Misure di prevenzione West Nile Virus in provincia di Venezia

Il Centro Nazionale Sangue comunica che a seguito del riscontro di positività per West Nile Virus (WNV) in un pool di zanzare nel comune di Jesolo (provincia di Venezia), il Coordinamento regionale per le attività trasfusionali della Regione Veneto, ha disposto l’introduzione del test NAT per WNV sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nella predetta provincia.

Si richiama, pertanto, I’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle province di Verona, Padova e Rovigo, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 201.5 “Disposizioni relative ai requisiti di quality e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Tuttavia, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti net periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, il Centro Nazionale Sangue sottolinea che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per I’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica ( ) non si applica net caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test deIl’acido nucleico (NAT), in singolo”.

Nell’area Documenti/CNS la comunicazione completa del Centro Nazionale Sangue.

Indicazioni su sorveglianza e prevenzione della trasmissione del West Nile Virus mediante trapianto d’organo, tessuti e cellule

In relazione al rischio di trasmissione dell’infezione da West Nile Virus (WNV) mediante trapianto d’organo, tessuti e cellule, il Centro Nazionale Trapianti  conferma la strategia di adottare, anche per il corrente anno, misure di prevenzione basate sui riscontri derivanti dall’adozione del “Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu”, annualmente emanato dal Ministero della Salute, e che prevede attività di sorveglianza entomologica, veterinaria e dei casi umani di malattia neuro-invasiva da WNV.

Sulla base dei riscontri derivanti dalle misure di sorveglianza integrata, si riportano di seguito le disposizioni preventive da adottare per la prevenzione della trasmissione del WNV per la stagione estivo-autunnale 2018, dal 15 giugno al 31 ottobre 2018, in base ai seguenti criteri:

Riscontro di positività per WNV su pool di zanzare o su esemplari di avifauna 

a. non rappresenta criterio trigger per l’introduzione di misure preventive per la donazione di organi da donatore deceduto. Viene tuttavia raccomandato un attento monitoraggio su tutti i pazienti trapiantati allo scopo di individuare precocemente eventuali segni clinici di malattia e in particolare di complicanze neurologiche (encefalite, meningite a liquor limpido, poliradicoloneurite, paralisi flaccida acuta). In questi casi dovrà essere effettuato tempestivamente il test NAT per il WNV su singolo campione sul paziente e su un campione conservato del donatore;

b. rappresenta criterio trigger per l’introduzione di misure preventive in caso di donazione di organi da donatore vivente residente o che abbia soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV. Il test NAT su singolo campione dovrà essere eseguito entro 7 giorni prima della donazione/trapianto ed in caso di positività sospensione dell’esecuzione del trapianto fino alla negativizzazione del test;

c. rappresenta criterio trigger per l’introduzione di misure preventive in caso di donatori di tessuto osseo destinato al congelamento, residenti o che abbiano soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV. Tali misure preventive consistono nell’introduzione del test WNV NAT su singolo campione del donatore prima dell’utilizzo del tessuto stesso;

d. rappresenta criterio trigger per l’introduzione di misure preventive in caso di donatori allogenici di cellule staminali emopoietiche (CSE) da sangue midollare, periferico e cordonale. A seguito di accordi con il Centro Nazionale Sangue, in considerazione delle specifiche criticità dei pazienti trattati e all’univocità tra donatore e ricevente, si raccomanda l’effettuazione del test NAT per WNV su singolo campione, prima dell’inizio del regime di condizionamento, su tutti i donatori di CSE residenti nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV. Per quanto riguarda i donatori di CSE che abbiano soggiornato almeno una notte nella suddetta provincia, qualora non sia applicabile il provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni, si raccomanda l’effettuazione del test NAT per WNV, sempre su singolo campione.

