Una donna alla guida del Forum del Terzo Settore

Claudia Fiaschi è la nuova portavoce del Forum del Terzo Settore. L’ha eletta l’Assemblea riunita ieri a Roma.
Nata a Firenze, Claudia Fiaschi è stata da sempre attiva nel settore della cooperazione sociale, con particolare attenzione al mondo dell’educazione e   dell’infanzia. Attualmente, tra le altre cariche ricoperte, è vicepresidente di Confcooperative, presidente di Confcooperative Toscana e vicepresidente del Consorzio Pan – Servizi per l’infanzia.
“Un impegno importante”, dichiara la neoportavoce, “che dovrà misurarsi con le tante sfide che il Forum ha di fronte. Sfide che riguardano i grandi cambiamenti sociali, la capacità di innovazione ed evoluzione delle  diverse organizzazioni di terzo settore, la Riforma del Terzo Settore con la delicata fase di definizione dei decreti attuativi”.
“E’ un onore e una grande responsabilità”, prosegue Fiaschi. “Il Forum Nazionale del Terzo Settore dà voce a oltre 100 mila organizzazioni di terzo settore che si prendono cura delle persone e dei beni comuni nel nostro Paese; dare cittadinanza politica a questo impegno, costruire visioni e sintesi condivise nel tempo delle frammentazioni e delle spinte centrifughe,  è il grande lavoro  che attende il nuovo coordinamento. Un lavoro svolto  con efficacia da chi mi ha preceduto, che a nome di tutti i neoeletti colgo l’occasione di ringraziare”.
Nel suo intervento Claudia Fiaschi ha sottolineato la matrice partecipativa, solidale e propositiva del terzo settore italiano e il contributo che questo variegato mondo può offrire al Paese  per costruire la sostenibilità di un nuovo welfare, per promuovere un modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, per formare all’impegno civile e sociale le nuove generazioni.
Claudia Fiaschi succede a Pietro Barbieri, che è stato alla guida del Forum dal gennaio 2013, per due mandati.
“Oggi lascio la guida di un Forum forte e autorevole”, dichiara il portavoce uscente, “che negli anni ha dato prova di saper essere attento interprete del mondo del sociale e rappresentante dei valori e delle istanze comuni. Sono certo che chi prenderà il mio posto sarà all’altezza di questo compito tanto impegnativo quanto appagante, e che proseguirà l’attività lungo il percorso che finora ci ha garantito influenza e credibilità”.
L’Assemblea ha oggi rinnovato anche il Coordinamento Nazionale, composto da 20 rappresentanti dei Soci e 4 rappresentanti dei Forum regionali. Il Coordinamento risulta così composto: Stefano Tassinari (Acli), Luca De Fraia (ActionAid), Nirvana Nisi (A.D.A.), Erasmo Righini (Ancescao), Roberto Speziale (Anfass), Alessandro Geria (Anolf), Ilario Moreschi (Anpas), Raffaele Caprio (Anteas), Francesca Chiavacci (ARCI), Enzo Costa (Auser), Stefano Gobbi (Centro Sportivo Italiano), Domenico Iannello (FITUS), Don Armando Zappolini (CNCA), Monica Poletto (Compagnia delle Opere Sociali), Eleonora Vanni (Legacoopsociali), Rossella Muroni (Legambiente), Gianni Salvadori (Misericordie), Gianluca Cantisani (MOVI), Giancarlo Moretti (Movimento Cristiano Lavoratori), Vincenzo Manco (UISP).  A loro si aggiungono, per i Forum regionali: Sergio Silvotti (portavoce Forum Lombardia), Franco Bagnarol (portavoce Forum Friuli Venezia Giulia), Paolo Tamiazzo (portavoce Forum Umbria) e Filiberto Parente (portavoce Forum Campania).
Durante l’Assemblea sono stati inoltre eletti gli altri due organi del Forum in fase di rinnovo: il Collegio dei Revisori dei Conti, con Gianluca Mezzasoma (Agesci), Giuseppe Di Francesco (Fairtrade) e Franco Giona (AISM), e il Collegio Nazionale di Garanzia, con Licio Palazzini (ARCI Servizio Civile), Gianluigi De Gregorio (AGCI Solidarietà), Don Giovanni D’Andrea (SCS CNOS), Alessandro Biadene (FIDAS) e Claudio Lodoli (Federavo). Al termine dell’Assemblea, il nuovo Coordinamento Nazionale ha nominato Maurizio Mumolo direttore del Forum.

