Codice del Terzo Settore: prime indicazioni sul nuovo quadro normativo

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato una circolare in cui fornisce prime utili indicazioni rispetto alle questioni di diritto transitorio di applicazione del Codice del Terzo Settore (Dlgs  n. 117/2017), con lo scopo di dare agli enti interessati chiarimenti rispetto ai tempi necessari per adeguarsi al mutato quadro normativo.

La circolare è indirizzata a Regioni, Province autonome, al Forum Nazionale del Terzo Settore, al CSVnet e alla Consulta Co.Ge. (Consulta dei comitati di gestione).

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Pfas, improprio paragonare plasmaferesi per donazione e per terapia

La donazione di plasma attraverso procedure aferetiche (plasmaferesi produttiva) è assolutamente sicura e non invasiva. Paragonare la plasmaferesi con finalità terapeutica, utilizzata in regione Veneto per la rimozione dal sangue di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas e Pfoa), a quella che si impiega ogni giorno, in centinaia di donatori per le donazioni di plasma, è decisamente fuori luogo e rischia di generare equivoci. La donazione di plasma è, infatti, assolutamente sicura, non “invasiva” e fondamentale per la salute di migliaia di pazienti. Lo sottolineano in una nota congiunta il Centro Nazionale Sangue, la Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (Simti) e il CIVIS, il Comitato Interassociativo del Volontariato Italiano del Sangue (AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES), ribadendo che non ci sono solide evidenze scientifiche a supporto della modalità scelta dai sanitari veneti.

“Non appare corretto paragonare procedure con profili di invasività e anche di sicurezza assai difficilmente correlabili – sottolinea Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del CNS -. Plasmaferesi terapeutica e donazione di plasma mediante aferesi hanno finalità e modalità tecniche di esecuzione totalmente diverse e quindi non sono raffrontabili”.

La plasmaferesi utilizzata per la donazione di plasma è una procedura definita dal DM Salute del 2 novembre 2015, sulla base di robuste evidenze scientifiche che garantiscono la sicurezza del donatore. Tale decreto recepisce anche le raccomandazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da altri Organismi Istituzionali europei ed internazionali. Il provvedimento definisce i requisiti fisici per l’accettazione del donatore di sangue intero e di emocomponenti mediante aferesi, gli intervalli di donazione per l’accettazione del candidato donatore di sangue intero e di emocomponenti mediante aferesi nonché le modalità per la raccolta degli stessi e i volumi di plasma e di emocomponenti che possono essere donati.

Nel caso delle procedure di plasmaferesi terapeutica utilizzate in regione Veneto la finalità è quella di separare la componente liquida del sangue (il plasma) dalla componente cellulare rimuovendo così sostanze presenti nel plasma stesso, che viene sostituito da liquidi che servono per mantenere, a un livello normale, il volume totale del sangue circolante (volemia). “Voler identificare come analoghe queste due procedure molto diverse – afferma il portavoce pro tempore CIVIS Sergio Ballestracci – rischia di mettere in dubbio la sicurezza della donazione volontaria e responsabile del plasma, associandola a tecniche terapeutiche e invasive”.

I protocolli di trattamento aferetico variano a seconda delle indicazioni e possono prevedere diverse sedute a seconda delle condizioni del paziente e della risposta alla terapia. A tal riguardo, le più recenti linee guida sull’impiego dell’aferesi terapeutica nella pratica clinica (Schwartz J, et al. Guidelines on the Use of Therapeutic Apheresis in Clinical Practice-Evidence-Based Approach from the Writing Committee of the American Society for Apheresis: The Seventh Special Issue. J Clin Apher. 2016 Jun;31(3):149-62) riportano un totale di 179 potenziali indicazioni cliniche delle procedure di aferesi terapeutica con differenti gradi di evidenza scientifica e forza di raccomandazione e non includono specificamente la rimozione dei suddetti contaminanti tra le indicazioni all’uso della plasmaferesi terapeutica basate su consolidate evidenze scientifiche.

“In particolare – spiega il presidente SIMTI Pierluigi Berti – all’utilizzo di protocolli su procedure di scambio plasmatico terapeutico, in caso di avvelenamento da sostanze chimiche o da farmaci che si legano a proteine plasmatiche, è attribuito un livello di evidenza molto basso. É il caso di sottolineare, inoltre, come la procedura di scambio plasmatico terapeutico sia una procedura non esente da potenziali effetti collaterali, soprattutto se paragonata alla donazione mediante aferesi produttiva, anche in considerazione del diverso volume di plasma raccolto, che può raggiungere o superare l’intero volume di plasma del paziente ed è di almeno 4-5 volte superiore al volume di plasma ‘donato’ dai donatori in una singola procedura di donazione”.