Riscontro di positività confermata del test ELISA IgM e/o del test molecolare per WNV in equidi

1. rappresenta criterio trigger per l’introduzione delle misure preventive consistenti nell’effettuazione del test WNV NAT su singolo campione sul donatore residente nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV per tutte le seguenti tipologie di donazione: organi da donatore deceduto (per i quali il test WNV NAT e la ricerca di IgG e IgM devono essere effettuati entro le 72 ore successive alla donazione), organi da donatore vivente, tessuto osseo da donatore deceduto destinato al congelamento e cellule staminali emopoietiche allogeniche da sangue periferico, midollare e cordonale. Tale provvedimento è da adottare, fatta eccezione per i donatori di organi da deceduto, anche in caso di donatori che abbiano soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV qualora non sia applicabile il provvedimento di sospensione temporanea;

Notifica di un caso umano confermato di malattia neuro-invasiva da WNV (WNND) o di febbre da WNV (WNF)

1. rappresenta criterio trigger per l’introduzione delle misure preventive consistenti nell’effettuazione del test WNV NAT su singolo campione sul donatore residente nella Regione in cui è stata riscontrata la positività per WNV per tutte le seguenti tipologie di donazione: organi da donatore deceduto (per i quali il test WNV NAT e la ricerca di IgG e IgM devono essere effettuati entro le 72 ore successive alla donazione), organi da donatore vivente, tessuto osseo da donatore deceduto destinato al congelamento e cellule staminali emopoietiche allogeniche da sangue periferico, midollare e cordonale. Tale provvedimento è da adottare, fatta eccezione per i donatori di organi da donatore deceduto, anche in caso di donatori che abbiano soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella Regione in cui è stata riscontrata la positività per WNV qualora non sia applicabile il provvedimento di sospensione temporanea;

Riscontro di positività confermata allo screening NAT per WNV in donatori di sangue ed emocomponenti, in donatori di organi, cellule e tessuti, ivi comprese le cellule staminali emopoietiche

 1. rappresenta criterio trigger per l’introduzione delle misure preventive consistenti nell’effettuazione del test WNV NAT su singolo campione sul donatore residente nella Regione in cui è stata riscontrata la positività per WNV per tutte le seguenti tipologie di donazione: organi da donatore deceduto (per i quali il test WNV NAT e la ricerca di IgG e IgM devono essere effettuati entro le 72 ore successive alla donazione), organi da donatore vivente, tessuto osseo da donatore deceduto destinato al congelamento e cellule staminali emopoietiche allogeniche da sangue periferico, midollare e cordonale. Tale provvedimento è da adottare, fatta eccezione per i donatori di organi da deceduto, anche in caso di donatori che abbiano soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella regione in cui è stata riscontrata la positività per WNV qualora non sia applicabile il provvedimento di sospensione temporanea.

Si rappresenta la necessità che le Strutture regionali di Coordinamento dei trapianti mantengano efficaci ed efficienti rapporti di comunicazione con le Strutture Regionali di Sanità Pubblica per le eventuali informazioni relative a casi umani di WNND e/o WNF o positività entomologiche/veterinarie, che dovranno essere, con massima tempestività, trasmesse allo scrivente Centro Nazionale, al fine di consentire l’immediata assunzione di provvedimenti del caso.

E’ necessario che i test NAT per WNV vengano effettuati presso Laboratori autorizzati dalla Autorità Competente regionale o presso i centri trasfusionali. Si raccomanda inoltre che tutti i pazienti sottoposti a trapianto (organi e cellule staminali emopoietiche) siano screenati per WNV in caso di sviluppo di sintomatologia neurologica.

In considerazione della persistente circolazione del WNV negli USA e in Canada, si ricorda che ai donatori di cellule staminali emopoietiche che vi abbiano soggiornato in qualunque momento dell’anno, deve essere applicato il criterio di sospensione per 28 giorni dal rientro e ove tale criterio non sia applicabile, devono essere sottoposti a test NAT. In caso di donatori residenti, il test NAT dovrà essere effettuato prima dell’inizio del regime di condizionamento.

Per quanto riguarda gli Stati esteri, sarà cura dello scrivente Centro nazionale comunicare tempestivamente ogni indicazione dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), le cui attività di sorveglianza prenderanno avvio dal 15 giugno. L’ECDC mette a disposizione le informazioni relative alle mappe epidemiologiche del WNV sul proprio sito al seguente link:

http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/west_nile_fever/West-Nile-fever-maps/Pages/index.aspx.

