Ottimi risultati per la sezione studentesca AFDS-Zanon Deganutti

Zanon-Deganutti

Ha compiuto 46 anni ma si sente sempre giovane e con la voglia di correre e di lavorare, la sezione studentesca AFDS Zanon-Deganutti di Udine. Anche l’attività di quest’anno ha visto la consueta presenza dell’autoemoteca 4 volte nei due istituti seguite dalle donazioni collettivi in ospedale, anche in altre occasioni particolari tipo 14 febbraio e l’8 marzo e anche durante i mesi estivi. Tutte iniziative nate dalle idee di un giovane e frizzante direttivo che, diretto dal “diversamente giovane” Carlo Pavan, ha dimostrato ancora una volta anche se non ce n’era bisogno, che i giovani donatori ci sono e donano e sanno anche organizzarsi al meglio per farlo. I dati provvisori alla fine dell’anno parlano di 489 donazioni effettuate da parte di 571 donatori iscritti alla sezione (472 quelli attivi per donazioni), con l’ingresso di ben 66 nuovi donatori nelle file della sezione. Le nuove restringenti ma indispensabili normative per il dono, continuano a mietere diverse “vittime” tra i ragazzi che vogliono donare. Ma questo non ferma la volontà di tutti questi ragazzi che comunque, se non possono donare, vogliono essere coinvolti nelle attività della sezione; i numeri non sono gli stessi degli scorsi anni e la voglia di fare volontariato anche in una associazione come questa, è sensibilmente calata, come lo è in tutte le associazioni simili. Si preferisce infatti dedicare più tempo al divertimento, allo sport, qualche volta addirittura allo studio, spesso alle cose vane e superflue, piuttosto che trovarsi assieme per organizzare le giornate di propaganda al dono o per fare assistenza nelle giornate di prelievi collettivi. Va però rimarcato il fatto che la voglia di donazione, specialmente tra i giovani diciottenni, continua fortunatamente a non mancare. Nei giorni scorsi sono state infatti organizzate le consegne dei tesserini ai nuovi iscritti (nella foto il gruppo dei nuovi donatori del Deganutti assieme alla Vicepreside professoressa Cotterli) , che come scritto, sono stati molti anche quest’anno. Segno che gli insegnamenti e i consigli forniti dai volontari che due volte l’anno passano nelle classi per la propaganda tra i maggiorenni, continuano comunque a produrre frutti positivi.
L’impegno del direttivo per il prossimo anno sarà quello di stimolare ancora una volta i ragazzi usciti da scuola che talvolta si dimenticano di continuare a donare. E le sollecitazioni arrivano attraverso i canali social più noti e famosi tra i giovani: Facebook e whatsapp, dove la sezione è presente con pagine e canali informativi dedicati. Attraverso di essi il contatto con gli aderenti è quasi continuo e a volte al limite dello spamming!!!! Però è utile e la risposta, come per un appello al dono mandato proprio negli ultimi giorni dell’anno, è sempre positiva. L’impegno per il 2018 sarà quello di tornare a raggiungere e superare le 500 donazioni, traguardo sempre passato negli ultimi 6 anni.

Sport e solidarietà con l’Avas FIDAS Monregalese

A2F: LPM BAM Mondovì - Sigel Marsala

Sabato 6 gennaio grande giornata di sport e solidarietà a Mondovì (CN). La locale squadra di A2 di pallavolo femminile LPM e la federata Avas-FIDAS Monregalese hanno realizzato un happening volto alla promozione del dono. In occasione della partita dell’Epifania contro il Marsala le giocatrici monregalesi hanno dato il loro personale contributo indossando maglie con la scritta: ‘Chi dona sangue vince’. Probabilmente il messaggio ha portato bene anche a loro perché la partita si è conclusa con la loro netta vittoria per 3 a 0. Dopo questo risultato le monregalesi sono balzate in testa alla classifica di A2.

Cambio al vertice per l’ADAS Saluzzo FIDAS

Luciano Biadene passa il testimone dopo 14 anni di presidenza dell’ADAS  Saluzzo FIDAS che poco più di due mesi fa ha celebrato i 60 anni di presenza sul territorio con 23 gruppi locali attivi e con i suoi 2350 donatori e 106mila sacche di sangue raccolte.

direttivo.adas.1L’assemblea del 19 Dicembre 2017, radunata nel salone polivalente di Tarantasca,  ha votato all’unanimità il nuovo direttivo composto da Beltramo Ferruccio Presidente, vicepresidenti Delfiore Livio Silvestro Mirko, segretario Miolano Marco, tesoriere Cardellino Giuseppe, revisori dei conti Musso Dario Ferrato Marco Biolatto Gisella (supplente), probiviri Biadene Luciano Caldera Giovanni Ardusso Mario Supplente , comitato operativo composto da Beltramo Delfiore Silvestro Biadene  Miolano Ardusso Valerio Ghibaudo Gabriele e consulente Sanitario Dott. Lorenzatti Riccardo.

