Cambio al vertice per l’ADAS Saluzzo FIDAS

Luciano Biadene passa il testimone dopo 14 anni di presidenza dell’ADAS  Saluzzo FIDAS che poco più di due mesi fa ha celebrato i 60 anni di presenza sul territorio con 23 gruppi locali attivi e con i suoi 2350 donatori e 106mila sacche di sangue raccolte.

direttivo.adas.1L’assemblea del 19 Dicembre 2017, radunata nel salone polivalente di Tarantasca,  ha votato all’unanimità il nuovo direttivo composto da Beltramo Ferruccio Presidente, vicepresidenti Delfiore Livio Silvestro Mirko, segretario Miolano Marco, tesoriere Cardellino Giuseppe, revisori dei conti Musso Dario Ferrato Marco Biolatto Gisella (supplente), probiviri Biadene Luciano Caldera Giovanni Ardusso Mario Supplente , comitato operativo composto da Beltramo Delfiore Silvestro Biadene  Miolano Ardusso Valerio Ghibaudo Gabriele e consulente Sanitario Dott. Lorenzatti Riccardo.

“Orgoglioso e determinato per la carica ricevuta, voglio raccogliere ogni singolo elemento che è stato costruito in tutti questi anni della presidenza uscente per proiettarci nel futuro ” – dichiara il presidente neo eletto Ferruccio Beltramo – ” cercando di migliorare
ove possibile,  facendo tesoro di tutta l’esperienza passata ma soprattutto  guardando avanti con l’obbiettivo fondamentale di sensibilizzare e avvicinare i giovani al dono del sangue. Questa sera il tributo dell’assemblea al presidente uscente è stato totale e commosso , lo ringrazio per tutto quello che ha fatto e per tutto il tempo che ha dedicato alla nostra associazione in tutti questi anni”.

“Ho rassegnato le mie dimissioni ” – spiega Luciano Biadene – ” dopo 14 anni di presidenza nei quali ho cercato in ogni modo di prodigarmi per il bene dell’associazione, rimarrò ancora in carica come capo gruppo di Busca. Sono felice di cedere il testimone a Ferruccio che conosco da tanti anni e stimo in modo particolare. Porgo gli auguri di buon lavoro a lui e a tutta la sua squadra con la consapevolezza che l’ADAS avrà un grande futuro”
Si prospetta un grande lavoro per il nuovo direttivo , tanti sono gli argomenti e le problematiche da affrontare ma l’entusiasmo è tangibile e l’ADAS Saluzzo FIDAS è una associazione viva e in continua crescita.

 

 

 

Pfas, improprio paragonare plasmaferesi per donazione e per terapia

La donazione di plasma attraverso procedure aferetiche (plasmaferesi produttiva) è assolutamente sicura e non invasiva. Paragonare la plasmaferesi con finalità terapeutica, utilizzata in regione Veneto per la rimozione dal sangue di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas e Pfoa), a quella che si impiega ogni giorno, in centinaia di donatori per le donazioni di plasma, è decisamente fuori luogo e rischia di generare equivoci. La donazione di plasma è, infatti, assolutamente sicura, non “invasiva” e fondamentale per la salute di migliaia di pazienti. Lo sottolineano in una nota congiunta il Centro Nazionale Sangue, la Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (Simti) e il CIVIS, il Comitato Interassociativo del Volontariato Italiano del Sangue (AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES), ribadendo che non ci sono solide evidenze scientifiche a supporto della modalità scelta dai sanitari veneti.

“Non appare corretto paragonare procedure con profili di invasività e anche di sicurezza assai difficilmente correlabili – sottolinea Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del CNS -. Plasmaferesi terapeutica e donazione di plasma mediante aferesi hanno finalità e modalità tecniche di esecuzione totalmente diverse e quindi non sono raffrontabili”.

La plasmaferesi utilizzata per la donazione di plasma è una procedura definita dal DM Salute del 2 novembre 2015, sulla base di robuste evidenze scientifiche che garantiscono la sicurezza del donatore. Tale decreto recepisce anche le raccomandazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da altri Organismi Istituzionali europei ed internazionali. Il provvedimento definisce i requisiti fisici per l’accettazione del donatore di sangue intero e di emocomponenti mediante aferesi, gli intervalli di donazione per l’accettazione del candidato donatore di sangue intero e di emocomponenti mediante aferesi nonché le modalità per la raccolta degli stessi e i volumi di plasma e di emocomponenti che possono essere donati.

