Il sangue umano non può essere fonte di profitto

Il principio più volte ribadito negli ultimi anni e sancito dall’articolo 21 della Convenzione di Oviedo, non riguarda solo la gratuità dell’atto della donazione, ma tutto l’intero processo di frazionamento del plasma, ossia la lavorazione degli emoderivati, a tutela della salute pubblica. È quanto ha ribadito il Consiglio di stato con la sentenza n. 2446 dell’8 giugno 2016. L’organismo di Palazzo Spada si è infatti espresso in merito all’istanza di un’azienda di lavorazione del sangue e degli emocomponenti che aveva chiesto di essere inserita tra i centri di produzione di medicinali emoderivati autorizzati alla stipula delle convenzioni con le Regioni e le Province autonome per la lavorazione del plasma raccolto sul territorio nazionale.

Il Ministero della salute aveva respinto la richiesta in quanto l’azienda in questione ha la propria sede in Germania dove il sangue è raccolto in un regime di libero mercato anche da enti profit, ossia enti che svolgono attività lucrativa. Il Consiglio di Stato, rovesciando il parere del TAR cui si era rivolta l’azienda tedesca, secondo il quale «i rischi prospettati non potevano ritenersi in concreto sussistenti», ha respinto la richiesta al fine di garantire che siano minimizzati i rischi di cross contamination (contaminazione incrociata) per il plasma italiano proveniente da donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue e dei suoi componenti, in quanto principio fondante dell’intero Sistema Trasfusionale italiano come indicato dalla Legge 219 del 2005.

È stato altresì sottolineato come le donazioni di sangue volontarie e non remunerate costituiscono un fattore che può garantire un maggiore livello degli standard di sicurezza del sangue e dei componenti del sangue e, quindi, della tutela della salute pubblica.

 

Il 30 e 31 luglio la decima Traversata della solidarietà

FIDAS-traversata2016_G+Nata dall’idea di un’idea della FIDAS Polesana nel 2006, la Traversata della Solidarietà, organizzata dall’Adspem FIDAS Reggio Calabria, dalla FIDAS Calabria e dalla FIDAS Nazionale, giunge quest’anno alla sua decima edizione. Lo spirito altruistico, la voglia di condivisione ed il desiderio di sensibilizzare la società e soprattutto il mondo giovanile attraverso lo sport e quindi l’assunzione di corretti stili di vita, sono elementi alla base della sfida che ogni anno affrontano i donatori, volontari ed amici della FIDAS nell’attraversare a nuoto le acque dello Stretto di Messina. Questa edizione presenta una novità:  la Traversata, infatti, si svolgerà il pomeriggio di giorno 31 Luglio. Si partirà alle 18 circa dalla sponda siciliana (Punta Faro) per raggiungere Cannitello (Villa San Giovanni) verso le 19. Questo darà certamente un sapore e colori diversi alla manifestazione che vedrà protagonisti numerosi donatori, volontari e, come sempre al nostro fianco, gli atleti delle Fiamme Oro della Polizia di Stato. Come ogni anno non mancheranno le altre attività sportive che si svolgeranno nella giornata del 30 luglio e la mattina del 31 sul lungomare di Reggio Calabria, dove i partecipanti si sfideranno in tornei di beach volley, calcio balilla e nella II edizione del match race. Accanto agli eventi sportivi nei due giorni di sport sarà realizzato un piccolo villaggio della salute con screening gratuiti grazie alla presenza di personale sanitario volontario. Cosa aggiungere. Non resta che essere presenti e numerosi.

Programma e modalitá di partecipazione alla Traversata 2016

Scheda di iscrizione alla Traversata 2016

Scheda di iscrizione ai Tornei della Traversata 2016

Scheda di iscrizione Match Race Traversata 2016

Strutture ricettive Traversata 2016

 

In Gazzetta Ufficiale la legge delega del Terzo Settore

Sabato 18 giugno è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.141 il testo della “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”.  Per diventare operativa, la legge delega necessita dei decreti governativi e per la loro approvazione ci sarà tempo sino al 18 maggio dell’anno prossimo.

