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Chikungunya: nuovi provvedimenti per i comuni di Latina e Roma (ASL RM1)

In seguito alla relazione esplicativa sui casi umani confermati di infezione autoctona da virus Chikungunya in soggetti residenti nel Comune di Latina e nel Municipio III del Comune di Roma (ASL RM1) pervenuta al Centro Nazionale Sangue da parte della Direzione Generale Salute e Politiche Sociali della Regione Lazio, si conferma che per intervallo temporale e localizzazione i suddetti casi hanno rappresentato due focolai di infezione con inizio sintomi il 9 e il 18 settembre 2017 per i casi di Latina e il 16 e il 19 settembre per i casi dei residenti nel Municipio III del comune di Roma.
Pertanto, in assenza di segnalazioni di altri casi nel comune di Latina e della riduzione di focolai epidemici nei comuni di Roma e Anzio, in concerto con la Struttura Regionale di Coordinamento per le Attività Trasfusionali della RegioneLazio, il Centro Nazionale Sangue ha diramato i seguenti provvedimenti da adottare per la prevenzione della trasmissione trasfusionale della predetta infezione mediante emocomponenti labili prodotti da donatori potenzialmente viremici asintomatici e in aggiunta alle disposizioni già emanate in merito l’8 e il 13 settembre uu.ss.

Provvedimenti da adottare nella Regione Lazio

1. Si dispone la quarantena di almeno 5 giorni agli emocomponenti raccolti nel Comune di Latina; l’utilizzo clinico di tali emocomponenti potrà avvenire al termine di tale periodo di quarantena previa dichiarazione di assenza di sintomatologia clinica riferibile alla patologia in questione da parte del donatore. Tale quarantena non si applica nel caso di donazione mediante aferesi di piastrine e/o plasma ad uso clinico qualora sottoposti a procedura di riduzione dei patogeni mediante inattivazione virale e, in caso di donazione di solo plasma, se esso è destinato alla produzione industriale di medicinali plasmaderivati.

2. Si raccomanda di effettuare una valutazione delle scorte di emocomponenti labili destinati all’uso clinico nel comune di Latina a far data dal 2 settembre 2017 (7 giorni antecedenti l’inizio della sintomatologia riferita al primo caso di infezione autoctona segnalata in quel comune) al fine di acquisire, prima dell’impiego clinico degli stessi un’accurata retrospettiva anamnestica del donatore per assenza di sintomatologia clinica riferibile alla patologia in questione nei 5 giorni successivi alla donazione.

3. Si sottolinea l’importanza di applicare rigorosamente il provvedimento di quarantena di almeno 5 giorni agli emocomponenti raccolti da donatori residenti in tutti i territori delle ASL del Comune di Roma diversi dalla ASL RM2, come già prescritto; l’utilizzo clinico di tali emocomponenti potrà avvenire al termine di tale periodo di quarantena previa dichiarazione di assenza di sintomatologia clinica riferibile alla patologia in questione da parte del donatore. Si sottolinea che al momento rimane invariata la sospensione temporanea della raccolta sangue per il territorio della ASL RM2 e per il Comune di Anzio.

4. Si raccomanda ai Servizi Trasfusionali della Regione Lazio di proseguire nella raccolta delle scorte ordinarie di emocomponenti nelle frigoemoteche a un quantitativo stimato necessario a coprire il fabbisogno trasfusionale di 1 giorno delle strutture sanitarie afferenti.

Provvedimenti da adottare a livello nazionale

a. Rafforzare presso tutti i Servizi Trasfusionali e le Unità di Raccolta, l’indagine anamnestica di selezione, prevista dalla normativa vigente, accertando se il donatore ha soggiornato, anche per poche ore nel Comune di Latina a far data dal 2 settembre u.s.

b. Applicare, per i donatori con anamnesi positiva per soggiorno anche per poche ore nel comune indicato, il provvedimento di sospensione temporanea dalla donazione di sangue ed emocomponenti per 28 giorni, seguito dalla riammissione alla donazione solo previa verifica dell’assenza di sintomatologia clinica riferibile alla patologia in questione nei suddetti 28 giorni. Si precisa che tale sospensione non si applica nel caso di donazione mediante aferesi di piastrine e/o plasma ad uso clinico, qualora sottoposti a procedura di riduzione dei patogeni mediante inattivazione virale, e in caso di donazione di solo plasma, se esso è destinato alla produzione industriale di medicinali plasmaderivati.

I provvedimenti indicati rimangono in vigore fino a nuova comunicazione del Centro Nazionale Sangue.

Nell’area normativa, Documenti dal CNS, la comunicazione completa.