In Gazzetta Ufficiale il Codice del Terzo Settore

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.179 del 02 agosto 2017 – Supplemento Ordinario n. 43) il Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n° 117 relativo al Codice del Terzo Settore che entra in vigore dalla data odierna. “Esprimiamo soddisfazione per questo traguardo – sottolinea il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris – ma non nascondiamo la preoccupazione per le molte novità introdotte, per i tempi di attuazione e per la quantità di decreti applicativi previsti. Si tratta del punto di arrivo di un percorso non semplice che ha coinvolto anche il mondo del volontariato a tutti i livelli, come pure la nostra Federazione, che certamente ha messo in luce la centralità del no profit per il nostro Paese; ma anche di un punto di partenza per il riassetto di tutti gli Enti che fanno capo al Terzo settore, dalle Imprese sociali alle Organizzazioni di Volontariato, sotto il profilo giuridico, economico e fiscale. Ora è necessario seguire l’applicazione del Codice in quanto l’introduzione di questo nuovo insieme di norme porterà inevitabilmente delle ripercussioni nella vita delle nostre organizzazioni che già nei prossimi mesi dovranno confrontarsi con questa complessa problematica. Per questo, in linea con gli altri Enti aderenti al Forum del Terzo settore, FIDAS si impegna ad avviare una capillare attività di divulgazione, di informazione e di formazione sulla nuova legislazione nonché a monitorare l’applicazione della stessa e degli suoi decreti attuativi anche al fine di orientare la futura attività del Governo sull’emanazione degli eventuali strumenti correttivi e interpretativi.”

CNS e CIVIS: da due mesi carenza sangue, servono donazioni in tutte le Regioni

I mesi di giugno e luglio sono stati caratterizzati da una carenza cronica di sangue in molte Regioni, che hanno messo a rischio terapie salvavita e interventi chirurgici programmati e in emergenza. Se non verranno accolti gli appelli a donare fatti costantemente dalle associazioni di volontari, anche nelle prossime settimane, generalmente già contraddistinte da un calo delle donazioni, la rete trasfusionale nazionale non sarà in grado di soddisfare i Livelli Essenziali di medicina trasfusionale. Lo rilevano i dati preliminari raccolti dal Centro Nazionale Sangue, secondo cui in alcuni giorni si sono superate le 1100 unità mancanti su tutto il territorio nazionale.

I dati vengono dal sistema informativo SISTRA, dove le Regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili. Il 4 luglio si è registrata la carenza maggiore, con richieste inserite per 1130 unità, ma in molti altri giorni si è superata quota mille; di contro, le eccedenze non hanno mai superato quota 160.

Lazio e Toscana sono le Regioni che hanno segnalato le maggiori criticità insieme a Sicilia e Sardegna che hanno un fabbisogno particolarmente elevato a causa della presenza di numerosi pazienti, soprattutto talassemici, bisognosi di sangue per le terapie. “A rischio – sottolinea il direttore del Centro Nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno – ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10% delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue. In questi ultimi mesi in diverse occasioni – continua Liumbruno – le Regioni con capacità di produzione maggiore non sono riuscite a rispettare gli accordi programmati all’inizio dell’anno per fornire sangue a quelle con carenze croniche. È importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta. Per questo all’appello ai donatori si aggiunge quello alle Regioni, affinché consentano alle Strutture Trasfusionali da loro dipendenti una maggiore flessibilità nei giorni e negli orari di apertura, anche dotandole delle necessarie risorse umane, in modo da consentire, anche nel periodo estivo, la donazione non solo nei giorni feriali e negli orari canonici del primo mattino”.

Le Associazioni e Federazioni nazionali dei donatori di sangue (AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES), in sinergia con i professionisti di settore, sollecitano i volontari secondo una programmazione condivisa a recarsi a donare per soddisfare le necessità dei pazienti. Le recenti situazioni di maxi-emergenza hanno dimostrato come i cittadini sappiano rispondere consapevolmente e responsabilmente agli appelli. Tuttavia è importante che i cittadini comprendano che la vera sfida del sistema è assicurare quotidianamente e in ogni periodo dell’anno le disponibilità di sangue ed emocomponenti che garantiscono gli oltre ottomila eventi trasfusionali ogni giorno effettuati nel Paese. I donatori e i pazienti non vanno in ferie.