I Coordinatori dei Centri Regionali sono invitati a dare tempestiva informazione a tutte le strutture, compresi i Centri Trapianto e gli Istituti dei Tessuti, operanti nei territori di competenza.

Le indicazioni formulate nella presente nota sono suscettibili di aggiornamento in relazione all’evoluzione epidemiologica nonché alla segnalazione di casi umani di malattia neuro- invasiva.

 

Misure di prevenzione West Nile Virus nelle province di Verona, Padova e Rovigo

Il Centro Nazionale Sangue comunica che a seguito del riscontro di positività per West Nile Virus (WNV) in un pool di zanzare nel comune di Villa Bartolomea (provincia di Verona) in una trappola parlante per le province di Padova e Rovigo, segnalato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), il Coordinamento regionale per le attività trasfusionali della Regione Veneto, ha disposto l’introduzione del test NAT per WNV sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle predette province.

Si richiama, pertanto, I’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle province di Verona, Padova e Rovigo, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 201.5 “Disposizioni relative ai requisiti di quality e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Tuttavia, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti net periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, il Centro Nazionale Sangue sottolinea che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per I’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica ( ) non si applica net caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test deIl’acido nucleico (NAT), in singolo”.

Nell’area Documenti/CNS la comunicazione completa del Centro Nazionale Sangue.

Ad Alcamo FIDAS e AVIS celebrano il 14 giugno con l’Open Day Pre-Donation

In occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue del 14 giugno, l’Avis Provinciale Trapani e la FIDAS Alcamo hanno organizzato l’Open Day Pre-Donation.
Dalle ore 16.00 alle ore 20.00 tutte le Avis comunali della provincia di Trapani e la FIDAS di Alcamo saranno aperte alla comunità per illustrare la propria attività e, per chi lo vorrà fare, si potrà effettuare il test pre-donazione per entrare nella famiglia dei donatori.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di promuovere la cultura del dono del sangue per “reclutare” nuovi donatori in vista della stagione estiva, dove si registra da sempre un calo delle donazioni.
La donazione del sangue è un gesto fondamentale affinchè si possano garantire terapie trasfusionali a chi ne ha bisogno.
Da tenere presente che nell’estate 2017 c’è stata una mancanza sangue senza precedenti che ha messo in ginocchio il sistema sanitario trasfusionale siciliano; adulti e bambini sono stati costretti a rimandare le terapie trasfusionali di giorno in giorno perché non c’erano unità di sangue disponibili. Tutto ciò non era dovuto a “casi di malsanità”, era dovuto esclusivamente alla mancanza di donatori disponibili.
Quest’ anno l’Avis provinciale di Trapani e la FIDAS Alcamo hanno preso un impegno preciso di contribuire significativamente affinché non si ripeta la situazione dell’anno scorso; l’invito è rivolto a tutti coloro che possono donare il sangue, soprattutto ai giovani.
Sui siti web www.avisprovincialetrapani.it e www.fidas-alcamo.it tutte le informazioni di contatto delle sedi.