“Orgoglioso e determinato per la carica ricevuta, voglio raccogliere ogni singolo elemento che è stato costruito in tutti questi anni della presidenza uscente per proiettarci nel futuro ” – dichiara il presidente neo eletto Ferruccio Beltramo – ” cercando di migliorare
ove possibile,  facendo tesoro di tutta l’esperienza passata ma soprattutto  guardando avanti con l’obbiettivo fondamentale di sensibilizzare e avvicinare i giovani al dono del sangue. Questa sera il tributo dell’assemblea al presidente uscente è stato totale e commosso , lo ringrazio per tutto quello che ha fatto e per tutto il tempo che ha dedicato alla nostra associazione in tutti questi anni”.

“Ho rassegnato le mie dimissioni ” – spiega Luciano Biadene – ” dopo 14 anni di presidenza nei quali ho cercato in ogni modo di prodigarmi per il bene dell’associazione, rimarrò ancora in carica come capo gruppo di Busca. Sono felice di cedere il testimone a Ferruccio che conosco da tanti anni e stimo in modo particolare. Porgo gli auguri di buon lavoro a lui e a tutta la sua squadra con la consapevolezza che l’ADAS avrà un grande futuro”
Si prospetta un grande lavoro per il nuovo direttivo , tanti sono gli argomenti e le problematiche da affrontare ma l’entusiasmo è tangibile e l’ADAS Saluzzo FIDAS è una associazione viva e in continua crescita.

 

 

 

Trentanovesima Giornata del Donatore della FIDAS Adas di Gela

AdasGela39maGiornata2È calato il sipario sulla trentanovesima edizione della Giornata del Donatore che la FIDAS ADAS di Gela ha celebrato al Cine Teatro Antidoto e il bilancio non poteva essere migliore.

Ben 32 le donazioni di Sangue con le quali si aperta la giornata presso l’Unità di Raccolta di via degli Appennini. Un numero degno di una giornata celebrativa e segno che alta è l’attenzione verso chi potrebbe avere bisogno. Una festa vissuta intensamente attimo per attimo dai volontari e da tutto lo staff dell’associazione che insieme al presidente Enzo Emmanuello si sono spesi affinché ciascun Donatore fosse ringraziato a dovere, come è giusto che sia, per il suo gesto di responsabilità e di altruismo.

AdasGela39maGiornata1Gremita la sala del Cine Teatro, dall’apertura sino al termine del sorteggio. La serata, condotta magistralmente da Anna Salsetta e Domenico Russello, ha visto alternarsi sul palco i Donatori che sono stati premiati con le benemerenze e le medaglie di bronzo o argento a seconda del numero di donazioni effettuate. Due anche i distintivi d’oro consegnati nel corso della serata, per 50 donazioni effettuate, a Giuseppe Lalomia e a Emanuele Palmeri. Preziosi gli interventi del presidente regionale Salvo Caruso e del presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris. La presenza della FIDAS ADAS sul territorio è fondamentale, hanno dichiarato entrambi. Occorre coinvolgere un numero sempre crescente di possibili donatori e soprattutto le donne, ha dichiarato Ozino nel corso di un’intervista.

La serata ha raggiunto il suo apice nel momento della testimonianza di Francesca Torelli. La donna, sopravvissuta alla caduta di un ascensore che le ha provocato la rottura del femore e danni alla colonna vertebrale, ha raccontato il suo incidente e ha ringraziato pubblicamente i donatori che le hanno “ridato la vita”. – Mentre mi trasferivano il sangue in seguito all’intervento subito, l’unica parola che mi veniva in mente era GRAZIE – In piedi, sorretta ancora dalle stampelle, Francesca ha potuto pronunciare il suo ringraziamento a chi le ha permesso di continuare a vivere e lo ha fatto pensando che potesse essere proprio in quella sala.

L’evento è proseguito poi con la consegna di targhe alla memoria, di targhe alle famiglie composte da più donatori e con una speciale per il Club Juventus, che come detto dal presidente Ferraro, ha inserito nei punti del proprio statuto l’appuntamento con la solidarietà effettuando almeno due volte all’anno, una donazione collettiva.