Tra le finalità perseguite dalla delega vi è la revisione della disciplina contenuta nel codice civile in tema di associazioni e fondazioni, da attuare perseguendo. tra gli altri obiettivi, la semplificazione e revisione del procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica, la definizione delle informazioni obbligatorie da inserire negli statuti e negli atti costitutivi, la previsione di obblighi di trasparenza e informazione anche con forme di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell’ente nonché attraverso la loro pubblicazione nel suo sito internet istituzionale.

 

 

Autosufficienza di plasma e plasmaderivati: prospettive future

Sabato 25 giugno si terrà a Mestre (NH Laguna Palace in viale Ancona, 2) il seminario “Autosufficienza di plasma e plasmaderivati: prospettive future” promosso da FIDAS Veneto e AVIS Regionale Veneto.
Il perseguimento dell’autosufficienza anche in farmaci plasmaderivati è obiettivo strategico di ogni Nazione evoluta compresa l’Italia. Peraltro per noi è indispensabile che tale obiettivo venga raggiunto/mantenuto grazie al contributo dei donatori volontari, periodici, non remunerati, anonimi, responsabili ed associati e ricorrendo al “conto lavoro”. Inoltre va sottolineato che ultimamente si osserva, nei Paesi con elevato indice di sviluppo economico, una flessione nella raccolta di plasma da separazione a causa della diminuzione della raccolta di sangue intero e ad un aumento della domanda di alcuni Medicinali Plasma Derivati. Nella bozza del Piano Nazionale Plasma vengono indicate le strategie per l’autosufficienza, tra cui l’appropriatezza d’uso dei farmaci plasmaderivati, il miglioramento dell’efficienza della produzione di plasma, la costituzione di “aggregazioni regionali”, lo sviluppo di specifici progetti di collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei donatori volontari di sangue e la concentrazione delle attività di approvvigionamento di beni, servizi e risorse umane».
Nel corso della giornata saranno approfonditi tutti questi aspetti, con particolare attenzione agli scenari che si sono aperti con le nuove gare.

Programma definitivo seminario 25 giugno 2016

A Gela la donazione di sangue tifa per la vita

Gela20giugno201620 donazioni e 6 pre-donazioni è il bilancio di una domenica estiva ma non troppo, che ha visto protagonisti i soci dello Juventus Club Doc “J. Elkann” di Gela.
Trascinati dall’euforia per le vittorie bianconere nella stagione sportiva appena conclusasi, un nutrito gruppo di tifosi della Juventus si sono dati appuntamento all’UDR di via degli Appennini n. 5 per compiere il loro gesto d’amore disinteressato nei confronti del prossimo.
Per alcune ore hanno inondato le stanze dell’UDR di allegria a tinte bianconere coinvolgendo anche gli altri donatori presenti.
“Un appuntamento che si rinnova e che ancora una volta apporta un notevole contributo alla causa della Fidas – ADAS, soprattutto alle porte della stagione più calda, momento in cui le donazioni di sangue subiscono purtroppo una sensibile diminuzione. E’ importante ogni singolo gesto che possa contribuire a salvare una vita umana”.
Queste le parole del presidente Enzo Emmanuello che ha ringraziato il Club per aver dimostrato ancora una volta il proprio interesse nei confronti dell’Associazione e di chi ha bisogno di sangue per vivere.
“Un’iniziativa lodevole nella quale vorremmo coinvolgere sempre più sportivi e tifosi di altre squadre”, ha dichiarato il Presidente dello Juvents Club, Giuseppe Abbate. “Perché la donazione non ha bandiere ma TIFA PER LA VITA!”