Nel 2017 calati donatori di sangue, mai così pochi in 10 anni

Continua a calare nel 2017 il numero dei donatori di sangue in Italia, dopo aver già toccato il record negativo dal 2009 nell’anno precedente. Lo certificano i dati raccolti dal Centro Nazionale Sangue e presentati, insieme a una campagna di sensibilizzazione realizzata con il CIVIS, il Coordinamento delle Associazioni di volontari del dono del sangue, oggi a Roma nella sede del Senato in previsione del World Blood Donor Day, che l’OMS celebra il 14 giugno.
I numeri
Secondo le cifre presentate i donatori lo scorso anno sono stati poco più di un milione e 680mila, in calo di 8mila unità rispetto al 2016, di cui 304mila nuovi. Il calo continua dal 2012, anno ‘di picco’ con quasi un milio-ne e 740mila donatori registrati. Il 31% è donna, e la fascia di età in cui sono più numerosi è quella 46-55 anni, il 29% del totale, e quelli tra 36 e 45, il 26%. Il 13% ha tra 18 e 25 anni. Nel 2017 sono state effettuate oltre tre milioni di donazioni (3.006.726 per la precisione), trentamila in meno rispetto all’anno precedente. Attraverso le donazioni in aferesi è stato possibile invece raccogliere quasi 830mila chili di plasma, indispensabile per la produzione di una serie di farmaci salvavita, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016. Grazie al sistema san-gue italiano, che si basa totalmente sulla donazione volontaria e non remunerata, sono state effettuate oltre 637mila trasfusioni, per interventi chirurgici o terapie di malattie come la talassemia. Le trasfusioni di globuli rossi sono in leggero calo grazie anche alle tecniche di Patient Blood Management, fortemente supportate dal Ministero della salute, anche con provvedimenti normativi, che permettono di ottimizzare l’utilizzo delle unità di sangue e migliorare i risultati in termini di salute per i cittadini.
Per quanto riguarda il sangue, sottolinea il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, l’Italia è autosufficiente, grazie alla compensazione tra regioni. “Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione e che garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue anche durante i primi mesi dell’anno o quelli estivi e conseguire gli obiettivi di raccolta del pla-sma e del sangue contenuti nel programma nazionale di autosufficienza, che dalle Regioni è stato condiviso. Anche sulla raccolta del plasma, per cui non siamo autosufficienti, occorre uno sforzo organizzativo delle istituzioni regionali per garantire questa risorsa strategica. Lo sforzo organizzativo dovrebbe avere anche il fine di reperire le risorse necessarie ad ampliare gli orari e i giorni di apertura delle strutture trasfusionali, in modo da favorire con la massima flessibilità l’accesso dei donatori di plasma e sangue”.
La campagna
Quest’anno in occasione della giornata il CNS e il CIVIS, il coordinamento delle associazioni e federazioni dei donatori di sangue, che riunisce Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, hanno organizzato una campagna, che ri-prende quella dell’Oms, intitolata quindi ‘Be there for someone else’, diretta in maniera particolare alla sensibilizzazione dei giovani sul tema della donazione. L’iniziativa prevede una pagina web sul sito del Cns che verrà messa on line il 14 giugno che raccoglie video di testimonianza raccolti sia tra i pazienti che tra i donatori, iniziative specifiche e contributi di personaggi famosi del mondo dello spettacolo e dello sport. Il materiale verrà anche rilanciato sui diversi social network. Fa parte della campagna anche una conferenza internazionale sulla donazione di plasma prevista per il 15 giugno in collaborazione con Fiods, la federazione internazionale dei donatori di sangue.
“La donazione di sangue ed emocompononenti è un atto volontario, anonimo e responsabile: per questo in occasione del 14 giugno vogliamo innanzitutto dire grazie al milione e 680mila donatori che tendono il proprio braccio a favore di quanti necessitano di terapie trasfusionali – ricorda Aldo Ozino Caligaris, portavoce pro-tempore del Civis – Al tempo stesso, tuttavia, è necessario continuare nell’attività di sensibilizzazione delle nuove generazioni affinché sperimentino l’importanza di questo gesto etico e solidaristico a favore degli altri e di se stessi in quanto contribuisce a tenere sotto controllo il proprio stato di salute e a perseguire corretti stili di vita”
Lo spot
Su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento informazione e editoria verrà riprogrammato sulle reti RAI lo spot sulla donazione del sangue realizzato dal Dipartimento nel 2015 a firma con-giunta Presidenza del Consiglio e Ministero della Salute.
Due nuovi strumenti contro le carenze
Due iniziative appena introdotte potrebbero aiutare le Regioni a far fronte alle carenze “periodiche” che si verificano nei mesi estivi e in quelli di picco dell’influenza. Il Ministero della Salute ha inserito per la prima volta i donatori di sangue tra le categorie per cui è possibile offrire gratuitamente il vaccino antinfluenzale, e una raccomandazione del Centro Nazionale Sangue dà la possibilità a tutte le Regioni di non sospendere i donatori che provengono da aree dove è presente il virus West Nile ma di fare loro il test per scoprirne l’eventuale presenza.