Riforma del Terzo settore: il CdM approva i decreti attuativi

Una donazione ogni 10 secondi, ma servono donatori giovani

“Questa giornata vuole essere il riconoscimento a tutti voi donatori per quello che fate. Il sistema italiano ha un grande valore perché si basa sulla donazione volontaria, anonima, gratuita e associata”. Con queste parole il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha aperto il convegno Il Sistema Sangue Nazionale: un’eccellenza italiana. “Nutro grande ammirazione nei confronti dei donatori – ha continuato il ministro – in quanto hanno a cuore la collettività; dare una parte di sé per gli altri rende i donatori i portabandiera della società che vorremmo. Ovviamente non ci sono solo luci, ma anche ombre che occorre contribuire a dissolvere. Tra queste le disfunzioni organizzative che non aiutano a creare un sistema organico”.

L’appuntamento odierno, cui hanno preso parte circa 200 rappresentanti associativi provenienti da tutta Italia, è stato fortemente voluto dal ministro stesso, dal Centro Nazionale Sangue e dalle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue riunite nel CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue).

Il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno ha presentato i dati relativi al 2016. “In Italia nel 2016 c’è stata una donazione di sangue ogni 10 secondi. Il sistema è in equilibrio, ma occorre coinvolgere sempre di più le nuove generazioni”. In effetti il numero dei donatori del 2016 è il più basso degli ultimi anni.

Consapevoli dell’importante legame tra sport e stili di vita sani, e delle possibilità dello sport di coinvolgere i giovani, hanno raccontato la propria esperienza di sportivi la campionessa di jūjutsu Beatrice Becattini e Il pallavolista parmense Jacopo Massari, classe 1988, schiacciatore nella Callipo Sport di Vibo Valentia.

Ma il momento più significativo e coinvolgente è stato lo spazio dedicato alle testimonianze di donatori e riceventi legati alle associazioni AVIS, FIDAS, FRATRES e CROCE ROSSA ITALIANA rappresentate dai rispettivi presidenti nazionali: Daniela e Antonella, due pazienti talassemiche, hanno commosso i presenti con la loro storia che le lega a doppio filo alla generosità dei donatori.

A conclusione del convegno il saluto di Maria Rita Tamburrini, Dirigente dell’Ufficio VII del Ministero della Salute.

Giornata mondiale del donatore di sangue. FIDAS: “Serve l’impegno di tutti per mantenere l’autosufficienza”

Gplus_asiaIl 14 giugno si celebra la Giornata mondiale del donatore di sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità al fine di aumentare la consapevolezza della necessità di sangue e di emoderivati, ma soprattutto per ringraziare i donatori di sangue per il loro gesto a favore dei cittadini che necessitano di terapie trasfusionali.
Quest’anno la campagna proposta a livello mondiale ruota attorno allo slogan “Cosa sai fare? Dona il sangue. Dona adesso, dona spesso”. Le immagini scelte ritraggono quattro persone, di origini diverse (europea, mediterranea, africana ed asiatica) ritratte su uno sfondo che richiama le principali emergenze del proprio territorio. La scelta è caduta sulle necessità trasfusionali in caso di emergenza. Il sangue, infatti, è una risorsa fondamentale non solo per trattamenti programmati e interventi urgenti, ma è anche vitale per curare i feriti in caso di emergenze di ogni tipo (calamità naturali, incidenti, conflitti armati, ecc).
Gplus_emroL’accesso sicuro in quantità sufficiente al sangue e agli emoderivati è un elemento fondamentale di un sistema sanitario efficace. Ma in molti paesi i servizi trasfusionali devono affrontare la sfida di rendere il sangue sicuro e accessibile per tutti. Molto spesso in situazioni di emergenza, laddove non sia portata avanti una regolare attività di programmazione, in molti si chiedono cosa possano fare per alleviare le sofferenze di chi è colpito direttamente. Per questo lo slogan scelto per il 2017 è: “Give blood. Give now. Give often”, ossia “dona il sangue, dona adesso e dona spesso”.
“In Italia la terapia trasfusionale rientra tra i Livelli Essenziali di Assistenza e grazie alla presenza di 1milione e 700mila donatori volontari il nostro paese è un esempio a livello internazionale – ricorda Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS. Tuttavia occorre mantenere l’autosufficienza di sangue faticosamente raggiunta negli ultimi dieci anni. Quanto FIDAS aveva indicato con lo studio realizzato cinque anni fa, in collaborazione con la Fondazione Censis, si sta progressivamente verificando: l’invecchiamento della popolazione richiede un costante turn over di nuovi volontari del dono; inoltre occorre tenere costantemente sotto controllo l’effettivo consumo di emocomponenti e medicinali plasmaderivati del Paese.
Per questo è necessario lavorare per migliorare un quadro che complessivamente si presenta positivo, ma che necessita dell’impegno costante da parte di tutti gli attori del sistema sangue. Tra gli obiettivi per il prossimo futuro, il rafforzamento della donazione volontaria, periodica, responsabile e non remunerata, la fidelizzazione dei donatori, la flessibilità della donazione in relazione ai bisogni programmati e, soprattutto, il coinvolgimento dei giovani”.
Mercoledì 14 i responsabili delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue, insieme ai rappresentanti istituzionali del sistema sangue, incontreranno il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per celebrare i donatori d’Italia, ma anche per confrontarsi sulle strategie da mettere in atto. In tale occasione, grazie alla presenza del MIUR, si farà il punto della situazione sulle collaborazioni volte a promuovere il dono del sangue e dei suoi componenti proprio tra le nuove generazioni.

