Sospensione misure di prevenzione malaria nel comune di Ginosa (TA)

A seguito della relazione del Dipartimento malattie infettive (DMI) dell’Istituto Superiore di Sanità, già trasmessa dal suddetto Dipartimento ai competenti uffici della Regione Puglia, contenente i rapporti finali dell’indagine genetica dei plasmodi malarici ottenuti dai quattro pazienti interessati e l’indagine relativa alla ricerca di potenziali vettori anofelini nel contesto di un cluster malarico registrato nella provincia di Taranto (comune di Ginosa), si rappresenta quanto segue.
Sulla base degli elementi forniti dalla suddetta relazione e di ulteriori informazioni ricevute dal predetto DMI, emerge che “i quattro pazienti hanno presentato una infezione malarica sostenuta da isolati di malaria (Plasmodium falciparum) geneticamente diversi tra loro”, escludendo “un contagio ematico diretto come modalità di trasmissione”. Inoltre, dall’indagine entomologica sulla presenza di potenziali vettori anofelini emerge l’esclusivo rinvenimento della specie Anopheles labranchiae, che, seppur “storicamente presente con una distribuzione discontinua lungo la costa di alcune regioni centromeridionali ed insulari”, non presenta “competenza vettoriale nella trasmissione di ceppi afrotropicali di P. falciparum”. Si rileva, inoltre, l’assenza di segnalazione di ulteriori casi d’infezione da Plasmodium falciparum, anche sospetti, nell’area geografica interessata.
Per quanto sopra, in accordo con Struttura Regionale di coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Puglia, si dispone la sospensione, con decorrenza immediata, delle misure di prevenzione, locali e nazionali, della trasmissione della malaria (infezione da Plasmodium falciparum) mediante la trasfusione di emocomponenti labili adottate per il comune di Ginosa (provincia di Taranto) con circolare Prot. n. 2369.CNS.2017 del 05 ottobre 2017.
Si precisa che i soggetti che risiedono nel comune di Ginosa oppure che hanno anamnesi positiva per soggiorno di almeno una notte nel predetto comune possono essere ammessi alla donazione di sangue ed emocomponenti senza la necessità dell’esecuzione di un test immunologico per la ricerca di anticorpi anti-malarici.

Sangue, a gennaio picco carenze oltre 1300 sacche, vaccinare donatori

Anche quest’anno l’influenza ha messo in difficoltà gli approvvigionamenti di sangue in diverse regioni, con punte di oltre 1300 sacche mancanti che hanno portato ad esempio a rinviare gli interventi non urgenti in molti ospedali. Lo affermano i dati diffusi dal Centro Nazionale Sangue – Istituto superiore di Sanità, che al CIVIS, il Coordinamento delle Associazioni nazionali dei donatori di sangue, lancia la proposta di estendere l’offerta del vaccino anche a chi dona.
La settimana di maggiore sofferenza per il sistema, che comunque ha retto grazie alla compensazione interregionale e alle iniziative straordinarie messe in campo dalle associazioni, è stata quella tra l’8 e il 14 gennaio. Sulla bacheca Sistra, su cui le Regioni formulano le richieste, sono state segnalate carenze tutti i giorni, con il picco il 13 quando sono state richieste 1315 sacche da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte. Già il 12 le richieste erano sopra le mille unità, e il 14 sono leggermente scese a 1197.

“Le carenze all’inizio dell’anno, che seguono le eccedenze di raccolta subito prima di Natale, non sono una novità – afferma Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns -. Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema”.

Questa settimana, sempre secondo la bacheca, si è partiti con 922 sacche richieste lunedì che sono andate diminuendo fino alle 275 di ieri. “Al momento il lieve calo del numero dei casi che si è avuto la scorsa settimana ci fa sperare che il picco sia stato raggiunto, ma è presto per trarre conclusioni – sottolinea Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità -. L’entità dell’epidemia è ogni anno imprevedibile, e il vaccino è l’unico strumento di cui disponiamo per la prevenzione”.

L’ipotesi di offrire il vaccino ai donatori convince il presidente dell’Iss, Walter Ricciardi. “I dati raccolti quest’anno parlano di una diffusione dell’influenza superiore a quanto atteso – sottolinea Ricciardi -. L’ipotesi da una parte permetterebbe di aumentare le coperture vaccinali e la consapevolezza dei cittadini sul tema della prevenzione e dall’altra metterebbe in sicurezza una risorsa come il sangue che fa parte dei Livelli Essenziali di Assistenza e che è impossibile erogare senza l’apporto fondamentale dei donatori”.

Ipotesi ben accolta dal Coordinamento delle Associazioni nazionali dei donatori (AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES). “Offrire l’opportunità della vaccinazione al milione e 800mila donatori periodici e associati del sangue – afferma Aldo Ozino Caligaris, Coordinatore pro tempore CIVIS – significa, come già accaduto nel 2009 in occasione della pandemia influenzale da virus A/H1N1, poter meglio garantire la continuità della disponibilità delle donazioni, sulla base di una necessaria e puntuale programmazione, considerando che i donatori di sangue sono a tutti gli effetti operatori del SSN. oltre che costituire un osservatorio epidemiologico privilegiato che garantiscono con il proprio gesto volontario e responsabile la terapia trasfusionale sicura e disponibile a tutti i cittadini che ne hanno bisogno”.

(fonte: Centro Nazionale Sangue)

On line il progetto Transpose

On line il sito del progetto co-finanziato dalla Commissione Europea TRANSPOSE – TRANSfusion and transplantation: PrOtection and SElection of donors.