Altri dati

Dal grafico si vede l’aumento negli anni dei donatori nelle fasce più avanti con l’età, mentre calano quelli giovani

I donatori regione per regione

(fonte Centro Nazionale Sangue)

Donatori da record per l’ADVS FIDAS Ravenna

Si è svolta domenica 10 giugno la festa Sociale dell’Associazione ADVS FIDAS Ravenna. La presidente Monica Dragoni e il Consiglio Direttivo dell’associazione hanno ringraziato i donatori che nel corso dell’anno hanno teso il proprio braccio a favore di quanti necessitano di terapie trasfusionali. Nel corso della festa, alla presenza del presidente regionale FIDAS Michele Di Foggia e del presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris, sono stati premiati i traguardi dei volontari del dono: le donne che hanno raggiunto le novanta donazioni e gli uomini che hanno toccato quota 100, ma in particolare hanno festeggiato chi ha raggiunto numeri da record. Quattro donatori, infatti, hanno toccato le 200 donazioni, mentre Sebastiano Califano e  Giovanni Triossi  hanno tagliato il traguardo delle 300 donazioni.

Raccomandazione sull’impiego della vaccinazione antinfluenzale nei donatori di sangue per la stagione 2018-2019

La circolare sulla “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019”, recentemente emanata dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Ufficio 5, Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale, ha inserito i donatori di sangue tra le categorie alle quali la vaccinazione stagionale in oggetto è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente.
Pertanto, al fine di contribuire a prevenire la variazione infra-annuale della raccolta di plasma e sangue che incide in modo significativo sull’autosufficienza nazionale e, tipicamente, coincide con i primi mesi dell’anno e con la maggiore attività dei virus influenzali, il Centro Nazionale Sangue raccomanda agli Assessorati alla Salute delle Regioni e Province Autonome di identificare, ove non già presenti, percorsi assistenziali idonei a garantire l’offerta vaccinale anche ai donatori di sangue.
Il Centro Nazionale Sangue, inoltre, raccomanda alle Strutture di Coordinamento per le Attività Trasfusionali di favorire la capillare diffusione dell’informazione relativa all’estensione dell’offerta vaccinale alle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue che insistono sul territorio di competenza

Un piano integrato per la sorveglianza West Nile Virus – Stagione estivo-autunnale 2018

In relazione al rischio di trasmissione trasfusionale dell’infezione da West Nile Virus (WNV), il Centro Nazionale Sangue conferma, anche per il corrente anno, la strategia di adottare misure di prevenzione basate sui riscontri derivanti dall’adozione del “Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus  West  Nile  e Usutu”, annualmente emanato dal Ministero della Salute.

II piano, già ampiamente sperimentato dalle Regioni del bacino padano nelle precedenti stagioni, e progressivamente adottato anche da altre Regioni, è applicato da giugno ad ottobre, fatte salve diverse evidenze di circolazione virale prima o dopo l’intervallo temporale indicato.

II suddetto piano si basa sul riscontro della circolazione di West Nile Virus e sulla conseguente stima del rischio sanitario associato mediante la sistematica ricerca del patogeno in campioni di zanzare vettrici (net nostro Paese del genere Culex Pipiens e Culex Modestus), catturate attraverso trappole, e in uccelli selvatici oggetto di sorveglianza attiva e passiva. Questo sistema ha permesso, nella maggior parte dei casi, di attivare con tempestività le misure per la prevenzione della trasmissione trasfusionale attraverso gli emocomponenti labili raccolti da soggetti asintomatici potenzialmente viremici, anticipando la comparsa di casi umani di malattia da West Nile Virus.

II piano di sorveglianza integrata per la stagione 2018 stabilisce l’applicazione di criteri standardizzati per lo svolgimento delle attività di sorveglianza entomologica e veterinaria, per le modalità e la frequenza dei campionamenti e per le tempistiche relative alla disponibilità dei risultati delle indagini di laboratorio da parte degli Istituti Zooprofilattici di riferimento. Il piano è inoltre rafforzato dalla decisione congiunta delle Regioni del bacino padano di definire anticipatamente quali sono quelle trappole, posizionate in prossimità dei confini provinciali, che, in caso di positività per la ricerca del WNV, faranno scattare gli interventi di contenimento dei vettori anche nelle province che ricadano entro un buffer di 5 km. Allo stesso modo le positività delle suddette trappole determineranno I’introduzione delle misure per la prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV nelle province limitrofe all’area dove siano stati identificati pool di zanzare positive.