Gli ospiti sono stati poi allietati dalla divertente performance degli Improvvisazione a delinquere, che hanno coinvolto una giovane coppia presente in sala e il presidente nazionale FIDAS. Per finire, il consueto sorteggio dei premi messi in palio dall’associazione per i donatori. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Emmanuello, dal direttore sanitario Antonio Moscato e dai vertici dell’associazione, che hanno ringraziato i volontari e i collaboratori che si sono spesi per la riuscita dell’evento.

Concerto di Natale all’Ospedale San Giovanni di Roma

Le Associazioni di volontariato dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, tra cui l’Associazione FIDAS “Carla Sandri”, organizzano sabato 16 dicembre il concerto di Natale della Banda Musicale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale.

L’appuntamento, che coniuga musica e solidarietà, si svolgerà alle ore 18 presso la Sala Folchi, in Piazza San Giovanni in Laterano 76.

Il programma prevede musiche di Rossini, Tchaikovsky, Strauss, Gershwin e Piazzolla.

 

Allori per Marco Mazzi: l’ultramaratoneta di FIDAS Verona conquista l’Atene-Sparta-Atene

Marco Mazzi ASAImpresa riuscita: Marco Mazzi, ultramaratoneta e donatore di sangue di FIDAS Verona ha completato tutta l’Atene-Sparta-Atene. Una gara massacrante, lunga 490 km, iniziata sabato 18 novembre e portata a termine stamattina, poco prima delle ore 10 (italiane).
Il tempo: 99 ore 36 minuti e 27 secondi. Alla partenza erano in 28: di questi, 17 si sono ritirati o hanno sforato i tempi consentiti. Mazzi è stato l’undicesimo podista ad arrivare al traguardo e a conquistare i meritati allori.

Raggiunto al telefono, l’ultramaratoneta di Valeggio sul Mincio ha la voce roca e i piedi che gridano vendetta. Ma la felicità per essere arrivato al termine è tanta. «È stata una bellissima esperienza, ma non la rifarei – dice Mazzi, a caldo –. Da sabato a lunedì ha piovuto giorno e notte, bisognava gestire bene le forze: sono partito con grande ritmo, ma ho perso quattro posizioni solo stamattina, per fare gli ultimi 9 chilometri, quelli più sofferti».

Il momento più duro l’ha vissuto tra martedì e mercoledì: quando, nonostante la tanta strada già macinata, mente e fisico reggevano bene, però i piedi non permettevano di fare di più. Troppe le vesciche e il gonfiore.
Ma ci sono stati pure attimi magici. «Il ricordo più bello è legato alla terza notte di corsa, a 170 km dall’arrivo, quando iniziavo ad avere un principio di febbre – ricorda –. Sotto il cielo stellato sono salito sulla montagna in cui, secondo la leggenda, l’emerodromo Filippide ha incontrato Pan: questo aspetto epico mi ha dato lo slancio per continuare. Per me l’Asa non è stata solo un’impresa sportiva oltre ogni limite, ma un viaggio per portare un messaggio importante, quello del dono del sangue».

Un messaggio che Marco ha diffuso correndo da Atene fino a Sparta, tornando poi indietro, nella capitale. Qui, ai piedi dell’acropoli, stamattina ha sventolato la bandiera di Fidas Verona e gli organizzatori lo hanno premiato con una corona di alloro. L’arrivo ha fatto cancellare tutto: la fatica, le ore di sonno mancanti (al massimo si concedeva il lusso di dormire un’ora e mezza per notte, ndr), il freddo, la scarsa presenza di ristori, il traffico metropolitano.
Domani in tarda serata Mazzi rientrerà in Italia. Ad accoglierlo in patria ci saranno i suoi sostenitori: lo sponsor Unival di Valeggio, la sua famiglia e l’abbraccio simbolico dei dodicimila donatori di sangue di FIDAS Verona.

Ufficio stampa FIDAS Verona – Adriana Vallisari

Marco Mazzi all’ultramaratona Atene-Sparta-Atene per sensibilizzare al dono del sangue

Marco MazziL’impresa è di quelle epiche. Correre 490 km tutti di seguito per portare un messaggio: donare sangue è un gesto semplice, alla portata di tutti. Torna a correre per FIDAS Verona l’ultramaratoneta e donatore Marco Mazzi, che sabato 18 novembre sarà al via della terza edizione dell’Atene-Sparta-Atene. Una gara durissima, che conta soltanto 28 iscritti, di cui un terzo italiani. Per Mazzi sarà la corsa più lunga, che coronerà un anno di imprese sportive e solidali pensate per festeggiare i suoi 50 anni d’età.