ALCUNE CIFRE SULLA DONAZIONE DI PLASMA

“Il plasma è una risorsa “strategica” per il Servizio Sanitario Nazionale – aggiunge Liumbruno -, perché i farmaci plasmaderivati esercitano un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche”. Nel 2016 le Regioni e Province Autonome italiane hanno conferito al frazionamento industriale oltre 800 mila chilogrammi di plasma raccolto dalla Rete Trasfusionale nazionale per la produzione di medicinali plasmaderivati. Il Centro Nazionale Sangue, le Associazioni e Federazioni dei Donatori e le Società scientifiche interessate sono impegnate per aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza di questa donazione in considerazione del fatto che, secondo il Piano Nazionale Plasma, in cinque anni la raccolta dovrà aumentare dell’11% per garantire l’autosufficienza nazionale. In Italia, il grado di sicurezza della raccolta di emocomponenti, ivi compresa la raccolta selettiva di plasma (plasmaferesi produttiva) ha raggiunto, da molti anni, livelli estremamente elevati, come ampiamente dimostrato dal sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale Sangue.”

Venerdì 15 dicembre i “Venti di partecipazione” del Forum Terzo Settore

Il Forum Nazionale del Terzo Settore si accinge a festeggiare i 20 anni dalla sua costituzione, contemporaneamente traguardo e nuova partenza, tappa rilevante di un percorso di crescita e spinta per l’evoluzione.

Il 15 dicembre, presso il Centro Congressi Frentani a Roma, l’assemblea annuale che vede coinvolti i soci del Forum in un ufficiale momento partecipativo e deliberativo sarà anche un appuntamento unico – aperto al pubblico, ai rappresentanti istituzionali e ai media – per accendere i riflettori sull’identità e sul valore del Terzo settore e sull’impegno del Forum nel perseguire obiettivi di trasparenza e di apertura – in particolare verso le nuove generazioni – e favorire una società più inclusiva e sostenibile.

In questa fase storica, in cui molta attenzione della politica e dell’opinione pubblica è rivolta al Terzo settore e alla sua riforma (per i cui contenuti attuativi è stata anche ufficializzata una collaborazione con il Governo), il Forum vuole cogliere l’occasione per condividere un inedito racconto di sé e delle organizzazioni aderenti, rendere note le direzioni lungo le quali ha deciso di muoversi per rispondere alle sfide socio-economiche e culturali di questi anni, presentare gli strumenti già messi o da mettere in campo.

In particolare, nella mattinata del 15 dicembre, il Forum lancerà un importante segnale di rinnovato impegno nel suo ruolo di rappresentanza del Terzo settore e nel suo sostegno allo sviluppo della coesione sociale. Lo farà, in particolare, attraverso la presentazione di tre volumi:
Codice di Qualità e Autocontrollo (CQA): Linee Guida per le organizzazioni aderenti al Forum Terzo Settore.
Report “Il Terzo settore e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”
III Rapporto “Le reti del Terzo settore”.

Il 15 dicembre coinciderà inoltre con il secondo appuntamento che il Forum ha dato ai 150 giovani del Terzo settore italiano, già protagonisti dell’iniziativa di ottobre “RiGenerazione Non Profit”. Infine, i festeggiamenti del 20esimo anniversario coincideranno con la pubblicazione del primo aggiornamento dell’Agenda aperta 2017-2021 del Forum”Diamo vita alle idee – Passo dopo passo“, documento programmatico realizzato dalle Consulte (costituite ad aprile 2017) che definisce obiettivi, temi strategici e alleanze del Forum per il mandato 2017 – 2021, lasciando aperta la possibilità di apportare modifiche nel tempo.

 

Una nuova associazione in casa FIDAS

Il Consiglio Direttivo nazionale nella seduta di domenica 12 novembre ha accolto la richiesta di federamento alla FIDAS dell’Associazione Carnica Donatori del Sangue. L’associazione opera nel territorio della Carnia in provincia di Udine dal 1974 ed è articolata nelle sezioni di Ligosullo, Treppo Carnico, Timau e Paluzza. Alla presidente Lucia Flora, al Consiglio Direttivo e ai volontari dell’associazione, gli auguri di benvenuto nella famiglia FIDAS.

L’addio a Pasquale Di Patre, presidente FIDAS Abruzzo

Questa mattina è scomparso all’età di 69 anni, dopo aver lottato contro la malattia, Pasquale Di Patre, presidente dei donatori di sangue della FIDAS Teramo e presidente Regionale FIDAS Abruzzo.