Per la sorveglianza sierologica a campione negli equidi restano validi gli standard proposti dal Piano Nazionale veterinario in vigore. Considerato che gli equidi, analogamente all’uomo, sono ospiti terminali a fondo cieco dell’infezione da WNV, il riscontro di caso autoctono confermato (positività al test ELISA lgM e/o agli esami molecolari in equidi) costituirà il trigger per I’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV relativamente all’area provinciale interessata.

In considerazione della natura dell’infezione da West Nile Virus negli equidi e delle limitazioni legate alla sorveglianza in tale categoria di animali, si sottolinea come il riscontro di positività in esemplare di equide, in assenza di segnali dalla sorveglianza entomologica, possa rappresentare un alert di scarsa efficacia della stessa e possa rendere necessari interventi per il suo rafforzamento nelle aree interessate.

Per la sorveglianza ornitologica (avifauna sinantropica) restano validi gli standard proposti dal Piano Nazionale veterinario in vigore, pur prendendo atto delle oggettive difficoltà, rappresentate da alcune regioni, nel mantenerne I’efficienza.

Sulla base dei riscontri derivanti dalle misure di sorveglianza integrata, auspicabilmente adottate da tutte le regioni, si riportano, di seguito, le linee di intervento per la prevenzione della trasmissione trasfusionale del WNV per la stagione estivo-autunnale 2018.

  1. II riscontro della prima positività per West Nile Virus su pool di zanzare o su esemplare di avifauna costituisce il trigger per l’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV, consistenti nell’introduzione del test WNV NAT su singolo campione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate dat trigger e, su base nazionale, nell’appIicazione della sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata o, in alternativa, nello screening di tali donatori con test.
  2. Se la positività entomologica riguarda trappole posizionate in prossimità (entro i 5 km) dei confini provinciali, l’introduzione delle misure per la prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV, di livello locale e nazionale, riguarderà anche le province limitrofe all’area dove siano stati identificati pool di zanzare.
  3. Il riscontro di positività confermata del test ELISA IgM e/o del test molecolare per WNV in equidi, costituisce il trigger per l’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV, consistenti nell’introduzione del test WNV NAT su singolo campione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate dal trigger e, su base nazionale, nell’applicazione della sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata o, in alternativa, nello screening di tali donatori con test NAT.
  4. La notifica di un caso umano confermato di malattia neuro-invasiva da WNV (WNND) o di febbre da WNV (WNF), ove rilevata, rappresentano criterio trigger per l’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da WNV, consistenti nell’introduzione del test WNV NAT su singolo campione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate dal trigger e, su base nazionale, nell’applicazione della sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata o, in alternativa, nello screening di tali donatori con test NAT.
  5. Relativamente alle aree di cui al punto 1), 3) e 4), ai fini dell’esportazione di unità di sangue cordonale ad uso personale presso banche estere, si raccomanda che l’autorizzazione sia rilasciata previa adeguata informazione della madre sulla necessità che il sangue cordonale sia sottoposto alla ricerca del WNV con tecnica NAT prima di qualsivoglia utilizzo per finalità cliniche.
  6. Il riscontro di iniziale reattività del test WNV NAT in donatori di sangue deve essere confermato nel più breve tempo possibile (non oltre 72 ore), anche attivando accordi organizzativi nell’ambito delle reti trasfusionali intra-regionale o interregionali. Le positività confermate devono essere notificate con la massima tempestività al Centro Nazionale Sangue (cns@iss.it) a cura della Struttura di Coordinamento per le Attività Trasfusionali (SRC) territorialmente competente.
  7. La conferma di positività allo screening NAT per il West Nile Virus dei donatori di sangue ed emocomponenti, deve essere comunicata dal Servizio Trasfusionale (ST) che la rileva, attraverso la Direzione sanitaria aziendale, ai Dipartimenti di Sanità pubblica competenti per territorio; i predetti Dipartimenti, a loro volta, daranno seguito alla notifica dei donatori positivi ai Dipartimenti di prevenzione e Sanità Pubblica regionali. La segnalazione dovrà essere effettuata utilizzando l’apposita scheda di raccolta dati disponibile nel “Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu”, annualmente emanato dal Ministero della Salute.
  8. Al fine di garantire la tempestiva introduzione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale del WNV, i Servizi regionali, responsabili del piano di sorveglianza integrata, comunicano alle SRC e, contestualmente, al Centro Nazionale Sangue le evidenze della circolazione virale e le conseguenti valutazioni del rischio sanitario. Le SRC, a loro volta, provvedono all’introduzione delle misure stabilite dalla presente circolare. Le SRC trasmettono, inoltre, con regolarità (cadenza mensile) il numero e i risultati dei controlli eseguiti sui donatori di sangue ed emocomponenti residenti nelle aree sottoposte alle misure di sorveglianza attiva (introduzione del test WNV NAT) o dove il test è stato introdotto in relazione alle disposizioni nazionali.