A Fiera di Primiero il Torneo nazionale di Calcio a 7

FieraDiPrimieroTra Mezzano, Imer e Tonadico, il Torneo nazionale FIDAS di Calcio a sette organizzato dalle sezioni Donatori sangue del Primiero e del Vanoi dalla FIDAS Feltre. Trenta le squadre di calciatori in campo per sensibilizzare al dono del sangue e tanti eventi collaterali per coinvolgere i cittadini in questo periodo estivo in cui c’è più bisogno di donazioni e di donatori. Ieri sera in piazza Brolo a Mezzano è stata proposta una serata musicale con protagonista la cover band GrooveJet. Presente anche il presidente nazionale Aldo Ozino Caligaris, il consigliere nazionale con delega ai giovani Andrea Bortolon, il presidente FIDAS Veneto Fabio Sgarabottolo e il coordinatore nazionale Giovani FIDAS Andrea Grande.

 

 

 

All’Istituto Superiore di Sanità il report 2015 sui donatori di sangue

16giugno2016In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, che si celebra annualmente il 14 giugno, si svolge oggi all’Istituto Superiore di Sanità la Giornata d’Incontro “La vitale cultura del dono e il Sistema sanitario in Italia” organizzata dal Centro nazionale sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei volontari italiani del sangue, Avis, Croce Rossa, FIDAS, Fratres.
Sono oltre 1.700.000 i donatori di sangue italiani e il loro contributo al nostro Sistema sanitario è fondamentale perché consente di garantire, su tutto il territorio nazionale, le terapie trasfusionali, che rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Nel 2015 in Italia sono stati prodotti 2.572.567 unità di globuli rossi, 276.410 unità di piastrine e 3.030.725 unità di plasma. Sono stati trasfusi 8.510 emocomponenti al giorno e curati 635.690 pazienti (1.741 pazienti al giorno). “L’83% dei donatori italiani dona in maniera periodica, non occasionale – spiega Giancarlo Maria Liumbruno, Direttore del Centro nazionale sangue – Questa fidelizzazione è fondamentale per via del legame molto stretto che esiste tra donazione volontaria, consapevole e non remunerata e qualità del sangue in termini di sicurezza. Grazie ai donatori l’Italia è un Paese autosufficiente già da diversi anni e normalmente esiste una situazione di bilancio positivo tra numero di unità di sangue ed emocomponenti donate e fabbisogno a livello locale. Nel periodo estivo alcune Regioni possono trovarsi in situazioni di carenza, ma il Sistema è strutturato in modo tale da garantire la copertura dei bisogni trasfusionali attraverso lo scambio interregionale. È importante sottolineare che il sangue è una risorsa biologica limitata e, nel rispetto dei donatori, è necessaria una forte attenzione non solo agli aspetti produttivi ma anche all’appropriatezza dei consumi e alla gestione delle scorte.”
La fascia d’età dalla quale proviene la maggioranza dei donatori è rappresentata da persone in età compresa tra i 30 ed i 55 anni, una componente del corpo sociale destinata a ridursi in modo significativo nei prossimi decenni stando alle proiezioni demografiche. La percentuale di giovani che sul numero totale di donatori, nel 2015, si attesta al 31.67% (13.39% classe di età 18-25 anni, 18.28% classe di età 26-35 anni) è ancora troppo bassa. Se si considerano i dati sull’invecchiamento della popolazione, infatti, tra il 2009 e il 2020, la riduzione dei donatori è stimata nel 4,5%.

EliaLe Associazioni di donatori volontari di sangue si sono fatte promotrici, nel corso degli ultimi anni di numerose iniziative per l’integrazione sul territorio delle comunità immigrate. Elia Carlos Vazquez, donatore dell’AVAS FIDAS Monregalese, presente alla giornata racconta la propria esperienza di donatore e volontario attivionella promozione del dono.  “Credo sia fondamentale che sia i nuovi italiani che gli immigrati donino sangue perché hanno un’età media di circa 30 anni e sono in crescita demografica. Sappiamo che non esiste alcuna distinzione di cittadinanza ma, al contrario, il sangue è uguale per tutti. I gruppi sanguigni però sono distribuiti in maniera differente nelle diverse etnie e popolazioni, dunque è importante sensibilizzare verso la donazione tutti i membri appartenenti ad una comunità. Il gesto della donazione è un primo strumento che aiuta a riflettere, aumentare la propria consapevolezza, costruire amicizie e collaborazioni. Tutto questo facilita l’integrazione sociale”.