Nel caso delle procedure di plasmaferesi terapeutica utilizzate in regione Veneto la finalità è quella di separare la componente liquida del sangue (il plasma) dalla componente cellulare rimuovendo così sostanze presenti nel plasma stesso, che viene sostituito da liquidi che servono per mantenere, a un livello normale, il volume totale del sangue circolante (volemia). “Voler identificare come analoghe queste due procedure molto diverse – afferma il portavoce pro tempore CIVIS Sergio Ballestracci – rischia di mettere in dubbio la sicurezza della donazione volontaria e responsabile del plasma, associandola a tecniche terapeutiche e invasive”.

I protocolli di trattamento aferetico variano a seconda delle indicazioni e possono prevedere diverse sedute a seconda delle condizioni del paziente e della risposta alla terapia. A tal riguardo, le più recenti linee guida sull’impiego dell’aferesi terapeutica nella pratica clinica (Schwartz J, et al. Guidelines on the Use of Therapeutic Apheresis in Clinical Practice-Evidence-Based Approach from the Writing Committee of the American Society for Apheresis: The Seventh Special Issue. J Clin Apher. 2016 Jun;31(3):149-62) riportano un totale di 179 potenziali indicazioni cliniche delle procedure di aferesi terapeutica con differenti gradi di evidenza scientifica e forza di raccomandazione e non includono specificamente la rimozione dei suddetti contaminanti tra le indicazioni all’uso della plasmaferesi terapeutica basate su consolidate evidenze scientifiche.

“In particolare – spiega il presidente SIMTI Pierluigi Berti – all’utilizzo di protocolli su procedure di scambio plasmatico terapeutico, in caso di avvelenamento da sostanze chimiche o da farmaci che si legano a proteine plasmatiche, è attribuito un livello di evidenza molto basso. É il caso di sottolineare, inoltre, come la procedura di scambio plasmatico terapeutico sia una procedura non esente da potenziali effetti collaterali, soprattutto se paragonata alla donazione mediante aferesi produttiva, anche in considerazione del diverso volume di plasma raccolto, che può raggiungere o superare l’intero volume di plasma del paziente ed è di almeno 4-5 volte superiore al volume di plasma ‘donato’ dai donatori in una singola procedura di donazione”.

ALCUNE CIFRE SULLA DONAZIONE DI PLASMA

“Il plasma è una risorsa “strategica” per il Servizio Sanitario Nazionale – aggiunge Liumbruno -, perché i farmaci plasmaderivati esercitano un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche”. Nel 2016 le Regioni e Province Autonome italiane hanno conferito al frazionamento industriale oltre 800 mila chilogrammi di plasma raccolto dalla Rete Trasfusionale nazionale per la produzione di medicinali plasmaderivati. Il Centro Nazionale Sangue, le Associazioni e Federazioni dei Donatori e le Società scientifiche interessate sono impegnate per aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza di questa donazione in considerazione del fatto che, secondo il Piano Nazionale Plasma, in cinque anni la raccolta dovrà aumentare dell’11% per garantire l’autosufficienza nazionale. In Italia, il grado di sicurezza della raccolta di emocomponenti, ivi compresa la raccolta selettiva di plasma (plasmaferesi produttiva) ha raggiunto, da molti anni, livelli estremamente elevati, come ampiamente dimostrato dal sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale Sangue.”

Premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” VIII edizione

Il premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” è arrivato all’VIII edizione. Un traguardo importante non solo per la FIDAS che ha sempre creduto in questo progetto, ma per il mondo dell’informazione che nel corso del tempo ha mostrato un crescente interesse verso questo premio nato nel 2010 ed intitolato memoria di Isabella Sturvi, a lungo responsabile dell’ufficio VIII, “Sangue e trapianti”, presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

Negli anni tanti hanno partecipato circa 200 tra professionisti e pubblicisti e l’albo dei vincitori conta nomi illustri di giornalisti della televisione, della radio e della carta stampata.

Quest’anno il Consiglio Direttivo Nazionale FIDAS ha voluto rivedere il bando, apportando alcune significative novità. Innanzitutto le sezioni del premio Radio/Tv e Carta Stampata/Web saranno sostituite dalle sezioni “nazionale” e “locale”. In entrambi i casi potranno concorrere quanti avranno realizzato articoli o inchieste pubblicati su quotidiani, periodici, agenzie di stampa o su internet, servizi o inchieste audio o video trasmessi da radio e tv. “Abbiamo voluto dare più spazio a quei giornalisti che lavorano su testate a diffusione locale – sottolinea Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS – che più frequentemente hanno la possibilità di occuparsi delle realtà dell’associazionismo del dono privilegiando le storie delle persone che dedicano il proprio tempo agli altri e di quanti ricevono la vita da un gesto volontario, anonimo e gratuito”.