Approvato il decreto legislativo sul Servizio Civile Universale

Venerdì 10 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che istituisce il Servizio Civile Universale, disciplinandolo quale “strumento di difesa non armata della Patria, di educazione alla pace tra i popoli e di promozione dei valori fondativi della Repubblica”. La nuova legge modifica il sistema del Servizio Civile Nazionale, istituito dalla legge n. 64 del 6 marzo 2001 e disciplinato dal D.lgs n. 77 del 5 aprile 2002.

“Con il via libera al decreto sul Servizio Civile Universale, il primo tassello della Riforma del Terzo Settore diventa realtà, e ci auguriamo che questo funga da impulso per una veloce approvazione degli altri decreti”, dichiara il portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore Pietro Barbieri. “Il testo licenziato dal CdM dà finalmente concretezza a una misura di grande valore sociale per il nostro Paese. Si tratta di un traguardo di importanza storica, perché per la prima volta si accoglie la richiesta di partecipazione di tutti i giovani, sia italiani che stranieri regolarmente soggiornanti, che intendono svolgere il servizio civile”.

“La legge, tuttavia, avrebbe potuto incontrare maggiore condivisione da parte del mondo del terzo settore”, prosegue Barbieri. “In attesa di leggere il testo completo, facciamo nostre le perplessità espresse dagli enti per il servizio civile in merito alla mancata valorizzazione del Dipartimento Gioventù e SCN e all’assenza di una sede ad hoc nella quale istituzioni pubbliche, terzo settore e rappresentanti dei giovani possano dialogare e coordinarsi per indirizzare gli obiettivi del Servizio Civile Universale”.

Non idoneità alla donazione: le indicazioni dell’INPS

L’Istituto Nazionale di Previdenza sociale con la circolare del 7 febbraio 2017 ha fornito le Indicazioni per l’erogazione del contributo previsto per garantire la retribuzione dei lavoratori
dipendenti del settore privato in caso di inidoneità alla donazione di sangue. Come stabilito infatti dall’articolo 1 del decreto ministeriale del 18 novembre 2015, il lavoratore dipendente che sia
stato accertato inidoneo alla donazione di sangue o emocomponenti ha diritto alla retribuzione
limitatamente al tempo necessario all’accertamento della inidoneità in alcuni casi specifici.
Innanzitutto per la sospensione o esclusione del donatore per motivi sanitari, secondo i criteri di esclusione o sospensione dalla donazione, previsti dalla normativa vigente; poi per la mancata decorrenza dei tempi di sospensione tra una donazione e la successiva; ed infine nel caso in cui sia rilevata l’esigenza di non procedere al prelievo per specifico emocomponente e/o gruppo
sanguigno, in base alla programmazione dei bisogni trasfusionali.
Pertanto, qualora il lavoratore che si sia assentato dal lavoro per effettuare la donazione di
sangue o di emocomponenti venga giudicato inidoneo alla donazione medesima a seguito delle
motivazioni sopra delineate, il dipendente stesso avrà diritto alla retribuzione che gli sarebbe
stata corrisposta per le ore non lavorate comprese nell’intervallo di tempo necessario
all’accertamento della predetta inidoneità.
Tale intervallo di tempo deve essere calcolato con riferimento sia al tempo di permanenza
presso il centro trasfusionale sia a quello di spostamento dallo stesso alla sede di servizio.

Circolare INPS numero 29 del 07 febbraio 2017

Tra le onorificenze di Mattarella anche un donatore di sangue FIDAS

Si è svolta questa mattina al Quirinale la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite “motu proprio” dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 12 novembre 2016, a cittadini distintisi per atti di eroismo e impegno civile.

Quirinale2Tra di loro anche Fratel Vasco Santi, nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo straordinario contributo nella promozione e organizzazione delle campagne di donazione del sangue”.

Fratel Vasco, 89 anni di passione ed entusiasmo tra i fratelli Maristi, è il coordinatore del Gruppo Donatori “San Leone Magno” dell’Ematos-FIDAS, Associazione Donatori Volontari Sangue dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma. Dal 1975, anno di fondazione del gruppo, ne coordina l’attività e grazie al suo impegno ha contribuito al fabbisogno di sangue ed emocomponenti con oltre 11mila unità. Un giusto riconoscimento per chi ha dedicato una buona parte della propria vita educando gli studenti alla solidarietà, attraverso la donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue umano e dei suoi componenti.