Il Sistema sangue italiano tiene, ma calano i donatori

Il sistema sangue italiano ‘tiene’, ma inizia a dare qualche segnale di logoramento, a partire da un calo dei donatori fisiologico per l’invecchiamento della popolazione ma che richiede un rilancio delle donazioni soprattutto fra i giovani. Il dato è stato presentato durante la Consultazione plenaria del Sistema sangue, che ha riunito a Roma rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle istituzioni.

Secondo i numeri elaborati dal Centro Nazionale Sangue nel 2016 sono stati registrati circa un milione e 688mila donatori, una cifra in calo di 40mila unità rispetto all’anno precedente e che è anche la più bassa dal 2011. Anche le donazioni di plasma, necessarie anche per la produzione di farmaci utilizzati per molte terapie salvavita, sono in calo di circa il 5%, anche se la quantità inviata alle industrie di lavorazione nel 2016 è maggiore perché è aumentato il volume raccolto per ogni singola donazione. A fronte del calo dalla parte della donazione si registra invece un aumento del numero di pazienti trasfusi, circa 660mila nel 2016 (+3,7%), anche se la quantità di sangue trasfuso è in leggero calo per l’adozione delle tecniche di “Patient Blood Management”, che permettono un risparmio della risorsa. A garantire l’autosufficienza nazionale, sottolinea il Direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, è soprattutto il meccanismo di compensazione che prevede che Regioni che raccolgono più sangue del fabbisogno lo cedano a chi è in crisi. A contribuire maggiormente sono state nel 2016 Piemonte (32%), Veneto (16%), Friuli-Venezia Giulia (13%), Lombardia (12%), Provincia autonoma (PA) di Trento (8%), Emilia-Romagna (4%), Campania, Valle d’Aosta e PA di Bolzano (circa 2% ognuna).

“Il sistema è sostanzialmente in equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere alla compensazione – sottolinea Liumbruno -. La Sardegna ad esempio ha un’ottima raccolta, ma non è autosufficiente perché ha molti pazienti talassemici, che necessitano di molto sangue per le terapie. Proprio in questi ultimi giorni la Regione sta registrando delle carenze importanti che rischiano di fare ritardare le terapie trasfusionali programmate destinate ai numerosi pazienti sardi affetti da talassemia, ed è necessario che le altre mantengano gli impegni. Per questo è importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta, anche aumentando la ricettività dei servizi trasfusionali”.

Anche il volontariato si è mobilitato per ‘ringiovanire’ i donatori con una serie di iniziative volte al coinvolgimento delle nuove generazioni. Il prossimo 14 giugno ad esempio, in occasione della Giornata Mondiale del donatore di sangue proclamata dall’Oms, le principali associazioni con il Ministro della Salute hanno programmato un convegno con rappresentanti del ministero dell’Istruzione e del Coni per portare avanti la collaborazione con il mondo della scuola e dello sport.

