanente tra le istituzioni nazionali, europee e il volontariato del sangue, affinché si continui a discutere di questi argomenti e si possa creare un modello comune di donazione in Europa, come ha sottolineato l’On. La Via. Dati i temi estremamente importanti trattati, anche FIDAS nazionale era presente ai lavori con il presidente Aldo Ozino Caligaris e il consigliere nazionale Mauro Benedetto.