Modello EAS: il 31 scade il termine per la presentazione

Manca poco alla scadenza per la presentazione del modello Eas. Ultimo giorno utile è il 31 marzo. La decisione era stata presa nel decreto Milleproroghe varato a fine 2010, che ha, infatti, riaperto i termini per la trasmissione del modello, scaduti da più di un anno (31 dicembre 2009).

La presentazione del modello è obbligatoria per beneficiare delle norme di defiscalizzazione di quote sociali e corrispettivi da soci. In altri termini, l’associazione che, essendo tenuta alla compilazione, non rispetti la scadenza, non potrà avvalersi della defiscalizzazione (Ires e Iva) di queste entrate e verrà considerata ente commerciale.

Info: www.vita.it

Firmato l’accordo di gemellagio fra Aosta e Potenza

firma_della_pergamena_di_gemmellagio_300_x_225Siglato lo scorso sabato ad Aosta, durante una cerimonia ufficiale, il gemellaggio tra l’associazione donatori San Michele Arcangelo Fidas Valle D’Aosta e i donatori Polizia di Stato Fidas Potenza. La  manifestazione ha visto la partecipazione, oltre che dei due firmatari del documento, Severino Cubeddu, presidente della sezione di Aosta, e Salvatore Digirolamo, presidente Fidas Polizia di Stato Potenza, autorevoli personalità del mondo istituzionale e politico di Aosta, i presidenti della Fidas Regionale, rispettivamente Rosario Mele e Paolo Ettorre, e dirigenti nazionali della Fidas Antonio Bronzino, Patrizia Baldessin e Valentina Massa.

A fare da garante come testimoni, Alberto Laniece, assessore alla Sanità della Regione Valle D’Aosta, Marco Sorbara, assessore alle politiche sociali del comune di Aosta, e Luigino Vallet, vice presidente CSV Valle D’Aosta. Questo il patto di sangue siglato dalle due associaizoni: “Forte unione di condivisione di intenti finalizzato alla valorizzazione del comune impegno di prossimità al cospetto della promozione e diffusione della cultura del dono anonimo, periodico, continuativo nel tempo e gratuito del sangue,dei suoi emocomponenti e della raccolta allogenica del sangue cordonale.

Il gemellaggio costituisce formale attestazione di condivisione, di relazioni privilegiate di amicizia fra le due strutture associative, finalizzato all’intensificazione di rapporti umani, culturali, sociali e di volontariato, con riferimento ad una azione di collaborazione, interscambio di esperienze operative, per la promozione e la diffusione della cultura dei dono anonimo, periodico, continuativo nel tempo e gratuito del sangue e dei suoi componenti.

La cerimonia di gemellaggio, che ricorre a pochi giorni dal 150° anniversano dell’unità d’Italia, vuole esaltare il gesto di solidarietà e l’atto civico di donne e uomini di due regioni così distanti, dall’estremo Nord al profondo Sud, che sì assumono con responsabilità e impegno civico il compito dì sensibilizzare indistintamente tutti ì cittadini alla cultura del dono. E’ la visione comune di un volontariato responsabile e partecipato che si esprime, pur in realtà molto lontane e diverse nella stessa logica del contribuire per l’implementazione di un unico sistema a tutela della salute del “donatore” e del “ricevente”.

Questa omogenea visione comporta inevitabilmente anche un’unità di intenti in un anno cosi pieno di ricorrenze come il ventesimo anno della legge italiana sul volontariato e dell’anno 2011 anno europeo dedicato al volontariato. Questo implica la responsabilità di stimolare dal basso le organizzazioni di volontariato nazionale che promuovono la donazione del sangue affinchè sia estesa in tutta l’Europa la bontà del nostro sistema virtuoso, di non commercializzazione del sangue così come previsto nel trattato di Oviedo.