I messaggi che stanno affollando il web ricordano un uomo generoso, di grande levatura morale, sempre impegnato nel volontariato del dono, ma anche un uomo dal carattere forte che sapeva tirare fuori la sua tempra abruzzese quando in ballo c’era il diritto alla salute o il valore del volontariato anonimo e gratuito.

Presidente di FIDAS Teramo dal 1997 e alla guida della FIDAS Abruzzo da 8 anni, era stato anche Consigliere nazionale della FIDAS dal 2003 al 2006.

“Con grande dispiacere salutiamo Pasquale Di Patre, che lascia un’importante eredità spirituale – ricorda Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS. – La sua passione e dedizione nei confronti della donazione di sangue e della FIDAS cui ha dedicato sempre tempo ed energie, ci invita a continuare l’attività di informazione e sensibilizzazione, in particolare verso le nuove generazioni”.

Le esequie si svolgeranno sabato 7 ottobre alle 9.15 presso la Parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Teramo in Piazza Garibaldi 2.

Eventuali raccolte in memoria di Lino, come da lui stesso indicato, possono essere fatte alla 
Lega Italiana Fibrosi Cistica Abruzzo Onlus
Via Modena 6, 66034, Lanciano (CH)
IBAN: IT84 T076 0115 5000 0001 5354 665
Banco Posta – Chieti
Intestato a LEGA ITALIANA FIBROSI CISTICA REGIONE ABRUZZO ONLUS
Oppure
C/C postale n. 15354665
Codice fiscale 5×1000: 90004180692

Chikungunya: 4700 unità a favore di Roma e Lazio

Il Centro Nazionale Sangue, in merito alla diffusione del virus Chikungunya che sta interessando il territorio della ASL Roma 2 e del Comune di Anzio, comunica che grazie all’impegno dell’intera rete trasfusionale nazionale in queste settimane sono state rese disponibili per gli ospedali capitolini 4700 unità di globuli rossi che hanno consentito ai Servizi trasfusionali di Roma e del Lazio di garantire la continuità assistenziale per tutti i pazienti. Dal CNS il ringraziamento per quanto fatto dai Servizi Trasfusionali e dalle Associazioni di volontariato del dono.

In Gazzetta Ufficiale il Programma autosufficienza sangue 2017

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 212 dell’11 settembre 2017 il decreto del Ministro della Salute del 20 luglio 2017 recante il “Programma di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti, per l’anno 2017”. Si tratta del decimo programma emanato in attuazione dell’articolo 14, comma 2, della legge 219/2005 sulla base delle indicazioni fornite dal Centro Nazionale Sangue.

Oltre all’individuazione di consumi, fabbisogni, livelli di produzione necessari, le compensazioni e il monitoraggio dell’autosufficienza degli emocomponenti labili, il Programma 2017  contiene anche le indicazioni per il raggiungimento dell’autosufficienza di plasma e di medicinali plasmaderivati, secondo quanto indicato dal Decreto del 2 dicembre 2016 che ha definito il primo Programma nazionale plasma e medicinali plasmaderivati, 2016-2020.

Nel Programma di autosufficienza, quindi, sono stati formulati per ogni Regione e Provincia autonoma, gli obiettivi annuali, relativi ai livelli di domanda, efficienza e produzione di plasma e di medicinali plasmaderivati che le Regioni si impegnano a conseguire nel 2017. Tali obiettivi sono monitorati dal Centro Nazionale Sangue sulla base di indicatori relativi all’appropriatezza di utilizzo, alla raccolta di plasma e all’efficienza.

Sebbene il sistema risulti complessivamente in equilibrio, è necessario un continuo e attento monitoraggio dei fabbisogni assistenziali anche a fronte dei mutamenti evolutivi che coinvolgono il sistema e che giocano un ruolo importante nell’identificare e adottare i necessari interventi correttivi nell’ambito della programmazione.

Chikungunya, al via raccolte straordinarie sangue in tutta Italia

In tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate e coordinate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma.

Le conseguenze sul Sistema Trasfusionale sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza sebbene, hanno sottolineato gli esperti, non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione. “L’impatto di queste misure è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia – sottolinea il CIVIS, Coordinamento delle predette Associazioni e Federazioni – e le Associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione”.

E’ importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai – spiega il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione, grazie anche al contributo fondamentale delle Associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà”.

VademecumChikungunyaAl momento, ricorda il Centro, lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Nessuna restrizione invece è prevista per le donazioni di plasma.

(fonte: Centro Nazionale Sangue)