La donazione di sangue al Parlamento Europeo

IMG-20160614-WA0000Il 14 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Donatore 2016, presso il Parlamento Europeo a Bruxelles è stato organizzato un seminario dal titolo: “Voluntary Blood Donation and Transfusion Policies in Europe” (donazione di sangue volontaria e politiche trasfusionali in Europa). Importante e qualificato l’elenco dei relatori che si sono susseguiti nell’aula Loyola de Palacio. Ha introdotto i lavori l’On. Giovanni La Via, Presidente della Commissione del Parlamento Europeo per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare per poi lasciare la parola ai vari attori del sistema sangue europeo. Nelle tre sessioni di lavoro relatori di Slovenia, Belgio e Spagna hanno mappato le loro realtà indicando come si stanno muovendo le istituzioni delle rispettive nazioni.

Rys Andrzej, capo della Direzione Generale Salute e la Sicurezza alimentare della Commissione europea, ha presentato i dati più recenti sulla donazione di sangue nell’Unione. Sono complessivamente 14 milioni (pari al 3% del totale) gli europei che lo scorso anno hanno effettuato ben 20 milioni di donazioni, per un totale di 5 milioni di trasfusioni. Secondo i dati di Eurobarometro, il 35% ha compiuto questo gesto almeno una volta nella vita. Il 75% è spinto da una motivazione altruistica, mentre solo il 12% sarebbe disposto a ricevere un compenso monetario a fronte di questo gesto.

Alcuni spunti interessanti sono poi emersi da Kari Aranko, direttore scientifico dell’EBA (European Blood Alliance) che ha posto l’attenzione sul fatto che oggi l’Europa dipende ancora per il 30% di medicinali plasmaderivati dagli USA. Qualora dovessero intervenire crisi o altri fattori, è chiaro che gli Stati Uniti potrebbero dirottare le risorse sul fabbisogno nazionale con gravi criticità per chi importa. Ludo Muylle, della FAMHP (Agenzia del farmaco belga), ha affermato che i prodotti trasfusionali in Europa ora hanno un’altissima qualità e le trasfusioni sono estremamente sicure ma, purtroppo, da uno studio del 2015, risulta ancora bassa la percezione di qualità da parte della popolazione. L’intervento di Giancarlo Liumbruno (direttore del Centro Nazionale Sangue italiano) ha toccato luci e ombre del sistema Italia con chiarezza e competenza. Nel l’intervento di Domingo Luis Guerra Maneta, vicepresidente della FIODS (ente che raggruppa le Associazioni di donatori di sangue nel mondo) è stato presentato un dettagliato quadro della situazione europea e mondiale da cui è emerso come siano ancora molto disomogenei le modalità di donazione e i sistemi trasfusionali nel mondo. Maneta ha auspicato di raggiungere l’obiettivo di soddisfare le necessità trasfusionali nel mondo attraverso donatori volontari non remunerati entro il 2020. Ha chiuso i lavori il presidente nazionale Avis e coordinatore CIVIS Vincenzo Saturni ribadendo l’assoluta IMG-20160614-WA0002importanza del ruolo delle associazioni di volontariato e la loro partecipazione alle consultazioni dei livelli istituzionali e la necessità per cui la donazione debba rimanere volontaria, periodica, associata e non retribuita. Ha inoltre auspicato, con la sottoscrizione di un manifesto da parte dei presenti, la creazione di una connessione tra associazioni e Commissione Europea, una rete permanente tra le istituzioni nazionali, europee e il volontariato del sangue, affinché si continui a discutere di questi argomenti e si possa creare un modello comune di donazione in Europa, come ha sottolineato l’On. La Via. Dati i temi estremamente importanti trattati, anche FIDAS nazionale era presente ai lavori con il presidente Aldo Ozino Caligaris e il consigliere nazionale Mauro Benedetto.