Guarda il servizio andato in onda sui TG regionali

Inaugurata l’Autoemoteca della Federazione Pugliese Donatori Sangue

IMG_9237_300_x_225Venerdì 25 marzo 2011: una data che resterà per sempre negli annali dell’Associazione Federazione Pugliese Donatori Sangue (FPDS – FIDAS). In uno splendido pomeriggio di sole è stata inaugurata l’autoemoteca della Associazione in Piazza Umberto I nello spazio antistante l’ingresso monumentale dell’Università “Aldo Moro” di Bari. Volontari e Donatori commossi e soddisfatti per un sogno diventato realtà, si sono stretti in un abbraccio che ha unito Bari ai “fratelli di sangue” del Friuli, della Basilicata e della Calabria le cui delegazioni hanno partecipato all’evento. “Questo evento realizzato a pochi giorni dalla celebrazione dell’anniversario dell’Unità d’Italia è un esempio concreto di unione e di solidarietà tra Regioni lontane – la Puglia e il Friuli appunto – che hanno “storie diverse ma obiettivi comuni”” ha commentato Bruno Pizzul, grande giornalista, donatore e testimonial FIDAS da anni.

IMG_9241_200_x_300Alle 15.45, con il “taglio del nastro”, la Presidente della FPDS prof.ssa Rosita Orlandi ha ufficialmente inaugurato l’autoemoteca, dopo la benedizione di Monsignor don Sabino Scarcelli, davanti a una piccola folla di donatori, volontari, simpatizzanti e curiosi. A condividere questo importante momento c’erano il Presidente Nazionale FIDAS dott. Aldo Ozino Caligaris, l’Assessore Regionale alla Sanità, prof. Tommaso Fiore, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia prof. Antonio Castorani, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” prof. Corrado Petrocelli, l’Assessore al Patrimonio e al Verde del Comune di Bari dott. Gennaro Palmiotti, il Direttore del Coordinamento Regionale per le Attività Trasfusionali (CRAT) dott. Michele Scelsi, il testimonial FIDAS e giornalista dott. Bruno Pizzul, e il giornalista dott. Gustavo Delgado. Presente anche una delegazione dell’Associazione Bersaglieri di Bari in divisa storica, con bicicletta e radio d’epoca. Il momento, già denso di emozione, è stato reso solenne dalle note dell’Inno Nazionale nel quale si sono unite le voci di tutti i presenti, partito in sordina e lentamente cresciuto fino all’esplosione.

IMG_9265_300_x_200La Conferenza di presentazione, tenutasi nel meraviglioso Salone degli Affreschi dell’Ateneo, non è stata solo il momento degli auguri, ma anche un’occasione di confronto su argomenti importanti. L’Assessore Fiore ha riconosciuto che le Associazioni di Donatori in Puglia consentono l’evoluzione della Sanità regionale, e sottolineato lo straordinario livello raggiunto dalla medicina nella nostra Regione proprio grazie alla disponibilità di sangue ed emocomponenti. A queste parole ha fatto eco il dott. Scelsi affermando che “La Puglia è finalmente autosufficiente: quello che due anni fa è stato sostenuto sottovoce, per timore di rompere l’incanto, è stato confermato nel 2010 con numeri che consentono tranquillità.” Il Presidente Nazionale FIDAS, dott. Ozino Caligaris, ha espresso soddisfazione per l’operato della FPDS (16.086 unità raccolte nel solo 2010), ma ha sottolineato la necessità di un ulteriore “salto in avanti”. “La nuova sfida da vincere per la medicina trasfusionale in Italia dopo quella della quantità è quella della qualità del dono raccolto, come prescritto dalla normativa europea recepita nei Requisiti minimi strutturali e tecnologici per i Punti Fissi e temporanei di raccolta che garantiscono al donatore pari trattamento in qualsiasi struttura del territorio nazionale, assicurando al ricevente lo stesso standard di qualità e sicurezza del dono di cui beneficia. La scelta della FPDS di dotarsi di un mezzo comodo e sicuro per la raccolta delle unità ematiche rappresenta un passo importante nella direzione tracciata dalla normativa che entro il 2014 allineerà l’Italia al resto d’Europa”.                                                                                     