“Le Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue hanno il compito di coinvolgere i cittadini su un tema che interessa tutta la collettività – dichiara il C.I.V.I.S. (Coordinamento interassociativo volontariato italiano sangue) -. È indispensabile continuare l’attività di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di sangue ed emocomponenti, in modo da favorire una sempre più ampia partecipazione”.

(fonte Istituto Superiore Sanità)

Il messaggio del Ministro Lorenzin ai donatori di sangue FIDAS

“Attraverso la donazione di sangue è possibile partecipare in modo attivo a solidale ai bisogni del Sistema sanitario nazionale”.
Con queste parole il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è rivolta con un messaggio agli oltre 200 delegati FIDAS riuniti a Bergamo per il 56° Congresso nazionale.
“Il sangue rappresenta un patrimonio collettivo – ha aggiunto – da cui ognuno può attingere nei momenti di necessità e della cui donazione tutti potremmo avere l’esigenza di beneficiare in futuro”.
Il ministro, inoltre, ha voluto ribadire l’impegno per una collaborazione sempre più stretta sui temi strategici per il sistema sangue: l’autosufficienza, il coinvolgimento dei giovani donatori, il sostegno alle Associazioni dei donatori e alla rete trasfusionale nazionale.
Il Congresso nazionale ha preso il via questa mattina presso l’Auditorium della Libertà a Bergamo e si concluderà domenica a Milano: migliaia di donatori provenienti da tutta Italia, sfileranno dai Giardini Montanelli a Piazza della Scala per testimoniare il valore del dono volontario, anonimo e gratuito.
PremioGiornalisticoFIDASAll’apertura del Congresso, alla presenza del direttore del Centro nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, della dirigente dell’Ufficio Sangue e Trapianti del Ministero della Salute Maria Rita Tamburrini,  l’assegnazione del VII premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” riservato ai temi del volontariato e della donazione del sangue e patrocinato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dal Centro Nazionale Sangue e dalla SIMTI, Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia.
Ad aggiudicarsi il riconoscimento, per la sezione TV/radio, Gerardo D’Amico di Rai News 24 per la rubrica “Basta la salute” trasmessa il 20 luglio 2016. La giuria, composta da professionisti del settore e da responsabili associativi e rappresentata ha premiato il giornalista “per aver ritmato con fluidità e cura, secondo le esigenze del mezzo televisivo e dei fruitori della TV generalista, una mole considerevole di messaggi, dati e procedure relativi alla donazione del sangue”.
Francesco Riccardi di Avvenire ha vinto per la sezione stampa/web con l’editoriale “Vere anemie d’Italia e l’antidoto” pubblicato il 14 gennaio 2017. La giuria ha scelto il suo articolo “per aver sottolineato in maniera agile ma non superficiale come l’atto di donazione del sangue sia un gesto di responsabilità civile e amore per la collettività e per aver invogliato il lettore in maniera gentile e credibile a compiere di persona un atto gratuito e potente”
La giuria, inoltre, ha voluto attribuire una menzione di merito a Claudia Pregno della redazione di TG Leonardo.

Una nuova associazione in casa FIDAS

Il Consiglio Direttivo nazionale, nella seduta del 27 aprile, ha accolto la richiesta di ammissione in FIDAS dell’Associazione Gianmarco De Maria di Cosenza. L’associazione, costituita nel 2002, ha come obiettivo l’accoglienza e l’assistenza ai bambini ospedalizzati, particolarmente a quanti sono affetti da patologie oncologiche, genetiche e rare, mediante attività organizzata di volontariato ospedaliero e di accoglienza alle loro famiglie. Ma la donazione di sangue ed emocomponenti è il servizio sostenuto dall’Associazione dalla sua nascita, al fine di sostenere le terapie a cui sono sottoposti i bambini affetti da patologie oncologiche.
L’Associazione Gianmarco De Maria diventa la quinta associazione presente in Calabria, insieme alla FIDAS Paola, all’Adspem FIDAS di Reggio Calabria, alla LADoS di Marina di Gioiosa Ionica e all’ADVST di Locri.
Al presidente, al Consiglio Direttivo, ai donatori di sangue gli auguri da parte di tutta la famiglia FIDAS