Ma non è questa l’unica novità di questa edizione. La giuria, che sarà presentata nel mese di gennaio, potrà premiare un giovane giornalista che alla data di pubblicazione del presente bando non abbia compiuto il 30mo anno di età. Infine da quest’anno il Consiglio Direttivo nazionale FIDAS si riserva di attribuire un premio speciale, riservato al giornalista che non risultando vincitore nelle due sezioni precedenti, abbia realizzato un prodotto valido e significativo, rispondente agli obiettivi del premio.

Bando Premio Giornalistico FIDAS VIII edizione

Venerdì 15 dicembre i “Venti di partecipazione” del Forum Terzo Settore

Il Forum Nazionale del Terzo Settore si accinge a festeggiare i 20 anni dalla sua costituzione, contemporaneamente traguardo e nuova partenza, tappa rilevante di un percorso di crescita e spinta per l’evoluzione.

Il 15 dicembre, presso il Centro Congressi Frentani a Roma, l’assemblea annuale che vede coinvolti i soci del Forum in un ufficiale momento partecipativo e deliberativo sarà anche un appuntamento unico – aperto al pubblico, ai rappresentanti istituzionali e ai media – per accendere i riflettori sull’identità e sul valore del Terzo settore e sull’impegno del Forum nel perseguire obiettivi di trasparenza e di apertura – in particolare verso le nuove generazioni – e favorire una società più inclusiva e sostenibile.

In questa fase storica, in cui molta attenzione della politica e dell’opinione pubblica è rivolta al Terzo settore e alla sua riforma (per i cui contenuti attuativi è stata anche ufficializzata una collaborazione con il Governo), il Forum vuole cogliere l’occasione per condividere un inedito racconto di sé e delle organizzazioni aderenti, rendere note le direzioni lungo le quali ha deciso di muoversi per rispondere alle sfide socio-economiche e culturali di questi anni, presentare gli strumenti già messi o da mettere in campo.

In particolare, nella mattinata del 15 dicembre, il Forum lancerà un importante segnale di rinnovato impegno nel suo ruolo di rappresentanza del Terzo settore e nel suo sostegno allo sviluppo della coesione sociale. Lo farà, in particolare, attraverso la presentazione di tre volumi:
Codice di Qualità e Autocontrollo (CQA): Linee Guida per le organizzazioni aderenti al Forum Terzo Settore.
Report “Il Terzo settore e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”
III Rapporto “Le reti del Terzo settore”.

Il 15 dicembre coinciderà inoltre con il secondo appuntamento che il Forum ha dato ai 150 giovani del Terzo settore italiano, già protagonisti dell’iniziativa di ottobre “RiGenerazione Non Profit”. Infine, i festeggiamenti del 20esimo anniversario coincideranno con la pubblicazione del primo aggiornamento dell’Agenda aperta 2017-2021 del Forum”Diamo vita alle idee – Passo dopo passo“, documento programmatico realizzato dalle Consulte (costituite ad aprile 2017) che definisce obiettivi, temi strategici e alleanze del Forum per il mandato 2017 – 2021, lasciando aperta la possibilità di apportare modifiche nel tempo.

 

Trentanovesima Giornata del Donatore della FIDAS Adas di Gela

AdasGela39maGiornata2È calato il sipario sulla trentanovesima edizione della Giornata del Donatore che la FIDAS ADAS di Gela ha celebrato al Cine Teatro Antidoto e il bilancio non poteva essere migliore.

Ben 32 le donazioni di Sangue con le quali si aperta la giornata presso l’Unità di Raccolta di via degli Appennini. Un numero degno di una giornata celebrativa e segno che alta è l’attenzione verso chi potrebbe avere bisogno. Una festa vissuta intensamente attimo per attimo dai volontari e da tutto lo staff dell’associazione che insieme al presidente Enzo Emmanuello si sono spesi affinché ciascun Donatore fosse ringraziato a dovere, come è giusto che sia, per il suo gesto di responsabilità e di altruismo.