I giovani FIDAS a lezione di comunicazione sociale

Fidas_a__Lezione_di_comunicazione_sociale_300_x_225Durante il Meeting giovani FIDAS 2011, la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma è stata protagonista di un intervento di formazione che ha visto, nella mattinata del 19 marzo, l’alternarsi di Simonetta Blasi e Mirko Benedetti per una lettura critica della comunicazione sociale, considerandone le peculiarità, gli obiettivi, i limiti e le opportunità.

Ha iniziato i lavori Benedetti con una  panoramica sulla tipologia e le finalità della comunicazione sociale, completa degli attori, intesi sia come emittenti che riceventi.  Utilizzando una griglia classica relativa ai flussi di comunicazione,  Benedetti ha delineato le problematicità della comunicazione in  relazione ai target di riferimento, che non possono più semplicemente  essere individuati dai soliti parametri di segmentazione, bensì  devono fare i conti con i nuovi paradigmi che l’era digitale comporta. 

Puntuale ed esaustiva la carrellata di esempi di  pubblicità sociale legata al settore (soprattutto internazionali), che, partendo da una attenta analisi della ricerca “Observa 2009” sulla donazione del sangue, ha messo al centro dell’attenzione  l’opportunità di leggere i dati non solo come fredde statistiche, ma come elementi in grado di rivelare strategie  comunicative che consentano poi di rivolgersi a target mirati in  relazione ai comportamenti, piuttosto che secondo “cluster” socio demografici o psicografici.

A questa prima parte si è affiancata la  professoressa Blasi, che ha aperto una parentesi sul sistema  ‘classico’ della pubblicità, paragonato ad un flusso più snello  dettato dall’attuale scenario di comunicazione one-to-one e reso  possibile dalla crescente penetrazione dei personal media. Completando il quadro con le professionalità e le technicalities che  un’agenzia di pubblicità mette a disposizione dei suoi committenti  per assicurare l’efficacia della comunicazione, il testimone è poi  ripassato al dott. Benedetti, che ha sottolineato come il vero problema della  comunicazione sociale sia quello di riuscire a farsi sentire senza poter contare su budget adeguati. Così si è arrivati a  presentare alcune azioni di ‘guerrilla’ che fanno scattare  l’attenzione e poi, più specificatamente, a tracciare tutti quegli  elementi utili a comprendere che oggi ci si rende visibili attraverso gli “Hub” del Web, ovvero i grandi punti di snodo informativi.

La  presenza su piattaforme come motori di ricerca, unitamente alla frequentazione attiva di blog e social network  (Youtube, Twitter, Facebook), diventano  criteri indispensabili per superare la soglia critica e aumentare la  propria reperibilità e visibilità.

In chiusura dei lavori, la  professoressa Blasi ha tracciato una sorta di cornice di riferimento  del nuovo ‘sistema comunicazione’, un sistema dove il peso si è  spostato sulla capacità degli emittenti di fornire esperienze  aggreganti, di animare la conversazione, di indicare forti valori  guida e offrire simboli condivisibili. E soprattutto di dare spazio alle co-creazioni di quella crescente popolazione di internauti che non si può più solo considerare ‘un mercato da colpire’ e che  rivendica prepotentemente un ruolo attivo nella negoziazione dei  significati che fanno ‘società’.

Un ribaltamento di prospettive  che ha visto alternarsi spunti di riflessione ponderata a momenti  davvero esilaranti, accolti con gli applausi da un pubblico di oltre 200 giovani. Nel pomeriggio si è poi passati dalla  teoria alla pratica, e i ragazzi  –  assiduamente seguiti, fotografati e coordinati dai bravissimi  Alice e Federico – si sono divisi in gruppi di lavoro a cui sono  stati affidati 8 diversi project work che il team aveva preparato per  loro. Una fase di ‘learning by doing’ che sedimenta conoscenze e  scambi per una giornata di formazione creativa e memorabile, carica  di entusiasmo, coinvolgimento e soprattutto di eccellente qualità, umana e professionale.