Scopo del progetto è raggiungere un’armonizzazione delle politiche europee di selezione e protezione del donatore di sostanze di origine umana, mantenendo adeguati livelli di salute, sicurezza e protezione del ricevente. TRANSPOSE durerà trenta mesi (settembre 2017 – marzo 2020) e vede la partecipazione attiva di 24 enti provenienti da 16 Stati dell’UE. Il Centro Nazionale Sangue coordina il pacchetto sulla disseminazione del progetto e sulla diffusione dei risultati e partecipa alla produzione di documenti tecnici previsti negli altri pacchetti.

Vi invitiamo pertanto a visitare la pagina web www.transposeproject.eu per saperne di più e a sostenerne la promozione attraverso i canali che riterrete più opportuni.

Carenza sangue in molte Regioni d’Italia

Il Centro Nazionale Sangue segnala la diffusa carenza di sangue ed emocomponenti in diverse regioni italiane: Lazio, Puglia, Campania e Toscana. A tale criticità si aggiunge nello stesso tempo l’indisponibilità da parte delle Regioni solitamente eccedentarie a compensare oltre alla carenza presso le Regioni Lombardia e Piemonte. Si sollecita il prezioso contributo attivo e tempestivo delle associazioni dei donatori, per superare questo ulteriore momento di difficoltà.

Codice del Terzo Settore: prime indicazioni sul nuovo quadro normativo

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato una circolare in cui fornisce prime utili indicazioni rispetto alle questioni di diritto transitorio di applicazione del Codice del Terzo Settore (Dlgs  n. 117/2017), con lo scopo di dare agli enti interessati chiarimenti rispetto ai tempi necessari per adeguarsi al mutato quadro normativo.

La circolare è indirizzata a Regioni, Province autonome, al Forum Nazionale del Terzo Settore, al CSVnet e alla Consulta Co.Ge. (Consulta dei comitati di gestione).

20171229-DG-III-Settore-lettera-Regioni-questioni-diritto-transitorio

Ottimi risultati per la sezione studentesca AFDS-Zanon Deganutti

Zanon-Deganutti

Ha compiuto 46 anni ma si sente sempre giovane e con la voglia di correre e di lavorare, la sezione studentesca AFDS Zanon-Deganutti di Udine. Anche l’attività di quest’anno ha visto la consueta presenza dell’autoemoteca 4 volte nei due istituti seguite dalle donazioni collettivi in ospedale, anche in altre occasioni particolari tipo 14 febbraio e l’8 marzo e anche durante i mesi estivi. Tutte iniziative nate dalle idee di un giovane e frizzante direttivo che, diretto dal “diversamente giovane” Carlo Pavan, ha dimostrato ancora una volta anche se non ce n’era bisogno, che i giovani donatori ci sono e donano e sanno anche organizzarsi al meglio per farlo. I dati provvisori alla fine dell’anno parlano di 489 donazioni effettuate da parte di 571 donatori iscritti alla sezione (472 quelli attivi per donazioni), con l’ingresso di ben 66 nuovi donatori nelle file della sezione. Le nuove restringenti ma indispensabili normative per il dono, continuano a mietere diverse “vittime” tra i ragazzi che vogliono donare. Ma questo non ferma la volontà di tutti questi ragazzi che comunque, se non possono donare, vogliono essere coinvolti nelle attività della sezione; i numeri non sono gli stessi degli scorsi anni e la voglia di fare volontariato anche in una associazione come questa, è sensibilmente calata, come lo è in tutte le associazioni simili. Si preferisce infatti dedicare più tempo al divertimento, allo sport, qualche volta addirittura allo studio, spesso alle cose vane e superflue, piuttosto che trovarsi assieme per organizzare le giornate di propaganda al dono o per fare assistenza nelle giornate di prelievi collettivi. Va però rimarcato il fatto che la voglia di donazione, specialmente tra i giovani diciottenni, continua fortunatamente a non mancare. Nei giorni scorsi sono state infatti organizzate le consegne dei tesserini ai nuovi iscritti (nella foto il gruppo dei nuovi donatori del Deganutti assieme alla Vicepreside professoressa Cotterli) , che come scritto, sono stati molti anche quest’anno. Segno che gli insegnamenti e i consigli forniti dai volontari che due volte l’anno passano nelle classi per la propaganda tra i maggiorenni, continuano comunque a produrre frutti positivi.
L’impegno del direttivo per il prossimo anno sarà quello di stimolare ancora una volta i ragazzi usciti da scuola che talvolta si dimenticano di continuare a donare. E le sollecitazioni arrivano attraverso i canali social più noti e famosi tra i giovani: Facebook e whatsapp, dove la sezione è presente con pagine e canali informativi dedicati. Attraverso di essi il contatto con gli aderenti è quasi continuo e a volte al limite dello spamming!!!! Però è utile e la risposta, come per un appello al dono mandato proprio negli ultimi giorni dell’anno, è sempre positiva. L’impegno per il 2018 sarà quello di tornare a raggiungere e superare le 500 donazioni, traguardo sempre passato negli ultimi 6 anni.

Sport e solidarietà con l’Avas FIDAS Monregalese

A2F: LPM BAM Mondovì - Sigel Marsala

Sabato 6 gennaio grande giornata di sport e solidarietà a Mondovì (CN). La locale squadra di A2 di pallavolo femminile LPM e la federata Avas-FIDAS Monregalese hanno realizzato un happening volto alla promozione del dono. In occasione della partita dell’Epifania contro il Marsala le giocatrici monregalesi hanno dato il loro personale contributo indossando maglie con la scritta: ‘Chi dona sangue vince’. Probabilmente il messaggio ha portato bene anche a loro perché la partita si è conclusa con la loro netta vittoria per 3 a 0. Dopo questo risultato le monregalesi sono balzate in testa alla classifica di A2.