AdasGela39maGiornata1Gremita la sala del Cine Teatro, dall’apertura sino al termine del sorteggio. La serata, condotta magistralmente da Anna Salsetta e Domenico Russello, ha visto alternarsi sul palco i Donatori che sono stati premiati con le benemerenze e le medaglie di bronzo o argento a seconda del numero di donazioni effettuate. Due anche i distintivi d’oro consegnati nel corso della serata, per 50 donazioni effettuate, a Giuseppe Lalomia e a Emanuele Palmeri. Preziosi gli interventi del presidente regionale Salvo Caruso e del presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris. La presenza della FIDAS ADAS sul territorio è fondamentale, hanno dichiarato entrambi. Occorre coinvolgere un numero sempre crescente di possibili donatori e soprattutto le donne, ha dichiarato Ozino nel corso di un’intervista.

La serata ha raggiunto il suo apice nel momento della testimonianza di Francesca Torelli. La donna, sopravvissuta alla caduta di un ascensore che le ha provocato la rottura del femore e danni alla colonna vertebrale, ha raccontato il suo incidente e ha ringraziato pubblicamente i donatori che le hanno “ridato la vita”. – Mentre mi trasferivano il sangue in seguito all’intervento subito, l’unica parola che mi veniva in mente era GRAZIE – In piedi, sorretta ancora dalle stampelle, Francesca ha potuto pronunciare il suo ringraziamento a chi le ha permesso di continuare a vivere e lo ha fatto pensando che potesse essere proprio in quella sala.

L’evento è proseguito poi con la consegna di targhe alla memoria, di targhe alle famiglie composte da più donatori e con una speciale per il Club Juventus, che come detto dal presidente Ferraro, ha inserito nei punti del proprio statuto l’appuntamento con la solidarietà effettuando almeno due volte all’anno, una donazione collettiva.

Gli ospiti sono stati poi allietati dalla divertente performance degli Improvvisazione a delinquere, che hanno coinvolto una giovane coppia presente in sala e il presidente nazionale FIDAS. Per finire, il consueto sorteggio dei premi messi in palio dall’associazione per i donatori. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Emmanuello, dal direttore sanitario Antonio Moscato e dai vertici dell’associazione, che hanno ringraziato i volontari e i collaboratori che si sono spesi per la riuscita dell’evento.

Concerto di Natale all’Ospedale San Giovanni di Roma

Le Associazioni di volontariato dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, tra cui l’Associazione FIDAS “Carla Sandri”, organizzano sabato 16 dicembre il concerto di Natale della Banda Musicale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale.

L’appuntamento, che coniuga musica e solidarietà, si svolgerà alle ore 18 presso la Sala Folchi, in Piazza San Giovanni in Laterano 76.

Il programma prevede musiche di Rossini, Tchaikovsky, Strauss, Gershwin e Piazzolla.

 

Borsa di ricerca FIDAS: un’analisi sulla salute dei donatori di sangue

Donare il sangue fa bene? Chi dona sangue può migliorare la propria condizione di salute? Ci sono delle patologie che è possibile prevenire grazie ai controlli garantiti dalla normativa vigente ad un donatore di sangue? È questo l’obiettivo della ricerca che FIDAS vuole portare avanti nei prossimi mesi, in vista del sessantesimo anniversario di costituzione che si celebrerà nel 2019.

Per questo ha indetto una borsa di ricerca a favore di un medico ricercatore che elabori uno studio prospettico osservazionale delle patologie rilevate e delle eventuali diagnosi effettuate su donatori di sangue ed emocomponenti. Lo studio dovrà riguardare un numero significativo di volontari del dono, le diagnosi eseguite, il percorso diagnostico-terapeutico utilizzato presso le strutture trasfusionali di riferimento e l’eventuale esito.

“Si tratta di uno studio che coinvolgerà donatori di sangue di tutta Italia – sottolinea Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS, – grazie alla collaborazione dei volontari delle nostre 74 Associazioni federate. Siamo certi che essere donatori di sangue ed emocomponenti, oltre ad assicurare la terapia trasfusionale ai pazienti, migliori lo stato di salute delle persone, ma vorremmo che la ricerca diventasse un punto di riferimento per la letteratura scientifica del settore e uno strumento utile di promozione del dono”.

La borsa di studio, che sarà conferita al vincitore mediante un assegno-premio di sedicimila euro, è riservata a laureati in medicina e chirurgia che non abbiano rapporti di lavoro con aziende del Servizio Sanitario nazionale o in convenzione con esso.

È possibile candidarsi entro il 19 gennaio prossimo.

Scarica il bando Borsa Ricerca FIDAS