 Paola Saraceno

Bari: un’autoemoteca per donare ovunque

manifesto-inaugurazione_210_x_300La FPDS-FIDAS inaugura a Bari un attrezzato mezzo mobile per la raccolta di sangue

AUTOEMOTECA FIDAS: LIBERI di DONARE OVUNQUE

Conferenza di presentazione presso il Salone degli Affreschi dell’Università A. Moro

Venerdì 25 marzo sarà una giornata di grande festa per l’Associazione Federazione Pugliese Donatori Sangue (FPDS – FIDAS) che inaugura la sua moderna ed attrezzata autoemoteca assieme ai propri Volontari e Donatori. Un evento importante che la FPDS vuole condividere con le Federate FIDAS di tutta Italia, rappresentate dal Presidente Nazionale FIDAS Dott. Aldo Ozino Caligaris, e dalle le delegazioni delle vicine regioni di Basilicata e Calabria e da quella di Gorizia. Quest’ultima sarà, anzi, ospite d’onore della manifestazione, giacchè proprio il rapporto di grande amicizia che lega la FPDS alla realtà friulana ha aperto le porte a una proficua collaborazione sfociata nell’acquisizione del mezzo dalla Azienda Sanitaria di Gorizia. L’autoemoteca sarà messa gratuitamente a disposizione delle equipe mediche di tutti i Servizi Trasfusionali che collaborano con l’Associazione FPDS, secondo una attenta calendarizzazione che consenta di coprire le esigenze delle 46 Sezioni dislocate nelle province di Bari, Taranto e nella provincia BAT.

Appuntamento per tutti i Donatori e i simpatizzanti in Piazza Umberto I a Bari, nel giardino antistante l’Università degli Studi “Aldo Moro”, alle ore 15.30 per l’inaugurazione. Seguirà alle 16, presso il Salone degli Affreschi dell’Ateneo, una tavola rotonda alla quale interverranno il Rettore Prof. Corrado Petrocelli, il Presidente Nazionale FIDAS Dott. Aldo Ozino Caligaris, l’Assessore alla Salute della Regione Puglia Dott. Tommaso Fiore, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia (ente co-finanziatore del progetto “Un’Autoemoteca per donare”) Dott. Antonio Castorani, il Testimonial FIDAS Dott. Bruno Pizzul, giornalista sportivo, la Presidente della FPDS Prof.ssa Rosita Orlandi; modererà la tavola rotonda il giornalista Dott. Gustavo Delgado (insignito nel 2010 del Premio FIDAS Puglia “Un amico per la comunicazione”). La serata si concluderà con un momento ludico: l’attore barese Vito Signorile delizierà il pubblico con alcune poesie in vernacolo.

L’acquisizione e il restyling dell’autoemoteca sono stati possibili grazie ai contributi destinati alla FPDS dal 5×1000 del 2008 e ad un pari finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, che ha creduto nel progetto presentato dalla Associazione; un piccolo contributo è, inoltre, pervenuto anche dalla Banca d’Italia. “Un sogno che si realizza, dopo anni di attesa, in un momento storico particolare. Siamo all’indomani dell’entrata in vigore della normativa che allinea l’Italia alle prescrizioni europee in materia di Raccolta e Gestione delle unità ematiche, in virtù della quale non sarà più possibile raccogliere sangue in locali e spazi “improvvisati”. Molti punti di raccolta cittadini rischiano la chiusura, specie negli Istituti scolastici, e non possiamo non curarci della necessità di rispondere giornalmente alla crescente richiesta di sangue ed emocomponenti. L’autoemoteca consentirà, quindi, di raggiungere i donatori nelle loro città e gli studenti nelle loro scuole, consentendo loro di donare in modo comodo e nel rispetto dei criteri di sicurezza per donatore e ricevente.” – le parole della Presidente della Associazione FPDS-FIDAS, Prof.ssa Orlandi, che ha lavorato ininterrottamente al progetto.