Alla prossima gara l’atleta di Valeggio sul Mincio arriverà preparato, grazie alla sua partecipazione alla Spartathlon del 29 settembre scorso. Sono stati 246 i chilometri che Mazzi ha completato con successo in 35 ore e mezzo, arrivando a toccare il piede della statua del leggendario re Leonida a Sparta, dopo essere partito all’ombra del Partenone di Atene.

Ora tenterà di raddoppiare l’impresa, con una corsa andata e ritorno lungo le vie dell’Attica. Sulle orme di Filippide, il militare ateniese che nel 490 a.C. corse da Atene a Sparta per chiedere aiuto nella battaglia contro i persiani: tornò indietro (con un rifiuto) e poi corse da Maratona a Sparta per annunciare l’insperata vittoria, morendo di fatica. «A settembre ho impostato la Spartathlon in previsione dell’Atene-Sparta-Atene: partecipando alla regina delle ultramaratone ho riacquistato forze ed entusiasmo – sottolinea l’atleta –. Anche stavolta correrò con i vessilli di FIDAS Verona e spero di poter sventolare la bandiera associativa al termine dell’impresa, che dovrà concludersi entro le 15 di mercoledì 22 novembre». A sostenerlo, oltre alla famiglia di FIDAS Verona, c’è anche lo sponsor Unival di Valeggio.

«Marco ci ha abituato a imprese straordinarie, è un grande testimonial dei valori della nostra associazione – sottolinea il presidente provinciale di FIDAS Verona Massimiliano Bonifacio –. Correre è una cosa semplice, come donare il sangue, ma gli obiettivi che ci dobbiamo porre sono sempre più ambiziosi: come Marco, anche noi alziamo continuamente l’asticella, perché il bisogno di sangue nei nostri ospedali è in aumento».

Marco Mazzi 1Questa gara chiuderà il ciclo di cinque imprese sportive portate avanti da Mazzi quest’anno. Col progetto “Da meno 50 a più 50 gradi per il dono del sangue” – sponsorizzato anche da Agsm Verona, che conta una sezione FIDAS, di cui Mazzi fa parte – il 30 gennaio Marco aveva corso con successo 220 chilometri nei ghiacci del Minnesota. Poi è passato all’estremo opposto, ai 50 gradi del sole californiano, per la “Badwater Ultramarathon”, nella Death Valley, corsa che non è riuscito però a ultimare a causa delle condizioni fisiche avverse. Nel mezzo, a maggio, aveva inserito anche la Nove Colli running (202 chilometri). Ora, dopo la sua quinta Spartathlon, tenterà l’Asa (Atene-Sparta-Atene).

 

Ufficio stampa Fidas Verona – Adriana Vallisari

A Gela uniti nello sport e nella solidarietà

Gela (1)Il secondo appuntamento dell’anno con il Club Juve “John Elkann” di Gela ancora una volta ha portato con sé oltre all’indubbio valore della donazione di sangue anche la convinzione che lo sport, l’aggregazione e la volontà di voler fare sistema a Gela c’è. Elementi, questi, che ancora una volta hanno reso speciale e ricca di significati la giornata dedicata come detto alla donazione di sangue svoltasi presso il Centro di Raccolta FIDAS ADAS di Gela e che alla fine ha generato ventitré donazioni e sei pre-donazioni. Generosità? No, responsabilità. Un nobile gesto frutto di impegno, dedizione e perseveranza. La concretezza di un gruppo di giovani e meno giovani che ha deciso di sposare insieme alla FIDAS ADAS Gela, presieduta da Enzo Emmanuello, la donazione di sangue. “Attraverso queste iniziative – afferma Enzo Emmanuello –vorremmo coinvolgere anche le altre realtà presenti nel territorio.  Che sia il Club Juve, che ovviamente ringraziamo infinitamente, o altri club di qualsiasi sport e attività, l’Adas da sempre è fermamente convinta che uno stile di vita sano, l’amore per lo sport e per il prossimo siano il nutrimento di una società civile e responsabile. Il mio – continua il Presidente Emmanuello – è un appello alla comunità gelese: donate sangue e siate solidali con il prossimo. Partecipate alla vita di questa città con gesti semplici e duraturi”. Gela (3)