Quirinale3E fratel Vasco ha voluto condividere questo risultato con un suo ex alunno con il quale ha cominciato l’attività di donatore di sangue, Aldo Ozino Caligaris, oggi presidente nazionale FIDAS. In quest’occasione il presidente Mattarella ha presentato i volontari del dono come “il volto bello dell’Italia”, un segnale di ottimismo e di speranza in grado di contribuire al benessere di quanti necessitano di terapia trasfusionale.

Sistema sangue e maxi-emergenze: il convegno organizzato dal CNS

Alle catastrofi degli ultimi tempi gli italiani hanno risposto con la solidarietà. Dopo l’incidente ferroviario di Andria, del luglio 2016, e il terremoto nel centro Italia, del 24 agosto dello stesso anno, le donazioni di sangue sono più che triplicate, nel giro di pochi giorni . Un risultato straordinario che, però, non permette di gestire lo stato di emergenza a lungo termine: il sangue raccolto non può essere conservato più di 42 giorni. È per cercare una strategia utile alla gestione degli eventi catastrofici che oggi si sono incontrati gli esperti del settore, in occasione del convegno “Sistema sangue e Maxi-Emergenze”. L’evento è stato organizzato dal Centro Nazionale Sangue di Roma.

Nuove strategie per la gestione delle emergenze
“L’obiettivo principale di questo convegno è quello di favorire, anche mediante lo scambio reciproco di informazioni sui modelli organizzativi, una interazione e tutte le possibili sinergie tra le istituzioni, i professionisti e le Società Scientifiche nonché il mondo del volontariato del sangue: questi attori sono coinvolti, a vario titolo, nella gestione delle maxiemergenze sanitarie – ha spiegato Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns – Riteniamo anche strategico il contributo dei mass media nel fornire una informazione precisa ai cittadini anche quando si verificano questi eventi straordinari”.

Il Piano nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi-emergenze
Poco prima che si verificassero sia il disastro ferroviario che il sisma, più precisamente il 7 luglio del 2016, la Conferenza Stato-Regioni aveva approvato il “Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi-emergenze”. Tra le varie disposizioni previste dal Piano anche l’accantonamento di scorte di sangue da usare solo in caso di disastri. “Ci sono sicuramente degli aggiustamenti da fare al Piano – ha commentato Claudio Velati, presidente della Società Italiana di Medicina Trasfusionale (Sim) – da una parte bisognerebbe uscire dalla precarietà dell’afflusso spontaneo dei donatori con una maggiore programmazione, e dall’altra servirebbe una gestione delle scorte a livello regionale. In questo ruolo la società scientifica può affiancare le istituzioni come ‘mediatore culturale”.

I numeri delle donazioni dopo le catastrofi
Dopo il terremoto di Amatrice, che ha causato 388 feriti, sono state raccolte tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria oltre 10 mila unità di sangue, il triplo della norma. Quasi 4 mila, invece, a seguito dell’incidente tra i treni in Puglia. Un successo aiutato anche da una attiva campagna di comunicazione che ha informato gli italiani sulla impellente necessità di incrementare la raccolta di sangue. “Nei casi di maxiemergenza – ha detto Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS – il compito delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue è duplice: da una parte devono verificare che i propri organismi locali trasmettano informazioni corrette sugli effettivi bisogni, evitando chiamate indiscriminate e tenendo sotto controllo i gesti di altruismo, dall’altra devono elaborare un piano a lungo termine per educare i donatori e la cittadinanza alle situazioni di emergenza, ricordando che il modo migliore per sostenere le necessità trasfusionali è una donazione di sangue ed emocomponenti programmata, periodica e associata”.

Maxi-emergenze, ospedali italiani poco preparati
Il convegno è anche l’occasione per discutere di alcune criticità strutturali, come quelle di cui potrebbero soffrire le strutture ospedaliere. Francesco Della Corte, direttore del Crimedim, il Centro ricerche per le emergenze e la medicina dei disastri dell’Università del Piemonte Orientale, presenterà una ricerca sull’argomento. È stata valutata la preparazione di un campione di 15 strutture ospedaliere rappresentative su tutto il territorio nazionale. Partendo dai parametri dettati dall’Oms, dallo studio è emerso che solo 3 degli ospedali esaminati hanno raggiunto un punteggio considerato sufficiente. “I nostri dati non possono essere dimostrativi in senso assoluto della impreparazione del sistema ospedaliero alla maxiemergenza perché il campione è limitato – ha sottolineato Della Corte – anche se comprende diversi ospedali tra i più grandi in Italia”. Le carenze principali riscontrate riguardano la catena di comando e controllo, l’interazione tra gli stakeholders, e la formazione del personale. Ed è proprio intervenendo su quest’ultimo aspetto che, secondo gli esperti, è possibile limitare le carenze.“
Per questo – ha concluso Giovanna Esposito, presidente della Federazione Italiana medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi (Fimeuc) – abbiamo pensato di organizzare dei corsi da fornire alle aziende per avere gli strumenti per costruire i loro piani di risposta, che stanno avendo un discreto successo.