Nel 2010 la FPDS ha raccolto oltre 16.000 unità di sangue ed emocomponenti crescendo del 9% rispetto al risultato conseguito nel 2009, grazie all’impegno profuso dai volontari delle sue Sezioni ed alla straordinaria sensibilità e disponibilità dei suoi donatori.

 

 

L’assemblea dei Giovani chiude il Meeting di Matera

I_PEDROBORDELLO__DONATORI_SANGUE_FIDAS_AL_100_800x600_300_x_199Gremita la mediateca provinciale di Matera per l’assemblea annuale dei giovani donatori di sangue della FIDAS, ultimo appuntamento della tre giorni del Meeting Giovani.

I delegati di ciascuna delle 73 associazioni hanno presentato proposte organizzative per rendere sempre più efficace le attività di promozione e di chiamata al dono di un numero sempre maggiore di coetanei nelle diverse regioni del Paese.

L’apertura del confronto tra ragazzi che hanno scelto il volontariato del sangue per testimoniare il loro impegno civico è stata affidata ad  Antonio Sigillino, coordinatore giovani FIDAS Basilicata.

“Per me è per tutti gli under 28 che operano all’interno dei 26 gruppi strutturati della FIDAS Basilicata è stato un onore ospitare voi tutti qui a Matera. Tra momenti convegnistici, appuntamenti formativi e di puro divertimento, come quello di sabato sera con il concerto live dei Pedrobordello e dei Terragnora, torneremo tutti a casa con la carica di entusiasmo giusta per fare sempre più e sempre meglio all’interno di ciascuna associazione di appartenenza”.

Palpabile l’entusiasmo dei giovani per una tre giorni intensa ma fruttuosa, che ha creato tante nuove relazioni, anche con importanti realtà associative straniere.

Stupisce la concretezza ed il senso civico dei giovani donatori sangue della FIDAS. Sfatano tanti luoghi comuni sull’indolenza giovanile, proprio con i lori interventi intelligenti, con un’ottima preparazione di base, con una naturale vocazione al bene comune, con la volontà di fare, con la grinta per volare alto. Tante le idee, tanta la capacità di fare, tante le gambe per correre.

“Si costruisce così il passaggio del testimone all’interno di tante associazioni federate – ha detto Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS –. Sappiamo bene noi, relativamente anziani, dell’importanza di rinnovare nella continuità i vertici associativi. Solo così continueremo a dare un fondamentale contributo per garantire all’Italia e agli italiani le unità di sangue e i chilogrammi di plasma necessari a salvare tante vite”.

A chiudere la mattinata, l’arrivederci in Basilicata del presidente della provincia di Matera – Franco Stella. “E’ stato bello avere qui voi giovani donatori sangue, volontari in Europa. Siete motivo di orgoglio. Rappresentate esempi da imitare. Grazie per quello che fate, quello che farete come cittadini italiani per rendere la società più solidale e coesa”.

 

Meeting Giovani: la seconda giornata

Assemblea_2011_dei_giovani_donatori_sangue_FIDAS800x600_300_x_199Con le parole di Andrea Olivero, portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore, si è aperta la seconda giornata del meeting giovani donatori sangue della FIDAS. “Credibilità e convinzione nella proposta, accompagnamento dell’azione volontaria a sostegno della motivazione, riconoscimento e valorizzazione del ruolo delle vostre associazioni di donatori per sviluppare un senso di appartenenza: queste le leve sulle quali voi giovani volontari del sangue operate – ha detto -, e che servono per far crescere il volontariato italiano ed europeo”.