    Per quanto concerne le misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da WNV mediante le cellule staminali emopoietiche (CSE) periferiche, midollari e cordonali, in accordo con il Centro Nazionale Trapianti, si rimanda alle indicazioni da esso fornite in apposita circolare.Le SRC e le Strutture Regionali di Sanità Pubblica sono invitate a mantenere stretti rapporti di comunicazione in merito agli esiti delle misure di sorveglianza (entomologica, veterinaria e umana) della circolazione del WNV, al fine di consentire il conseguente aggiornamento in tempo reale delle misure di prevenzione.Si raccomanda di rappresentare ai ST e alle Unità di Raccolta del sangue operanti nei territori di competenza l’importanza di rafforzare le indagini anamnestiche relative alla presenza di sintomi simil­influenzali in atto e pregressi recenti o segnalati successivamente alla donazione, in tutti i donatori di sangue che afferiranno nel periodo dalla data di ricezione della presente nota fino al 31 ottobre 2018. Le date e le aree di sorveglianza potrebbero subire modifiche secondo l’andamento climatico e metereologico stagionale e nel caso in cui le evidenze epidemiologiche le rendessero necessarie.
    Al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti durante il periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di sangue, si raccomanda, inoltre, di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata. Si raccomanda, infine, una attenta pianificazione dei potenziali fabbisogni di diagnostici, anche con la collaborazione delle Aziende fornitrici, al fine di evitare possibili interruzioni delle misure di sorveglianza, soprattutto nelle aree affette.
    I laboratori di qualificazione biologica delle donazioni di sangue che effettuano il test WNV NAT sono tenuti a partecipare al Programma 2018 di Valutazione Esterna di Qualità WNV NAT testing, organizzato dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con il Centro Nazionale Controllo e Valutazione Farmaci (CNCF) dell’Istituto Superiore di Sanità.
    In considerazione della persistente circolazione del WNV negli USA e in Canada, si ricorda che ai donatori che vi abbiano soggiornato in qualunque momento dell’anno, deve essere applicato il criterio di sospensione per 28 giorni dal rientro.
    Per quanto riguarda gli altri Stati esteri, sarà cura dello scrivente Centro Nazionale comunicare tempestivamente ogni indicazione dell’European Centre for Disease Prevention and Contro! (ECDC), le cui attività di sorveglianza prenderanno avvio dal mese di giugno. L’ECDC mette a disposizione le informazioni relative alle mappe epidemiologiche del WNV sul proprio sito.
    I Responsabili delle SRC sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli ST operanti nelle Regioni/Province Autonome di rispettiva competenza, e alle banche di sangue cordonale ove presenti.
    Il Centro Nazionale provvederà ad aggiornare le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale. Referente per il Centro Nazionale Sangue è il Dott. Giuseppe Marano.