In Gazzetta Ufficiale il piano nazionale plasma

Il 12 gennaio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il “Programma nazionale plasma e medicinali plasmaderivati 2016-2020”. Con il Decreto del Ministero della Salute del 2 dicembre 2016 il Centro nazionale sangue ha predisposto un piano quinquennale al fine di incrementare la raccolta di plasma nei Servizi Trasfusionali e nelle Unità di Raccolta del sangue e degli emocomponenti, promuovendo un utilizzo razionale ed appropriato dei farmaci plasmaderivati ottenuti dallo stesso. A questo punto sarà compito di Regioni e Province autonome, attraverso il coordinamento e monitoraggio delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali, in sinergia con le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue, conseguire gli obiettivi previsti annualmente dal piano per garantire la continuità e l’adeguatezza della fornitura di questi prodotti, indispensabili per il trattamento di molte patologie croniche, in assenza di valide alternative farmacologiche.

Nella Gazzetta Ufficiale è stato anche pubblicato il decreto contenente le “Disposizioni sull’importazione e l’esportazione del sangue umano e dei suoi prodotti”.

Emergenza sangue in 9 Regioni. Dal CNS e CIVIS appello a donare

centronazionalesanguelogoIl maltempo di questi giorni, unito al picco influenzale e altri fattori stagionali ha provocato un grave carenza di sangue in alcune regioni italiane, con oltre 2600 unità di globuli rossi mancanti negli ospedali. Lo affermano i dati del Centro Nazionale Sangue (CNS), che ha inviato alle Strutture regionali per i coordinamento delle attività trasfusionali (SRC) l’invito a coordinarsi con le associazioni di donatori per far fronte all’emergenza.

La regione con le maggiori carenze è il Lazio ma situazioni critiche si registrano, secondo i dati aggiornati ad oggi, anche in Abruzzo, Toscana, Campania, Basilicata, Liguria, Umbria, Marche e Puglia. “Le cause della carenza sono multifattoriali – afferma Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue –, ma sicuramente può aver inciso l’epidemia influenzale che, complice il calo delle vaccinazioni, ha già colpito molte più persone rispetto allo scorso anno, e si può ipotizzare che anche il maltempo stia tenendo a casa i donatori. La mobilitazione deve riguardare però, sotto il coordinamento e la programmazione, anche in urgenza, delle SRC e del CNS, tutte le regioni, non solo quelle che hanno carenze; l’autosufficienza per quanto riguarda il sangue, infatti, è sovraziendale e sovraregionale e in questi casi diventa vitale la compensazione coordinata tra regioni”.

La carenza di sangue, sottolineano le associazioni di donatori, “può mettere a rischio l’esecuzione di interventi chirurgici e di terapie per pazienti con malattie come la talassemia che necessitano di continue trasfusioni”. L’invito per tutti i donatori è contattare l’associazione di appartenenza o il Servizio Trasfusionale di riferimento per programmare una donazione. “Le Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue – sottolinea Aldo Ozino Caligaris, portavoce protempore del CIVIS (Coordinamento Interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue) – devono intensificare la chiamata dei donatori periodici e associati sulla base di quanto concordato con le Strutture Regionali di Coordinamento attraverso una programmazione straordinaria per cercare di sopperire alle necessità contingenti. È inoltre fondamentale il coinvolgimento di nuovi volontari che possano garantire in maniera costante la disponibilità di emocomponenti, al fine di assicurare la necessaria terapia trasfusionale ai cittadini che ne hanno bisogno”.

Compensi SIAE per il 2017

La SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) ha comunicato che secondo i dati rilevati dall’ISTAT l’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di settembre 2016 è pari a 0,1%. Nonostante ciò la SIAE ha deciso di non apportare alcuna modifica ai compensi per diritto d’autore relativi all’anno 2017. Pertanto i compensi fissi e minimi dovuti dalle Associazioni di volontariato per l’organizzazione di manifestazioni musicali nel corso dell’anno corrente rimangono invariati rispetto al tariffario del 2013.

Compensi SIAE 2017