Il microfono passa poi a Carmen Lasorella per entrare nel vivo della giornata, la comunicazione sociale come mezzo per smuovere le coscienze. Tante le clip di campagne di comunicazioni proiettate dalla giornalista lucana, oggi direttore responsabile della televisione di San Marino. Tra le altre quella per la promozione dell’istituzione di un premio Nobel alla donna africana, un premio per un soggetto diffuso che sia capace di accendere i riflettori sull’Africa e sulla forza delle donne, o quella di Amnesty International “Io pretendo la dignità”, per parlare di diritti umani, umanizzazione delle carceri, dignità.

“Una generazione impegnata – ha detto Carmen Lasorella agli oltre 300 ragazzi under 28 che gremivano l’auditorium –  deve trovare terreno fertile per concretizzarsi in ruoli e presenza per decidere. Occorre sempre più professionalizzare i volontari, dare strutture organizzative al volontariato per dare peso e forza all’azione. Creatività, impegno, entusiasmo, condivisione non bastano, se poi non si sanno usare strumenti efficaci per comunicazioni mirate a raggiungere nuovi pubblici”.

Alla lezione magistrale della giornalista lucana ha fatto seguito il saluto dell’on Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento Europeo. “Sono qui, non solo per l’affetto e l’amicizia che nutro nei confronti della FIDAS, ma per incontrare voi giovani donatori di sangue, in un anno che l’Europa ha voluto dedicare al volontariato. Prometto – ha detto il vicepresidente del parlamento Europeo – di lavorare alacremente affinché l’Europa possa in quest’anno speciale realizzare cinque obiettivi per il volontariato: il Libro Bianco, l’ Osservatorio Europeo, un sostegno finanziario per lo scambio di buone pratiche di solidarietà, la detassazione per le liberalità a favore delle associazioni, il sostegno alla formazione professionali dei giovani volontari europei.

 

Meeting Giovani: l’apertura dei lavori

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“Volontari facciamo la differenza”: con queste parole Paolo Ettorre, presidente della FIDAS Basilicata, ha dato inizio al meeting nazionale giovani della Federazione Italiana Associazione Donatori Sangue. “In Europa quasi 100 milioni di cittadini investono il proprio tempo per offrire un contributo positivo alle comunità di appartenenza – ha proseguito Ettorre-, per costruire una società più democratica, attenta e responsabile”.

A portare i saluti dell’Amministrazione Comunale di Matera, Brunella Massenzio e Cornelio Bergantino, rispettivamente presidente del Consiglio e assessore alla Cultura della città dei sassi. Entrambi hanno ribadito che “il meeting Giovani FIDAS si inserisce nelle iniziative che porteranno la città di Matera a candidarsi a  capitale europea della cultura nel 2019”.

Toccante l’intervento di saluto agli oltre duecento giovani donatori sangue riuniti nell’auditorium, di Antonio Montemurro, assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Matera. “Tanti anni fa mia moglie ha dovuto subire un delicato intervento chirurgico che richiedeva anche numerose trasfusioni. In ospedale non c’era sangue a disposizione. Tutto questo, oggi non succede più grazie a voi donatori volontari”.

A seguire Antonio Bronzino, vicepresidente nazionale FIDAS, ha letto la lettera indirizzata ai giovani donatori dell’onorevole Eugenia Roccella, sottosegretario di stato al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. “Donare il sangue è un atto di generosità e di civiltà – recita la nota -. E’ una delle più importanti forme di volontariato, nella quale si concretizzano valori comuni come solidarietà e la non discriminazione. Attraverso il volontariato i giovani affermano il ruolo di cittadini responsabili. Credo che la cultura del dono del sangue – conclude l’on. Roccella – possa essere sempre più motore di inclusione sociale, rafforzando i processi di coesione ed i legami di solidarietà tra le generazioni”.